13 risposte a “Rassegna Stampa: Riguzzi espulso dai Verdi”

  1. Riguzzi è un assessore tecnico, in un momento in cui partiti importanti (come i DS) rivendicano una maggiore rappresentanza nella giunta provinciale (ergo un posto in più).

    In un altro articolo, tempo fa, diceva che sarebbe tornato a lavorare all’ARPA.

  2. Quando Roberto Riguzzi venne eletto Presidente Provinciale dei Verdi io fui
    tra i pochi oppositori e mi opposi anche quando già assessore in pectore
    nel febbraio 2004 venne a dirci che aveva modificato il termine
    “ampliamento” dell’inceneritore in “adeguamento” nel programma di
    coalizione.
    Io, fui il solo in quell’Assemblea a manifestare contrarietà, sostenendo che
    “adeguamento” aveva il significato di innovazione dell’impianto esistente e
    nulla aveva a che vedere con una moratoria della costruzione di nuovi
    impianti.
    Riguzzi poi, con una scarsa attenzione verso ciò che associazioni e comitati
    sostenevano ha presentato un Piano Provinciale dei Rifiuti in linea con quel
    programma.
    Riguzzi è stato fedele al patto di maggioranza.
    La sua non adesione, quindi vuole testimoniare all’opinione pubblica, che i
    Verdi con l’inceneritore non centrano.
    E’ il tentativo di liberarsi del vizio originario, di trovare l’unico capro
    espiatorio, di una scelta che all’epoca delle elezioni 2004 è stata di tutti
    i Verdi (o quasi).

    Alessandro

  3. Ho letto più volte la replica del buon Pilotti.
    Il suo intervento appare rancoroso e livido; in realtà è difficile concentrare così, in poche righe, tante affermazioni del tutte gratuite (eufemismo).

  4. Alessandro Pilotti non la racconta affatto giusta…
    Ho partecipato per mesi agli incontri di stesura del programma di maggioranza
    (e Alessandro mai…)
    E’ stata una dura battaglia – come potete immaginare – scrivere la parte sui rifiuti come tuttora riportata nel programma del comune di forli:
    1) riduzione della produzione di rifiuti;
    2) priorità della raccolta differenziata nella fase di smaltimento,
    3) compostaggio;
    4) tariffa puntuale;

    Solo in questo senso e con questa sequenza si parla, come fine ciclo, di impianto di incenerimento che va ADEGUATO. E non può che essere così se lo si riserva (nel dimensionamento) allo smaltimento delle SOLE PARTI RESIDUALI che NON possono essere avviate al recupero/riciclaggio.

    Questo è stato sottoscritto dai partiti per il programma della città di Forlì, poi assunto come programma di TUTTO il comprensorio forlivese per il completamento del documento programmatico per le elezioni provinciali.

    Il passaggio cui si riferisce Alessandro (raro momento di sua partecipazione alla vita dei Verdi.. e lo dico per riportare un FATTO e non per fare sterile polemica) riguarda il momento in cui il canditato Sindaco del comune di Forlì, nell’acquisire il programma detto sopra, avrebbe voluto inserire AUTOMATICAMENTE il POTENZIAMENTO dell’inceneritore.

    Ma a questo i Verdi si sono opposti, ribadendo che NON avrebbero firmato un programma diverso da quello già concordato e, quindi, il candidato sindaco … ha fatto un passo indietro. In questo modo abbiamo mantenuto aperto il dibattito tuttora in corso.

    I VERDI sono stati e sono fermamente contrari al nuovo inceneritore che Riguzzi ha invece “legittimato” – sulla testa di tutti noi e senza mai neppure informare i verdi di questa provincia del SUO cambio di rotta – inserendo l’impianto da 120.000 t./a. nel SUO piano provinciale dei rifiuti.

    Ricordo molto bene l’assemblea di cui parla Pilotti e solo la sua “cattiva memoria” (non voglio parlare di voluta distorsione dei fatti) può fargli dire una cosa non vera dato che la maggior parte dei verdi presenti diede mandato a chi stava lavorando sul programma (io fra questi) di NON mollare e così è stato fatto.

    Solo chi (oggi come allora) ha pensato di poter “giocare” su più tavoli e con più “facce” può sostenere il contrario.

    Rilancio e ribadisco quello che i VERDI hanno sempre sostenuto: se si segue un approccio corretto sui rifiuti, il ciclo è quello detto sopra. Anzi: dobbiamo andare ancora più avanti e dire chiaramente che l’obiettivo è RIFIUTI ZERO e BASTA inceneritori.
    Oggi, (ri)partiamo da qui, da quello che da 20 anni diciamo in questa provincia e che intendiamo portare avanti e difendere da tutti.
    Anche da chi pensa che i Verdi siano una scorciatoia per qualche “carriera” personale o da chi ha deciso di lasciare i Verdi ma vuole rimanerne è il “censore”.
    S.Morelli

  5. dobbiamo smettere di produrre rifiuti. penso che tra i maggiori responsabili dell’eccessiva produzione ci siano i supermercati con tutte le loro confezioni anche per le cose più banali come il prezzemolo od il rametto di rosmarino.Eppure non mi sembra che ci sia, nelle maggioranze, qualcuno che si opponga a quelle cattedrali del cattivo gusto che sono gli ipermercati. fausto

  6. Non è così: I Verdi, a livello nazionale e locale, si sono sempre battuti a favore del piccolo commercio contro la grande distribuzione.

