Hera decide al posto del Comune

L’anno scorso 4 circoscrizioni su 5 si sono espresse per la raccolta dei rifiuti domiciliare (porta a porta). Immediatamente dopo lo ha fatto il Consiglio Comunale, con un ordine del giorno votato a larghissima maggioranza. Le dichiarazioni di Bulbi e di Capacci di ieri mettono a nudo la volontà della giunta comunale di ignorare completamente questo orientamento, e scegliere per un sistema diverso, più costoso e meno performante, guarda caso lo stesso proposto in questi anni da Hera.
Il Consiglio Comunale e le circoscrizioni, elette dai cittadini, sono quindi ancora una volta svuotati di ogni loro potere decisionale. Al suo posto si potrebbe oggi sostituire un semplice notaio che timbri e convalidi le richieste dell’azienda che gestisce i servizi di pubblica utilità.
Presto faremo una conferenza stampa su questo tema, ovviamente.

Leggi l’articolo sul Resto del Carlino

8 risposte a “Hera decide al posto del Comune”

  1. ..e dove sarebbe la novità?
    Siamo in piena emergenza democratica, a tutti i livelli – non ultimo quello locale.
    Dove come giustamente osservi, abbiamo più padroni che rappresentanti.

    Siamo alla catena, ma scodinzolanti.

  2. Ho riletto diverse volte il trafiletto del resto del carlino, ma mi sfugge come intendano organizzare la raccolta. Si pagherà un tanto a rifiuto prodotto? O ci sarà ancora una tassa al metro quadro? Gli abitanti di un comdominio come pagano? Mi sa che questi qua fanno un gran pastrocchio.

  3. La faccenda è di una semplicità disarmante… abuso di posizione dominante, il tutto mirante al concetto BAU (“Busines as Usual”).

    La politica non decide, pertanto decide l’economia, e fra un guadagno per l’ambiente e un guadagno per l’operatore privato in concessione (ex municipalizzata) è e sarà sempre quest’ultimo a prevalere. Altrochè politiche di raccolta domiciliare e di rifiuti zero, questa è la politica del guadagno massimo delle aziende forti!

  4. E’ molto semplice. Il sistema non sarà il porta a porta, ma più cassonetti stradali. Quindi sarà impossibile dividere la tariffa in maniera diversa dall’attuale, al metro quadro e dipendente dal numero di persone.

    Non cambia nulla, se vanno avanti per questa strada, dal momento che alcune zone di Forlì avevano già i cassonetti di prossimità: sono quelli da 33 litri blu o marroni, accanto agli enormi cassonetti dell’indifferenziato.

  5. SENZA PAROLE. Questo il comunicato Stampa di Palmiro Capacci:
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    RACCOLTA DEI RIFIUTI “PORTA A PORTA”:
    I risultati della sperimentazione di Forlimpopoli e le prospettive di estensione del metodo
    DICHIARAZIONE DELL’ASSESSORE PALMIRO CAPACCI

    “Leggendo sui giornali gli articoli dedicati ai risultati della sperimentazione del sistema di raccolta dei rifiuti ”porta a porta” a Forlimpopoli mi sembra che il messaggio fondamentale che il lettore riceve sia che l’operazione, tutto sommato, sia riuscita, costi esorbitanti non vi siano, ma che quella (di Forlimpopoli) rimarrà una esperienza isolata. Mi sembra opportuno fare alcuni precisazioni:

    1) il Consiglio Comunale di Forlì il 4 giugno 2007 ha approvato a larga maggioranza una mozione in cui si chiede alla Giunta Comunale di procedere “all’avvio della raccolta differenziata porta a porta in alcune realtà del territorio comunale” questo indirizzo trova riscontro nel “documento operativo” (PGS) della Amministrazione in cui per il 2008 si pone l’obbiettivo di dare “ l’avvio di un sistema di raccolta porta a porta in alcune realtà del territorio forlivese…”
    2) Per questo motivo ho atteso i risultati della “sperimentazione” di Forlimpopoli, risultati che esaminerò attentamente, ma dalle anticipazioni della stampa mi sembrano incoraggianti, anche sotto il profilo dei costi. Per Forlimpopoli, con 12.500 abitanti, il costo “secondo la stima di ATO è 1.385.000 euro” ovvero 110,8 euro pro capite. Tanto per fare un sommario confronto nel Comune di Forlì il costo 2007 è stato valutato in 12.917.269 che diviso per 114.000 abitanti dà un pro capite di 113 euro (nel 2008 è previsto un aumento del 4%). Va precisato che il costo pro capite comprende il costo degli assimilabili, poco meno della metà, pagati dalle imprese artigianali e commerciali.
    3) Per potenziale la raccolta differenziata non c’è solo il metodo “porta a porta”, va bene quindi anche la “verifica” che HERA (strumento operativo) ha chiesto di fare in un quartiere di Forlì, individuato in quello di Ca’ Ossi come il più adatto.”

  6. Questo comunicato rimarca e sottolinea la differenza tra il punto 1) che è la decisione politica degli eletti dai cittadini ed il punto 3) che è il risultato voluto fortemente da Hera ed a quanto pare sottoscritto dalla Giunta.

    Che tutto questo “vada bene” per l’assessore e la Giunta, che sembra assumere così il ruolo di strumento dello strumento operativo, è piuttosto imbarazzante.

    Di questo passo proporrò di sostituire la Giunta ed il Consiglio con il protocollo generale: la capacità di sintesi e di filtro delle richieste del gestore dei servizi probabilmente non subirebbero grosse variazioni.

  7. La giunta sta semplicemente in mezzo per una partita di giro, rigirare ad hera la tariffa. Dato che ci guadagna anche lei la sua parte (il 51% delle azioni di hera è in mano ai sindaci) fa tutto e solo quello che hera acconsenta che venga fatto. Ne più ne meno.

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