L’Italia alla finale dei mondiali

Sono entusiasta per l’esito della semifinale Italia-Germania (2-0). Grosso ci regala nuovamente la soluzione di una partita che sembrava stregata, con un tiro che rimarrà comunque vada nella storia. La sua gioia è quella di tutti i milioni di italiani che lo stavano guardando. Gramellini ne ha scritto un bell’articolo su La Stampa.

Ora speriamo nella finale di quello che finora è un campionato del mondo che solo un sogno poteva concepire (rigori all’ultimo minuto, parate memorabili, vittorie allo scadere dei supplementari, triplette e tanti batticuori).

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Una risposta a “L’Italia alla finale dei mondiali”

  1. L’area tedesca, al minuto 118, è sembrata Via Rasella a Roma, il 23 marzo 1944. E Grosso sembrava portare il carretto dell’immondizia, quasi invisibile, sbucato chissà da dove e chissà il perché – posizionato (lui, esterno sinistro) in attacco, al vertice dell’area dalla parte destra.
    E quel suo “mancino” è servito da detonatore: “Boom!! La squadra tedesca, come il battaglione Bolzen, disintegrata in un attimo. 26 tedeschi stesi per terra, finiti – questa volta senza possibilità di rappresaglia – da un altro colpo ad effetto, firmato Del Piero.

    E un Paese intero si stringe, si emoziona, si commuove. Il pianto di Gattuso – icona dell’italiano che nulla ha a che vedere con la razza ariana e meno ancora con l’essere parassita – è il pianto di tutti noi.
    L’Italia, in fin dei conti un popolo di mediani, capace di liberarsi da qualunque difficoltà con un colpo di tacco.
    Ragazzi miei, questo è il football.

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