Alessandro Ronchi

Wikipedia

Da dove vengono le diossine negli alimenti? Cosa le produce?

Pubblico un comunicato di medicina democratica, che vi consiglio di leggere. Nei giorni scorsi si è parlato di Diossina negli animali da allevamento, ma non si è detto che la Diossina viene prodotta principalmente dalle combustioni:

Le diossine, come classe di composti, sono sostanze cancerogene, persistenti, non biodegradabili, facilmente accumulabili nella catena alimentare. Reazioni di ossidazione come quelle che avvengono negli inceneritori, nelle acciaierie di seconda fusione ed in altri processi di combustione civile ed industriale, sono i principali produttori di diossine. (Wikipedia)

Da dove viene la diossina nella carne? Ci dicono dai mangimi. E nei mangimi come ci arriva? Solo, “accidentalmente” da olii contaminati? E gli animali contaminati dove vanno a finire? Chi ci assicura che non diventeranno nuovi mangimi direttamente o ancor più con l’incenerimento? La notizia che anche questa volta non è stata data nella vicenda dei “maiali (e non solo) alla diossina” è che la diossina proviene per la maggior parte dall’incenerimento di rifiuti urbani, ospedalieri ed industriali.

Da qui la follia di di volere costruire nuovi inceneritori ed ampliare quelli esistenti con la inevitabile conseguenza di aumentare la diossina che va a finire nei nostri piatti.

Medicina Democratica ribadisce la sua assoluta contrarietà a questi impianti nocivi, costosi ed assolutamente inutili

Medicina Democratica denuncia, inoltre, come pericoloso il consumo di alimenti di qualsiasi tipogià contaminati essendo la diossina un contaminante persistente che si accumula nei viventi.

In particolare non esiste una esposizione “accettabile” alle diossine o ad altri inquinanti cancerogeni al di sotto della quale non vi sia rischio per le persone.

Il Comitato Direttivo di Medicina Democratica
Firenze 14 dicembre 2008

www.medicinademocratica.org

Sergio Zavoli fascista o antifascista?

Da Wikipedia:

Debutta nel 1943 sul periodico studentesco fascista riminese Testa di Ponte, esaltando il «grande momento» del regime e la fiducia nel futuro voluto dal duce: «arriveremo!». Il poeta Elio Ferrari ha scritto: «A Rimini chi non lo vedeva in divisa e con il mitra a tracolla (teste Stelio Urbinati) pure alla colonia Montalti?», sede del fascio repubblichino (da “La Gazzetta di Rimini”, 21 ottobre 1989).

Dal Messaggero:

Nato a Ravenna il 21 settembre 1923, ostile al regime di Mussolini durante il periodo fascista, lavora come giornalista radiofonico dal 1947 al 1962.

Canova Exhibition at Forlì San Domenico Museum

From January 25th to June 21th 2009 The classical ideal in sculpture and painting.
Museo San Domenico Piazza Guido da Monmostra_canova_forli_2009_san_domenicotefeltro Forlì.

Some informations from Wikipedia:

Antonio Canova (November 1, 1757 – October 13, 1822) was a Venetian sculptor who became famous for his marble sculptures that delicately rendered nude flesh. The epitome of the neoclassical style, his work marked a return to classical refinement after the theatrical excesses of Baroque sculpture.

Notable works

Perseus and the head of Medusa, by Antonio Canova.

Among Canova’s heroic compositions, his Perseus with the Head of Medusa (photo, right) appeared soon after his return from Germany. The moment of representation is when the hero, flushed with conquest, displays the head of the “snaky Gorgon”, whilst the right hand grasps a sword of singular device. By a public decree, this fine work was placed in one of the stanze of the Vatican hitherto reserved for the most precious works of antiquity.

Napoleon by Antonio Canova, Apsley House, London

In 1802, at the personal request of Napoleon, Canova returned to Paris to model a bust of the first consul. The artist was entertained with munificence, and various honors were conferred upon him. The statue, which is colossal, was not finished till six years after. On the fall of the great emperor, Louis XVIII presented this statue to the British government, by whom it was afterwards given to the Duke of Wellington.

Palamedes, Creugas and Damoxenus, the Combat of Theseus and the Centaur, and Hercules and Lichas may close the class of heroic compositions, although the catalogue might be swelled by the enumeration of various others, such as Hector and Ajax, and the statues of George Washington (commissioned by the State of North Carolina to be displayed in its Capitol Building), King Ferdinand of Naples, and others. The group of Hercules and Lichas is considered as the most terrible conception of Canova’s mind, and in its peculiar style is scarcely to be excelled.

Under the head of compositions of grace and elegance, the statue of Hebe takes the first place in point of date. Four times has the artist embodied in stone the goddess of youth, and each time with some variation. The last one is in the Museum of Forlì, in Italy. The only material improvement, however, is the substitution of a support more suitable to the simplicity of the art. Each of the statues is, in all its details, in expression, attitude and delicacy of finish, strikingly elegant.

Pauline Bonaparte as Venus Victrix, now at the Galleria Borghese.

The Dancing Nymphs maintain a character similar to that of the Hebe. The Three Graces and the Venus are more elevated. The Awakened Nymph is another work of uncommon beauty. The mother of Napoleon, his consort Maria Louise (as Concord), to model whom the author made a further journey to Paris in 1810, the princess Esterhazy and the muse Polymnia (Elisa Bonaparte) take their place in this class, as do the ideal heads, comprising Corinna, Sappho, Laura, Beatrice and Helen of Troy.

Of the cenotaphs and funeral monuments the most splendid is the monument to the archduchess Maria Christina of Austria, consisting of nine figures. Besides the two for the Roman Pontiffs already mentioned, there is one for Alfieri, another for Emo, a Venetian admiral, and a small model of a cenotaph for Horatio Nelson, besides a great variety of monumental relieves.

Tanti auguri al Commodore 64

Oggi il Commodore 64 compie 25 anni. E’ stato il personal computer più venduto di sempre, ed il mio primo computer in assoluto. Non dimenticherò mai la lunghissima attesa necessaria al caricamento dei programmi, che diventava un momento di suspance che impreziosiva la prima schermata.

Oggi i giochi sono molto più belli, non c’è nemmeno il caso di dirlo, ma la felicità di quei momenti un computer non me la darà mai più.

:) :)

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