I Verdi e l’Ufficio del Verde Pubblico

Capita spesso di sentire persone lamentarsi di aver preso una multa dai Verdi per aver abbattuto un albero senza permesso. Capisco che ad una persona poco accorta la differenza tra l’ufficio del Verde Pubblico del Comune (che controlla anche il nostro patrimonio verde, compresi gli alberi) e la Federazione dei Verdi possa risultare incomprensibile.

E’ un po’ la stessa differenza che passa tra la Nazionale di Calcio Italiana e Forza Italia. Chiamiamo Dell’Utri se non fa giocare Del Piero?

C’è ancora gente che pensa sia vera la leggenda dei Verdi che lanciano vipere dagli elicotteri (ed è piuttosto triste pensare che ci sia gente disposta a crederci).
In passato purtroppo siamo stati vittime anche di mascalzoni. Se un cittadino chiamava chi aveva il compito di fare disinfestazioni contro le zanzare gli si ripeteva che erano i Verdi (nemmeno l’ufficio verde o il Comune) a vietarlo.

Domande frequenti sull’abbattimento di alberi in Città

D: Stanno abbattendo un albero senza autorizzazione, cosa devo fare?
Contattare immediatamente i Vigili Urbani e/o il Corpo Forestale dello Stato, affinché intervengano prima dell’abbattimento. Nel frattempo fare fotografie, da consegnare eventualmente alle autorità preposte.

D: Stanno abbattendo uno o più alberi, come posso controllare l’abbattimento è stato autorizzato?
Il Comune e la Provincia dispongono di un elenco del patrimonio arboreo e delle alberature tutelate. Il primo passo da compiere è fare una segnalazione al Comune (Ufficio del Verde pubblico, se esistente) dell’abbattimento e chiedere gli estremi dell’eventuale autorizzazione, per poter accedere al documento pubblico.
I Comuni inoltre si dotano di regolamenti del verde, nel quale vengono indicati gli alberi tutelati, che non si possono tagliare. Nel
regolamento verde pubblico del Comune di Forlì , ad esempio, è presente questo articolo:

Art. 4 Alberature Salvaguardate
1. I beni tutelati ai sensi dell’art. 138 e seguenti del D.Lgs. 28 ottobre 1999, n. 490
(t.u. delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali) sono
evidenziati in apposito elenco tenuto dal servizio competente; tale elenco è
costantemente aggiornato ed è di libera consultazione.
2. Fermo restando il regime di tutela per i beni ambientali di cui al comma 1, sono
oggetto di salvaguardia ai sensi e per effetti del presente regolamento:
a) le alberature aventi circonferenza del tronco, rilevata a m 1.30 dal suolo, superiore
a cm 30, nonché le piante con più tronchi se almeno uno di essi presenta tale
requisito;
b) gli alberi piantati in sostituzione di altri, a seguito di apposita autorizzazione
comunale, anche se non presentano il requisito di cui alla precedente lettera a);
c) gli elementi vegetali espressamente evidenziati negli elaborati del PRG, nonché
gli esemplari arborei e le piante di interesse scientifico e monumentale che la
Giunta Comunale, con apposito provvedimento motivato, abbia stabilito di
assoggettare ad un regime di particolare tutela (alberi di pregio).
3. L’assoggettamento a regime particolare di tutela di esemplari arborei, ai sensi del
comma 2, lettera c), deve essere accompagnato da misure idonee al mantenimento
del buono stato vegetativo degli stessi, nonché da misure di sostegno, anche
finanziarie, per i soggetti cui viene affidata la tutela delle piante protette.

D: Quali sono le leggi che tutelano il Verde Pubblico?
Decreto legislativo 490 del 1999
– D.Lgs n. 42 del 22 gennaio 2004 (alberi in area soggetta a vincolo paesaggistico)
DIRETTIVA 92/43/CEE DEL CONSIGLIO del 21 maggio 1992

D: Dove posso controllare che l’albero non sia negli elenchi degli alberi monumentali?
E’ difficile che venga abbattuto un albero monumentale, dal momento che sono circa 1300 in tutto il territorio nazionale. Questi veri e propri monumenti sono censiti sia dal Corpo Forestale dello Stato sia dalle varie Regioni (ad esempio l’Emilia Romagna, con foto e dettagli)

Condannato l’ex presidente del Consorzio Bonifica per il canale disboscato

Riporto il comunicato stampa del WWF sull’esito del processo contro la deforestazione del Canale di Ravaldino. L’iniziativa del corpo forestale dello stato e dei WWF è partita dopo un esposto del gruppo Verdi di Forlì del 10 Gennaio 2004, che vedeva allora Consigliere Comunale l’attuale assessore Sandra Morelli.

TRIBUNALE DI FORLI’ – PRIMO POSITIVO RISULTATO PER LA NATURA – DECOLLA LA CONVENZIONE WWF – CORPO FORESTALE DELLO STATO

WWF parte civile a fianco del CFS – riconosciute le ragioni della natura nel processo contro la deforestazione del Canale di Ravaldino ad opera del Consorzio di Bonifica della Romagna Centrale.

