Alessandro Ronchi

Abolire le regioni ed i comuni, e ricostruire le province

10 anni fa proponevo in queste pagine di ripensare criticamente all’idea di abolire le province, ed accorparne invece le competenze oggi attribuite ai comuni. Sempre più spesso ci scontriamo con la complessità che deriva dall’avere 8000 comuni, gran parte dei quali incapaci di organizzare alcuni servizi di base.

8000 sistemi anagrafici indipendenti, 8000 sindaci da coordinare, e così via.

Accorpare le funzioni nelle province e nelle città metropolitane ci permetterebbe di risolvere anche il problema delle regioni. Non hanno funzionato, nonostante godano di poteri legislativi indipendenti. Sono state incapaci di gestire correttamente l’emergenza sanitaria, in un caos di tagli, commissariamenti e disorganizzazione che ci ha trasformato in uno dei paesi più colpiti in percentuale dai decessi per il covid.

Taglieremmo una volta per tutte le differenze regionali, avremmo delle istituzioni della dimensione giusta per essere coordinate ed indipendenti nelle specifiche questioni (non legislative).

Le regioni non sono nate come le vediamo oggi con la Costituzione, ma con la riforma successiva del titolo V.

Sono passati invano decenni, in un degrado che non ha fatto che aumentare le distanze tra cittadini nati in luoghi diversi dello stesso Paese. E’ ora di voltare pagina.

Un partito è meglio della roba dei 5 stelle

La Lombardi esce finalmente con questa perla.

Io ricordo la nascita dei 5 stelle, quando ancora c’erano i meetup di Grillo. Partecipai anche alle prime riunioni per capire cosa si intendeva fare, e già allora dissi che quello che stava nascendo era peggio di un partito.

Era un partito, ma senza democrazia interna.

Era un partito, ma simbolo e strumenti erano in mano ad una azienda privata.

Era un partito, ma senza programma comune (poi lo aggiunsero).

Sono passati 14 anni, quando dicevo queste cose molti non mi credevano, oggi penso che gli stessi si rendano conto che avevo ragione.

Vi invito a rileggere gli articoli e fare attenzione alle date:

Nuovo supermercato di viale Roma: inaugurato l’ennesimo tempio del consumo di suolo

Nonostante le giustificate proteste, anche questo nuovo supermercato su Viale Roma è stato inaugurato.

Amico dell’ambiente, dicono gli organizzatori nel loro comunicato,
perché usa le lampadine a led.

Dove prima c’era un bel pezzo di campagna, oggi questa distesa di nuovo “cemento ecologista” brilla del colore di una miriade di
palloncini di plastica colorati, giusto per ricordare che nemmeno sulla riduzione di questa si intende far qualcosa.

Ovviamente, sia chiaro, sono stati abbattuti alberi storici sul viale, perché avrebbero rallentato l’accesso con le automobili al parcheggio:
assolutamente indispensabile.

Il nuovo quartiere del quale questo intervento fa parte è di 77 mila metri quadri: tanto è il suolo vergine consumato per l’intervento. Di
fronte un ristorante di sushi ha da poco sostituito un supermercato chiuso, forse perché a meno di 1,5 km se ne trovano già altri 5.

Il nuovo quartiere del Ronco è la dimostrazione di quanto le norme regionali sul consumo di suolo “zero” non realizzino quanto promesso.

Ma l’inaugurazione del nuovo LIDL ha mostrato alla città anche il motivo per il quale il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale
(PTCP) esclude “ulteriori localizzazioni di strutture commerciali frontistanti la via Emilia o direttamente gravanti su di essa”: non è
banalmente possibile aggiungere a questa arteria altro traffico, dovuto ai rallentamenti per gli ingressi e le uscite.

Purtroppo tutto questo è la dimostrazione di come la maggior parte dei partiti intenda la necessaria riconversione ecologica della nostra
società: qualche lampadina led ed una spruzzata di parole vuote sopra altro cemento.

Benvenuti ai ritardatari

E’ interessante il dibattito che vedo sui social in questi giorni. Tanti consiglieri di diversi partiti tutti a criticare scelte che proprio il loro gruppo ha fatto nascere.

Io ero consigliere comunale a Forlì con i Verdi quando votammo contro l’inceneritore, dicendo che prima occorreva fare la raccolta porta a porta. Invitammo il consorzio Priula a parlare alla città, per spiegare l’alternativa possibile.

I Verdi qualche anno dopo erano in consiglio ad opporsi al piano che portava in città 96 nuovi supermercati, che oggi vediamo costruire.

Zattini ed il centro-destra che lo sostiene non cambiano rotta, ma la direzione e l’avvio di questo percorso purtroppo non sono solo colpa sua.

Vogliamo chiudere l’inceneritore? Siamo tutti d’accordo? Allora si estenda a tutta la regione il porta a porta e la tariffa puntuale e si riduca l’autorizzazione fino ad azzerarla. Siamo stanchi di respirare con i nostri polmoni i rifiuti delle città meno attente sul tema della loro riduzione.

Vogliamo stoppare i nuovi ipermercati? Si faccia una legge regionale che azzeri veramente da subito il consumo di nuovo suolo. Si proponga una moratoria subito: i commercianti sono già in crisi senza aggiungere altri carichi sulle loro spalle.

Le dittature non funzionano meglio delle democrazie

“E’ paradossale, ma le dittature funzionano più delle democrazie”.

Beppe Grillo, 15 Settembre 2020.

Non è paradossale, ma è ovvio che sia più semplice e rapido avere una sola persona che decida per tutti. Anche in condominio: demandate tutto all’amministratore o quando potete partecipate alle riunioni che decidono su come spendere i vostri soldi?

Ma il punto è un altro: quali sono le decisioni che vengono prese nelle dittature? Ce lo ricordiamo bene, è successo anche in Italia. E’ un bene togliere ai cittadini la scelta di rifiutarsi? In quali paesi dalla democrazia debole i cittadini hanno ottenuto una migliore qualità della vita?

E’ veramente irrispettoso della nostra storia essere costretti ad ascoltare posizioni di un livello così scarso.

Ma non è un caso.

Casaleggio padre prima ed il figlio poi hanno affermato che il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile. Hanno detto che a breve le camere non saranno più utili.

Salvo poi nasconderci che la loro soluzione alternativa, cioè il voto deciso e manipolato su piattaforme informatiche gestite dalla loro azienda private, è cento volte peggio della democrazia rappresentativa. Hanno più potere i Casaleggio o i parlamentari? Chi è più casta?

Ed ancora il deputato 5 Stelle Tuzi, a giustificare il SI’: “Un parlamento ridotto numericamente può essere controllato meglio”.

DA CHI?

Noi ci opponiamo a questa visione, è giusto cambiare e cercare di migliorare le cose, ma è stupido cambiare in peggio.

Vogliamo essere rappresentati meglio, non meno.

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