La nostra razza bianca

Di fronte ad un candidato che parla di difesa della razza bianca, penso che serva una mobilitazione massiva, di contrasto. Tutte le persone di buon senso dovrebbero preoccuparsi di questo rigurgito di storia che ritenevamo ormai passata e superata.

«Noi non possiamo accettarli tutti. Perché se dovessimo accettarli tutti vorrebbe dire che non ci saremmo più noi come realtà sociale, come realtà etnica. Perché loro sono molti più di noi, perché loro sono molto più determinati di noi nell’occupare questo territorio. Quindi noi di fronte a queste affermazioni dobbiamo ribellarci. Non possiamo accettare. Perché qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, è questione di essere logici, razionali. Noi non possiamo perché tutti non ci stiamo. Quindi dobbiamo fare delle scelte. Dobbiamo decidere se la nostra etnia, se la nostra razza bianca, se la nostra società deve continuare a esistere o se la nostra società dev’essere cancellata. È una scelta. Se la maggioranza degli italiani dovesse dire “noi vogliamo auto-eliminarci”, e vabbé, vorrà dire che noi ce ne andremo da un’altra parte, quelli che non vogliono auto-eliminarsi». ( Attilio Fontana, candidato del centro-destra alle elezioni regionali della Lombardia)

Fonte: il Post

Perché azzerare le tasse universitarie sarebbe una sciocchezza

In breve, gli studenti con i redditi più bassi sono già esonerati dal pagamento delle tasse universitarie. Quindi azzerarle completamente servirebbe come incentivo solo agli studenti di ceto medio-alto.

Inoltre slegarle dal merito toglierebbe qualsiasi incentivo a lavorare sodo, che dovrebbe comunque essere un obiettivo da perseguire.

Se volete un approfondimento ben fatto, c’è un articolo del Post che spiega tutto.

Sarebbe meglio investire qualche soldino in più sulla ricerca universtaria, per evitare che una volta spesi tanti soldi per formare i nostri ragazzi, se ne vadano a produrre altrove nel Mondo…

I ragazzi di Pyongyang – Il Post

Il fotografo cesenate Filippo Venturi ha vinto il concorso Portfolio Italia della Federazione Italiana Associazioni Fotografiche con il suo progetto Korean Dream. Le foto, scattate in Corea del Nord, hanno dovuto subire il controllo e la censura governative, ma sono comunque eccezionali soprattutto se si pensa che chi le ha verificate le ritiene scene normali di vita quotidiana.

Ad esempio il fotografo che ha seguito Venturi per controllarlo, le recite di bambini con missili militari come sfondo, o i tristissimi palazzoni tutti identici di Pyongyang.

In Korean Dream il fotografo Filippo Venturi ha raccolto le immagini scattate durante una visita in Corea del Nord, uno dei posti più chiusi al mondo (in particolare per i giornalisti): mostrano soprattutto i ragazzi di Pyongyang e gli ambienti istituzionali in cui vengono formati. Il progetto ha vinto il concorso Portfolio Italia organizzato dalla FIAF (Federazione italiana associazioni fotografiche) e fino al 4 febbraio sarà in mostra al CIFA di Bibbiena, in provincia di Arezzo.

Fonte: I ragazzi di Pyongyang – Il Post