Come si combattono le fake news?

Apprezzo moltissimo lo sforzo de “Il Post” di combattere le fake news dal verso giusto. Primo, non diffondendole, verificando le fonti e la credibilità come hanno sempre fatto i migliori giornalisti, prima dei click morbosi.

Secondo, sbugiardandole quanto più possibile.

Un ottimo esempio è la storia delle due veliste bloccate in mezzo all’oceano per mesi.

Pare che tante cose non tornino, ed il quotidiano online fa il suo mestiere approfondendole:

http://www.ilpost.it/2017/11/01/veliste-pacifico-storia-falsa/

Risarcimento danni per il servizio la mia pensione? Falso

Un articolo pubblicato dal sito “La legge per tutti” si intitola “La mia pensione futura: risarcimento dall’Inps per i dati errati” e nel sottotitolo indica: “Se il servizio online Pensione futura indica dei dati errati e il lavoratore si dimette senza diritto alla pensione, L’Inps è obbligata a risarcire i danni.”

Ma non è così.

Guardando la sentenza della Corte di Cassazione al quale l’articolo fa riferimento, la 23050/2017, ci si accorge che la discussione verte su una documentazione rilasciata da un dipendente dell’Istituto per una domanda di pensione del 2001. Il servizio “La mia pensione futura” è stato rilasciato dall’Istituto nel 2015, quindi le due cose non possono essere collegate.

Nella stessa motivazione, poi, si dichiara che la sentenza impugnata non aveva valutato la documentazione fornita dall’INPS, su carta intestata, e non era stata adeguatamente contestata, non ammettendo le prove richieste al riguardo dall’interessato.

L’articolo del sito poi si immerge nella valutazione delle righe presenti nella procedura online e nelle stampe che questo rilascia, che dichiarano che i contenuti non hanno valore certificativo, sottolineando che queste non esonerano l’ente da una responsabilità dei contenuti.

Anche su questo, ad oggi non c’è nessuna sentenza che dia validità a questa tesi.

Il problema è sostanzialmente questo: la normativa previdenziale italiana è estremamente complessa, molto più di quella di altri paesi: tante casse e tipologie di contributi diverse, ognuno dei quali viene valutato a seconda della scelta dell’utente. La liquidazione della pensione è un procedimento complesso, che parte dalla valutazione di quanto presente negli archivi, necessita della sistemazione delle anomalie, e della valutazione di dati inseriti trenta o quarant’anni prima.

Esiste uno strumento gratuito a disposizione dei cittadini, l’Estratto Conto Certificativo (EcoCert), che assicura la validità degli archivi ed obbliga l’Istituto, prima di rispondere alla richiesta, a verificarne la correttezza. Prima di lasciare il lavoro o fare scelte che potrebbero influire sulla pensione, il mio consiglio è di fare domanda di EcoCert.

I servizi online di previsione, e l’estratto conto che si possono consultare direttamente sul sito dell’Inps, sono strumenti a mio parere utilissimi per verificare che il proprio datore di lavoro stia versando i nostri contributi, che tutto sia regolare, ed avere una idea approssimativa di quello che sarà.

Non possono però sostituirsi ad un esperto che approfondisce la nostra situazione e mette la sua firma sulla dichiarazione, e non a caso in tutte le pagine restituiscono il messaggio che la simulazione non ha valore certificativo.

Storia di un Allarme Antincendio a Roma Termini

Oggi pomeriggio, sulle 17, pare che qualcuno abbia dato fuoco ad una pila di quotidiani nella galleria della Metro di Roma.

In quel momento stavo giusto arrivando per prendere il treno, quindi ho notato il forte rumore dell’allarme antincendio.

Prima di capire che la causa del bip continuo fosse l’antincendio, sono passati un paio di minuti. In stazione, alla fermata della metro, nessuno si stava preoccupando e non c’era nessun operatore che segnalasse cosa stava succedendo e cosa fare.

Visto finalmente il lampeggiante rosso, a scale mobili bloccate e scale normali intasate, mi sono incamminato verso l’uscita.

I tornelli per l’uscita erano aperti, probabilmente segno di un meccanismo automatico che ha funzionato.

Il clima però rimaneva surreale: nessuno era preoccupato e tutti camminavano tranquilli come se niente fosse. Non ho incontrato nessun responsabile, nessun dipendente dell’azienda trasporti, nessun pompiere, nessun vigile e nemmeno i soldati che da qualche tempo presidiano le stazioni.

Ad un certo punto si è sentita una flebile vocina registrata in lontananza, sotto il suono dell’allarme, che mi è parso chiedesse cortesemente di uscire dalla stazione. Non sono riuscito a capirlo bene, perché il suono dell’avviso era continuo e non lasciava né spazio né decibel all’avviso che ci avrebbe dovuto dire cosa fare. Oltre al bip continuo, i televisori pubblicitari non hanno mai smesso di cercare attenzione con il suono.

Continuando il percorso sono salito verso il centro commerciale sotterraneo della Stazione Termini, per poi arrivare alla stazione dei treni.

Nella salita l’allarme si è allontanato, fino a sparire.

Questa storia mi ha fatto pensare a cosa potrebbe succedere se l’incendio fosse stato serio (ad esempio a causa di uno scoppio).

  • Se c’è un incendio nel sotterraneo della metro, nella stazione superiore si può stare tranquilli?
  • E’ normale che non ci fosse nessuno a guidare con urgenza le persone verso l’uscita?
  • E’ possibile che un avviso così importante non si potesse sentire ?
  • I televisori pubblicitari non dovrebbero spegnersi o almeno ammutolirsi, o ancora meglio indicare qualcosa di utile?
  • Quando è stata fatta l’ultima prova di evacuazione della stazione?

Probabilmente i responsabili sapevano che si trattava di un problema lieve e non è scattato tutto il protocollo di sicurezza.

Speriamo che sia così.

I Costretti in Parlamento

Carlo Sibilia, grillino, si lamenta pubblicamente di essere costretto coi suoi colleghi a discutere in Parlamento durante la diretta pubblicitaria del nuovo iPhone. Speriamo non lo costringano più, alle prossime elezioni.