Ricorso al TAR Mengozzi – la verità del WWF

Pubblico il comunicato stampa del WWF di Forlì sulla vicenda del ricorso al TAR Mengozzi ed il file che dimostra l’accoglimento del ricorso di Comune e WWF contro l’autorizzazione all’ampliamento dell’inceneritore di rifiuti ospedalieri di Forlì.

La verità emergente, alla luce della lettura della sentenza TAR sul ricorso Mengozzi.

E’ noto che l’obiettivo di un ricorso TAR è quello di ottenere l’invalidazione di uno o più provvedimenti amministrativi. Tale obiettivo è stato raggiunto, poiché il TAR (così come anche sancito nell’allegato avviso di deposito sentenza) accoglie il ricorso del Comune di Forlì e del WWF, dichiarando che:

“vanno annullati i provvedimenti impugnati con il ricorso originario e con i motivi aggiunti”, e: “ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa” (pagg. 16 e 17 sentenza).

Quindi non sono più valide (e vanno riscritte) né la delibera originaria di autorizzazione al raddoppio della potenzialità dell’impianto Mengozzi (del 29 gennaio 2004, Giunta Gallina), né quelle successive ad essa collegate (autorizzazione ai sensi dell’art. 27 del Decreto Ronchi e Autorizzazione Integrata Ambientale, risalenti al 2005 e 2006, Giunta Bulbi).

Ciò significa che, allo stato attuale, l’impianto Mengozzi è autorizzato a bruciare 16.000 tonnellate annue di rifiuti sanitari.

Il TAR dice inoltre che:

“la valutazione d’impatto non può essere intesa come limitata alla verifica dell’astratta compatibilità ambientale dell’opera, ma si sostanzia in un’analisi comparativa tesa a valutare il sacrificio ambientale imposto rispetto all’utilità socio economica, tenuto conto delle alternative praticabili e dei riflessi della stessa opzione zero” (pag. 12 sentenza).

Ciò significa che si riaprono completamente i giochi in ordine alla valutazione della compatibilità ambientale di tutto il sistema nel suo insieme (raccolta, trasporto e combustione dei rifiuti) e delle alternative meno impattanti a tutt’oggi disponibili.

Poteva poi il TAR stabilire, come ha fatto, che la decisione dell’allora Assessore Bargossi (supportata dal Dirigente Tolmino Giunchi) di ribaltare l’esito della Conferenza dei Servizi (la quale era incaricata di valutare l’impatto ambientale ed aveva votato contro il raddoppio) è viziata da “eccesso di potere per illogicità manifesta, contraddittorietà e difetto assoluto di motivazione” (pag. 16 sentenza).

La decisione della Giunta Gallina era fondamentale, poiché consentiva alla Soc. Mengozzi di realizzare quelle “nuove strutture e potenziamenti impiantistici” alle quali si era opposta la Conferenza di Servizi, strutture e potenziamenti essenziali per consentire l’espansione del giro d’affari della Mengozzi.

I giochi pertanto si riaprono completamente anche dal punto di vista politico: la Giunta odierna è composta da altri assessori e da un altro Presidente. Il Presidente Bulbi ha dichiarato pubblicamente, in coro con il Sindaco Masini: “ditemi come fare per fermare Mengozzi, e lo farò!”. Bene, ora ha l’opportunità di farlo, poiché sarà chiamato a deliberare ripartendo da un esito di conferenza di servizi in cui il rappresentante provinciale e il rappresentante comunale erano contrari non solo alle 32.000 t/a, ma anche alle 28.000, e avrà la storica opportunità di ridiscutere la stessa legittimità dell’esistenza di questo impianto forlivese per rifiuti sanitari.

Se non lo farà, si assumerà evidentemente la piena responsabilità politica (come fecero Bargossi e Gallina) di un atto che consente alla Soc. Mengozzi di espandere la propria importazione di rifiuti verso Forlì, smentendo clamorosamente quanto dichiarato di fronte all’opinione pubblica forlivese durante i dibattiti promossi per discutere sull’impianto di Hera.

Di certo, pertanto, non si tratta di un ricorso accolto “a metà”; il ricorso è accolto e basta e non è assolutamente vero che la Mengozzi sia autorizzata a tutt’oggi a bruciare 28.000 t/a. Oggi essa può solo bruciare 16.000 t/a.

Non è peraltro neppure scontato, checché ne dica la Soc. Mengozzi, che le 28.000 t/a (o addirittura le 32.000 t/a) le possano essere concesse attraverso un “pro forma”, un pezzo di carta a tutt’oggi mancante, come evidentemente piacerebbe alla ditta stessa e come il suo proprietario continua a sostenere pubblicamente.

Spiace quindi che stia passando, attraverso gli organi di informazione, un’interpretazione parziale e parzialmente errata, di una sentenza che evidentemente non era (e ancora forse non è) stata letta nella sua completezza da tutte le parti in causa.

La stessa scrivente Sezione del WWF lo aveva detto chiaramente nel suo primo comunicato del 22/08/07: “aspettiamo di poter vedere la sentenza, ma questa è già una notizia storica per la vicenda infinita di sconfitte contro gli inceneritoristi”.

WWF – Sezione di Forlì – Associazione Clan-Destino

2 risposte a “Ricorso al TAR Mengozzi – la verità del WWF”

  1. Finalmente, dopo varie versioni scritte sui giornali, un po’ di chiarezza! E finalmente il TAR si esprime in modo positivo in merito ad un inceneritore, analizzando nei dettagli il ricorso. Spero che questo sia un messaggio positivo, nel senso che un certo tipo di mentalità, incentrata solo sul mero interesse, stia cambiando, stia prendendo coscienza

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