Liberalismo vs Libertà

Apprendo da www.ziobudda.net che la Initiative for Software Choice (ISC), istituzione americana finanziata da MS, ha condannato le iniziative australiane a favore dell’OSS come discriminanti verso i software americani.
In questo momento, secondo la fonte, la ISC si sta muovendo per richiedere che vengano attivati dazi contro i paesi che stanno promuovendo il software libero.
Continuo a stupirmi, ma forse sono ancora troppo ingenuo, del fatto che si continui a parlare di liberalismo per nominare un sistema che schiavizza proprio la libertà di commercio.

Un’iniziativa come questa, infatti, non sarebbe l’unico ed il primo intervento amministrativo con lo scopo nemmeno tanto nascosto di cercare di limitare la concorrenza estera.
Con questo sistema, solo le grandi multinazionali riescono a muovere le politiche protezionistiche, a discapito della concorrenza mondiale, del libero mercato globale ed anche delle piccole aziende indipendenti.

Si parla dei vantaggi della globalizzazione solo per creare un’immagine che stimoli lo scambio di titoli azionari intercontinentali. La creazione di un mercato veramente globale, dove non esistano limiti di distanza e vincoli alla libertà di commercio, è qualcosa di ipotizzabile solo nelle riviste fantascientifiche.

Il software libero è proprietà della popolazione mondiale intera. Finalmente un prodotto di un’iniziativa comune e comunitaria, capace di unire con uno stesso scopo popolazioni culturalmente molto differenti.

Purtroppo, però, non è abbastanza americano.
Per questo, probabilmente, diverrà illegale o sanzionato per legge (magari tassato al pari degli alcoolici).

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