I Verdi contro le nuove norme europee che prevedono il brevetto per il software

Dal sito di Monica Frassoni, co-presidente del gruppo dei Verdi-Ale al parlamento europeo www.monicafrassoni.it:

I Verdi contro le nuove norme europee che prevedono il brevetto per il softwareUn’ultimo tentativo dei Verdi/ALE per impedire l’adozione del rapporto McCarthy organizzato per il 16 settembre a Bruxelles

In occasione della prossima sessione plenaria (22-25 settembre), il Parlamento discuterà la relazione della deputata laburista McCarthy relativa alla brevettabilità delle invenzioni attuate tramite computer.

La commissione giuridica ha espresso totale sostegno alle proposte di norme europee relative alla brevettabilità di invenzioni attuate tramite computer: la proposta di direttiva mira a garantire che i brevetti per le invenzioni attuate tramite elaboratori elettronici vengano concessi sulla stessa base in tutta l’Unione europea e che i tribunali nazionali esaminino i casi di impugnazione di brevetti in base a principi uniformi.

I Verdi si oppongono fermamente all’adozione di questa normativa. Oggi il software è protetto dal copyright. Brevettare il software sarebbe altrettanto assurdo che brevettare un romanzo o una ricetta di cucina: uno scrittore rischierebbe di riutilizzare delle associazioni di parole già brevettate che lo porterebbero all’autocensura o al pagamento di un oneroso diritto ai proprietari del brevetto su quella combinazione di parole. Prevedere un brevetto per il software costringerebbe allo stesso modo le aziende a una costosissima prassi di controllo su ogni algoritmo – per assicurarsi che non sia già brevettato – nonché di difesa e contestazione dei propri brevetti.

Tutto ciò a vantaggio di società monopolistiche come Microsoft, e a detrimento dell’industria europea del software. Inoltre l’idea secondo la quale questa direttiva creerebbe nuovi posti di lavoro è economicamente infondata.

Bisogna rilevare che il Comitato economico e sociale e il Comitato delle regioni si sono già espressi contro la brevettazione del software. La stessa Commissione europea riconosce che l’opinione pubblica e i vari portatori d’interesse sono contrari a questa proposta (la CE ha ricevuto 91% di opinioni negative durante la sua consultazione pubblica il 19/10/2000), eppure l’influenza lobbistica di attori economici come l’UNICE (la Confindustria europea) e la Business Software Alliance (della quale sono membri Microsoft e IBM) sembra avere la meglio. E’ inoltre curioso constatare che le imprese che spingono per brevettare il software non sono quelle che lo producono.
Secondo la Convenzione di Monaco del 1973, il software, così come la matematica, le idee, i metodi commerciali, la musica i romanzi, ecc, non possono essere brevettati. In realtà l’Ufficio europeo dei brevetti da tempo garantisce brevetti sul software (tra i 20 e i 30 mila dal 1986): una procedura tanto illegale quanto lucrosa.

Il gruppo dei Verdi è da tempo impegnato nella lotta contro tale proposta. Abbiamo organizzato due conferenze al Parlamento europeo, nel novembre 2002 (“Il brevetto del software è necessario?”) e nel maggio 2003 (“Brevetti software e piccole e medie imprese”). Informazioni relative a queste iniziative possono essere trovate sul sito
http://www.greens-efa.org/en/issues/?id=14.

Una nuova conferenza è stata organizzata al Parlamento europeo per il 16 settembre, allo scopo di riunire ancora una volta prima del voto le forze che si oppongono a questa iniziativa.
Nelle commissioni cultura e industria abbiamo ottenuto che i brevetti siano limitati ai prodotti tecnologici. In sede di commissione giuridica, però, la relatrice McCarthy non ha purtroppo accettato alcun compromesso e la commissione giuridica ha cancellato i due eccellenti pareri delle commissioni cultura e industria.

Relativamente alla posizione degli altri gruppi, i socialisti sono divisi al loro interno, mentre la relatrice McCarthy segue la linea del governo britannico; i popolari è favorevole alla proposta, mentre sono scettici i liberali e contrari i verdi e i radicali.

Nelle prossime settimane e fino al voto in plenaria, i Verdi continueranno a battersi contro questa proposta di normativa e per la libertà del software.

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