Blue Whale è un fenomeno gonfiato dai media

Anche questa volta “Le iene” hanno gonfiato una notizia, e le parole di Matteo Viviani nel servizio sono ingannevoli e senza prove. Era invece consigliabile non esagerare sull’argomento, perché purtroppo è una di quelle notizie che meno si diffondono meglio è.

 

 

Vorrei dirlo subito, chiaro e tondo: il Blue Whale Challenge, la serie di sfide che porterebbero al suicidio di cui si parla tanto ultimamente, soprattutto dopo un servizio trasmesso da Le Iene il 14 maggio scorso, è un mito senza prove.

Fonte: Blue Whale, mito di morte pericolosamente gonfiato dal giornalismo sensazionale | Il Disinformatico

Mio nonno allo Stadio Dall’Ara

Dopo circa 30 anni dall’ultima volta per lui ed una ventina per me, abbiamo portato il nonno allo Stadio Dall’Ara.
E’ stato emozionante e commovente.

La diffida dei 5 stelle alla pubblicazione delle loro conversazione

Ma come, i 5 stelle non erano per la trasparenza totale? Se dei parlamentari dello stesso gruppo esprimono dubbi sull’operato del loro candidato sindaco a Palermo, non è diritto dei cittadino conoscerli per meglio scegliere alle prossime elezioni cittadine?

Era necessaria la diffida alla divulgazione?

Cottone, che ha fatto parte di Addiopizzo fino al 2009, nella registrazione racconta di avere molti dubbi sul modo in cui Forello e i suoi collaboratori gestivano le attività dell’associazione, parlando di un sistema secondo lui poco limpido per ottenere guadagni dalle denunce delle estorsioni, incassando i risarcimenti dopo aver difeso le vittime in tribunale, di una gestione poco trasparente dei rimborsi spese per gli avvocati che lavoravano per conto di Addiopizzo e della collegata associazione anti racket Libero Futuro – tra cui lo stesso Forello – e di un’opaca gestione di alcuni fondi europei.

Fonte: Il Post -Una registrazione audio sta agitando il M5S a Palermo

La Mussolini subisce uno scherzo telefonico e ci casca

Leggo che la Mussolini lamenta che il Comune di Roma l’avrebbe chiamata per proporle di cambiare cognome, annunciando querele.

Tempo fa la trasmissione la Zanzara di Radio24 faceva lo stesso scherzo telefonico: probabilmente sono stati loro.

Se anche gli autori dello scherzo fossero stati altri, le ipotesi sono due:

  1. Si è accorta dello scherzo e le sue dichiarazioni sono fatte per ottenere spazio su stampa e TV
  2. Non si è accorta dello scherzo e pensa veramente che al Comune di Roma abbiano il tempo (e le indicazioni) di chiamare a casa i cittadini per proporre i cambi di cognome.

Non so quale delle due ipotesi sia peggio, sinceramente.

Ritagliarsi la legge elettorale su misura come un vestito

Ai partiti piace ritagliarsi una legge elettorale anche poco giusta, ma molto conveniente. Sulla base dei sondaggi del giorno, cambiano idea sull’argomento.

Per questo motivo bisognerebbe fare subito una legge che valga tra 10 anni: una legge onesta, inapplicabile per convenienza di pochi alle prossime politiche. Insieme a questa, per legge, impedire l’applicazione di ogni nuova norma elettorale alle consultazioni dei 5 anni successivi.

In questo modo smetteremmo di discutere ogni anno delle regole del gioco, che il padrone del campo ogni volta cerca di ricamare sulla sua convenienza.

Volete un esempio facile? La soglia di sbarramento, fino all’altro giorno ipotizzata al 3%, con la scissione del PD in due oggi è desiderata al 5%, in modo da impedire l’ingresso della nuova forza in Parlamento e raccogliere “il voto utile”.

In realtà il voto utile non si raccoglie mai così, e ad ogni nuova legge peggioriamo la situazione precedente, perdendo voti in numero assoluto.

Ogni nuovo padrone del campo decide di giocare con meno avversari, per convenienza.

Il campionato, però, è sempre più brutto ed il futuro sempre peggiore.