Nel Febbraio 2004 il Comando Stazione del CFS di Forlì, diretto dal Comandante Pietro Rossi (coadiuvato in questo caso dall’Assistente Fabio Amati), effettuò un sopralluogo lungo l’argine dello storico Canale Ravaldino, a seguito di un esposto (datato 10/01/2004) del gruppo consiliare Verdi di Forlì, rappresentato all’epoca dal capogruppo Sandra Morelli;

in tale sopralluogo il CFS accertò lo svolgimento di lavori da parte del Consorzio di Bonifica della Romagna Centrale, consistenti nel taglio di circa 140 alberi (pioppi, aceri, ed altre specie) costituenti la vegetazione ripariale adiacente al canale e la modifica non autorizzata degli argini.

A seguito delle verifiche di rito, si accertò che la zona era (ed è) paesisticamente tutelata, e che i lavori erano stati svolti senza l’apposita autorizzazione ambientale prevista dalle leggi vigenti, da ottenere presso la competente Soprintendenza di Ravenna;

al Comune di Forlì era peraltro stata presentata, da parte del Consorzio, una semplice istanza per “taglio di alberi pericolanti e abbattimento alberature secche”, azioni queste ben meno impattanti di quelle poi effettuate in realtà.

Il Giudice, Dr.ssa Luisa Del Bianco ha così deciso, nel processo tenutosi in data odierna, di comminare all’allora Presidente del Consorzio di Bonifica della Romagna Centrale, Sig. Scozzoli Roberto, una condanna alla pena di gg.14 di arresto e € 10.400 di ammenda, nonché la rimessione in pristino dei luoghi e il risarcimento della parte civile, il WWF, rappresentata dagli Avvocati Luciano Bassi e Monica Rossi di Forlì, per € 7000, attesa la rappresentanza da parte del WWF di interessi collettivi in materia ambientale, rappresentanza ribadita anche nella Convenzione WWF – Corpo Forestale dello Stato del 10/03/2005; tale convenzione sancisce la collaborazione fra i due enti per varie attività ed anche per ottenere maggiore giustizia nei procedimenti avviati dal CFS per reati contro l’ambiente e il patrimonio naturalistico.

La Sezione WWF di Forlì accoglie naturalmente con soddisfazione questo primo frutto della collaborazione con il CFS e si impegnerà, nell’ipotesi che la condanna venga confermata in appello, a seguire scrupolosamente tutte le fasi della rimessa in pristino dei luoghi, affinché il canale di Ravaldino ritorni ad assumere, nei prossimi anni, le originarie funzioni ecologiche e paesaggistiche azzerate da tale sconsiderata azione condotta a colpi di ruspa.

WWF – Sezione di Forlì

Allegate le motivazioni della sentenza:



I glicini di Palazzo Sassi-Masini

Riporto un comunicato del Comune sullo stato dei glicini nel palazzo Sassi-Masini, in risposta alle perplessità sugli interventi di restauro apparse in questi giorni sulla stampa.

MASSIMA ATTENZIONE PER LA TUTELA E SALVAGUARDIA DEL GLICINE DI PALAZZO SASSI – MASINI

In relazione alla condizione in cui si trovano le piante di glicine presenti nel cortile di Palazzo Sassi – Masini, l’Amministrazione comunale di Forlì ritiene doveroso sottolineare l’attenzione riservata alla salvaguardia di tale patrimonio naturale, accompagnata da una costante opera di monitoraggio rispetto ai lavori in corso.

Fin dalle prime fasi di progetto, i tecnici incaricati della ristrutturazione dello storico edificio hanno messo in atto tutte le azioni volte al rispetto e alla salvaguardia dei glicini secolari e delle altre piante presenti all’interno dei cortili, recependo anche le indicazioni date dal perito agrario Roberto Mini del servizio verde del Comune (protezione dei tronchi da urti e scortecciamenti, utilizzo di una gru di dimensioni tali da salvaguardare un esemplare di cipresso nero, potature graduali di contenimento dei glicini).
Dopo l’apertura dei cantieri, i tecnici comunali hanno effettuato sopralluoghi congiunti con la ditta esecutrice per controllare la correttezza dell’operato.
In questo contesto è stata realizzata una riduzione spaziale dei glicini, avvenuta nel corso di due anni. L’ultimo intervento è stato eseguito da operatori specializzati ed ha interessato solo rami di modeste dimensioni. L’asportazione di parte della vegetazione è stata effettuata valutando la tipologia delle piante, le loro condizioni fisiologiche e fitosanitarie, le loro riserve energetiche, la sicurezza di una ripresa vegetativa. L’intervento si è reso necessario per tutelare le piante da eventuali danni causati durante la fase di montaggio del ponteggio e per consentire un’adeguata e sicura installazione dello stesso. Nel sopralluogo effettuato ieri, mercoledì 18 luglio 2007, queste considerazioni sono state confermate come dimostrato dalla documentazione fotografica e dalla riformazione di abbondante vegetazione e fiori. Si precisa inoltre che nelle piante non era presente nessuna nidificazione in atto e che nel corso dell’intervento le uniche piante rimosse sono state qualche alberello e cespuglio (senza valore botanico-paesaggistico) cresciuti spontaneamente.