Come si vota alle elezioni regionali Emilia-Romagna – Circoscrizione di Forlì

Si vota solo Domenica 26 Gennaio 2020, dalle ore 7 alle ore 23 con un documento di riconoscimento e la tessera elettorale. Ci sarà una unica scheda di colore verde, dove si esprime il voto per il candidato presidente della Giunta Regionale, la lista per il consiglio Regionale e la preferenza per un candidato all’interno della lista. Facendo la croce sul simbolo di Europa Verde, in automatico esprimerai il voto anche per Bonaccini come candidato Presidente. Se abiti nella provincia di Forlì-Cesena, puoi esprimere una preferenza per me, scrivendo “RONCHI” a fianco del simbolo barrato, come indicato nella foto (stampala per non sbagliare!)

 

Ricorda, la croce sul simbolo di Europa Verde è importante perché determina l’elezione del presidente e del consiglio regionale, stampa l’immagine se lo ritieni utile.

Importante: in queste elezioni la soglia di sbarramento per le liste come Europa Verde non sarà un problema, dal momento che la coalizione supererà il 5% dei voti, mentre le liste fuori dalle coalizione dovranno superare invece il 3% per essere presenti in Consiglio Regionale.

Il voto è ad un turno unico, vincerà il candidato presidente con il maggior numero di voti, con un premio di maggioranza che dipenderà dal risultato a garanzia di governabilità.

Il voto ad Europa Verde quindi sarà una garanzia della svolta verde della regione e sarà il voto più utile!

Vota Verde nella Scheda Verde!

No ai botti di capodanno

🐕 🐈 Ogni anno centinaia di animali muoiono d’infarto o per cause collegate alla fuga dai botti di Capodanno 🧨

Centinaia di adulti e bambini vengono feriti, spesso in maniera grave 👨‍⚕️

🌍 Inquinano l’ambiente, inutilmente.

Fai in modo che questo 2019 termini in maniera più intelligente, rinuncia ai botti e fai un Brindisi 🥂 più felice in compagnia di famiglia ed amici.

Dillo a tutti, aiutaci a condividere il messaggio.

#noaibotti #capodanno #amicianimali

What3Words: una app che potrebbe salvarti la vita

L’incidente accaduto all’escursionista francese ha scatenato un dibattito sull’assenza in Italia del sistema AML (Advanced mobile location), che permette di individuare con esattezza precisa la posizione di chi chiama un numero di emergenza con lo scarto di qualche metro.

Esiste però una app per Android ed iOs che viene consigliata dalla polizia britannica, chiamata What3words, che può comunque essere di vitale importanza se si vuole far conoscere la propria posizione a chi stiamo chiamando. Funziona generando una sequenza di 3 parole che individuano una posizione con una precisione di un quadrato di 3 metri per lato.

In sostanza prima o duranza la chiamata ai soccorsi, si apre l’app e si legge la sequenza di tre parole, che sono molto più semplici delle coordinate numeriche GPS. Con queste 3 parole l’interlocutore potrà individuarci con precisione e raggiungerci.

Se vi perdete alla fontana dei cavalli marini di Villa Borghese, ad esempio, potete dire “calzino.uscita.dritti”

Vi consiglio quindi di installarla e vedere come funziona. Potrebbe anche essere interessante per rispondere la prossima volta che qualcuno ti chiede dove sei.

 

Bologna, 2 Agosto 1980, ore 10

Nella vita, a volte, ci sono degli interruttori.

L’uomo o la donna che eravamo prima, una volta premuto il pulsante, non ci saranno più.

Non sempre sono visibili o si trovano nelle nostre mani. Il film Sliding Doors parte da un evento insignificante che trascina con sé una vita completamente diversa per i protagonisti.

A volte invece sono talmente eclatanti da rimanere nella storia.

2 Agosto 1980, ore 10.

Mio nonno, Nello, è ancora un impiegato delle Poste che lavora alla stazione di Bologna.

Me lo immagino scherzare e fare battute con i colleghi, in questa città si è sempre trovato bene ed è un personaggio molto socievole.

Forse si sarà lamentato del treno che aveva dovuto prendere alle 5 del mattino per andare a lavoro, ma probabilmente nemmeno questo. Una vita più dura di quella alla quale siamo abituati oggi, ma felice.

Alle ore 10:25 accendono un interruttore.

Non solo per lui: l’Italia intera si ferma, incapace di comprendere cosa sia successo.

La vita di tante persone si arresta in un solo secondo, con un grande boato.

Nello è vivo ed incolume, a proteggerlo fisicamente dallo scoppio della bomba bastano poche decine di metri di distanza.

Ma poche decine di metri non lo separano abbastanza dall’orrore.

Rimbocca le maniche del grembiule da postino, indossato sopra il torso nudo per il caldo, e si muove verso le macerie.

Fa quello che fanno in tanti: cerca di liberare spazio sopra i corpi e di fare largo nella piazza antistante, affinché possano avvicinarsi i soccorsi. Lo si vede in un video spingere un taxi in silenzio, prendendo ordini da qualcuno che in quel momento aveva il polso di coordinare le tante braccia disponibili.

Vede quello che vedranno in tanti, e sente un bambino chiedere al padre della sua mamma, rimasta in sala d’attesa ad aspettarli mentre andavano a comprare un gelato.

Vede i pezzi delle vite che si sono interrotte. Non lo capisce subito, ma anche la sua non sarà più quella di prima.

Da simpatico chiaccherone, si trasformerà per qualche anno in uomo taciturno. Quale significato poteva dare alle parole, dopo quel pezzo di realtà che ha dovuto affrontare?

In quegli anni un uomo sano nel fisico non poteva farsi aiutare da nessuno per lo spirito.

Quando si parla di una strage si fa sempre il conto delle vittime e dei feriti, per cercare di quantificare algebricamente la loro portata.

Ma eventi come questo portano dietro un’onda di vite spezzate per sempre in due parti.

Gli interruttori fanno questo, purtroppo.

Interrompono.

La caccia alle balene in Giappone

Per la prima volta dopo 33 anni, il Giappone riprende la caccia alle balene per scopi commerciali. In questo periodo ha continuato per “motivi scientifici”, di fatto aggirando la moratoria dell’International Whaling Commission (IWC), l’organizzazione internazionale che si occupa di regolare la caccia a questi animali.

La caccia alle balene per il consumo della loro carne è ormai per fortuna in declino, a tal punto che il Governo deve finanziare il settore che altrimenti non riuscirebbe a sostenersi da solo.

Vergogna!