Principio di precauzione o eccessiva cautela sulle dimostrazioni?

Apprezzo la disponibilità dei Democratici di Sinistra a rivedere persino le autorizzazioni esistenti agli attuali impianti di incenerimento, qualora venissero dimostrate le affermazioni dei medici di Forlì, promotori di una raccolta firme contro i nuovi impianti.

Devo però precisare che il principio di precauzione, inserito nel programma del Sindaco di Forlì e fondamenta sulla quale dovrebbe basarsi la tutela della salute pubblica, funziona proprio in maniera opposta a quanto richiesto nel comunicato stampa dei DS di Forlì.

Prima di autorizzare un impianto potenzialmente dannoso per la salute dei cittadini, è necessario dimostrare senza pericolose ambiguità che il suo impatto sul territorio e le sue ricadute sull’aria, l’acqua e la catena alimentare, non producono un innalzamento dei rischi di contrarre malattie, di qualsiasi tipo esse siano.

Gli studi più volte citati in questi giorni, anche all’interno di documenti provenienti dalla stessa Amministrazione Comunale di Forlì, affermano che gli impianti di incenerimento dei rifiuti hanno delle ricadute negative sulla salute dei cittadini.

Quali ulteriori dimostrazioni saranno necessarie, per avere almeno il dubbio che gli inceneritori di Hera e di Mengozzi, concentrati tra l’altro tutti nella stessa zona, possano procurare dei danni?

Per il principio di precauzione basterebbe la mancanza di una dimostrazione della loro innocuità, mentre a Forlì sembra che persino documenti firmati e protocollati dalle Amministrazioni non siano sufficienti.

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