    Nella conferenza programmatica di Napoli, le cui relazioni sono pubblicate qui:
    http://www.alessandroronchi.net/2005/03/07/conferenza-programmatica-dei-verdi/
    il partito è stato molto chiaro negli impegni sul problema dei rifiuti. Tra le altre cose:
    – incentivare politiche di produzione di materiali il cui riciclaggio possa essere facilmente e convenientemente attuato ai massimi livelli. E’ necessario, quindi, governare la merceologia del rifiuto anziché subirla
    – indirizzare il consumo dei prodotti tenendo in considerazione le implicazioni sulla produzione dei rifiuti, favorendo l’uso di prodotti di cui si possa recuperare la materia una volta giunti a fine vita commerciale
    – facilitare il consumo dei prodotti locali a livello regionale per consentire l’uso di imballaggi più pesanti della plastica, come il vetro, lo spostamento dei quali a distanze maggiori risulterebbe troppo costoso. Inoltre la vicinanza tra i produttori ed i consumatori permette di ottimizzare il servizio con “vuoto a rendere”, di gran lunga quello che consente maggiori risparmi di energia
    – ridurre la quantità di beni usa e getta come gli imballaggi ed i sacchetti di plastica
    – ridurre la quantità di plastica nei beni usa e getta a breve e brevissima durata di vita
    – produrre plastiche omogenee dal punto di vista chimico di cui si possa recuperare la materia.

    In particolare i Verdi hanno sempre sostenuto la filiera corta, le produzioni locali contro la grande distribuzione.

    Tutti i programmi sono coerenti, solo che i cambiamenti di stili di vita e dei processi commerciali non sono affatto semplici da affrontare, specie se si è sostenuti dal 2-3% degli elettori.

  7. E’ un peccato tu Sandra, che ricopri un ruolo istituzionale, continui ad attaccarmi sul piano personale quando dici che io partecipavo sporadicamente alle riunioni dei Verdi.
    Sono stato presente a tutte le riunioni a cui sono stato, come semplice iscritto, invitato.
    Tu hai la possibilità e, ritieniti fortunata, di fare politica a tempo pieno, io ho sempre dovuto lavorare per portare la “pagnotta” a casa.
    Tu sei a distanza di quasi tre anni convinta che l’accettazione della frase “adeguamento dell’inceneritore” fosse una conquista,mentre io l’anticamera di ciò che sta accadendo.
    La mia cattiva memoria non centra nulla.

    Alessandro

  8. Per A. Pilotti.
    Nessun attacco personale: tutti gli iscritti sono stati i”nvitati permanenti” per tutto il lungo periodo di dibattito (interno ed esterno) relativo all’importante passaggio politico che ha portato i verdi – dopo circa 18 anni di presenza attiva e continuativa sul territorio – ad essere parte della maggioranza di governo. Per mesi, quindi, (anche aprendo la sede che non avevamo mai avuto prima) ci siamo dati un luogo fisso di discussione, organizzazione, incontri, ecc.. Ogni iscritto ha dato quello che poteva e nessuno “critica” la mancata partecipazione in sè… ma il fatto che si usino conoscenze più che parziali per diffondere conclusioni non obiettive e sommarie, omettendo il contesto e come se fossero frutto di un percorso comune. Sulla “fortuna” del poter fare politica a tempo pieno.. convengo con quello che dici. E’ verissimo. Ma non è che, per te, questo diventi automaticamente una “colpa” ?! Il ruolo che ricopro è, in ogni momento, a disposizione dei verdi e insieme valutiamo se e come disporne.
    Tornando alla questione “inceneritore” forse non sai che la proposta di questo terzo impianto è talmente vecchia che risale ai primissimi anni 90 (Hera non esisteva e nasceva dall’allora AMIU, la municipalizzata che si occupava di rifiuti)! Sapevamo bene, quindi, che uno dei primi problemi che avremmo affrontato – dalla nuova posizione di “forza” di governo locale – sarebbe stato questo. Non siamo (stati) nè stupidi nè (fintamente) ingenui ma ben consapevoli di questa grande, grandissima sfida.
    Così come i ns alleati sono ben consapevoli della posizione dei verdi!! Nonostante Riguzzi abbia tentato e voluto far credere il contrario…
    Sandra

  9. In questi giorni esponenti che ricoprono importanti incarichi di governo nell’amministrazione di centrosinistra di Forlì esultano per la mia fuoriuscita dai Verdi. È opportuno ricordare che:
    • Ho presentato la mia richiesta di adesione il 31 dicembre 2005 avuto risposta della mia richiesta di adesione dieci mesi dopo, anziché i due previsti dal regolamento, proprio nel momento delle Assemblee congressuali. Penso che solo questo tempo rappresenti una violazione dei diritti minimi di partecipazione di ciascuno di noi.
    • La mia permanenza nella Giunta Provinciale è solo finalizzata a impedire che la crisi in Provincia sia irreversibile, facendo perdere l’assessore ai Verdi.
    • Da maggio propongo al Presidente della federazione provinciale di incontrarci per trovare una soluzione alla crisi politica. Dall’altra parte c’è chiusura totale al confronto.
    • L’inceneritore viene fatto a Forlì con i Verdi in maggioranza che esprimono in virtù degli accordi politici, un assessore e il Presidente della circoscrizione dove viene realizzato l’impianto.
    • Ho votato contro alla VIA dell’inceneritore, unico assessore in tutta la Emilia Romagna, ho espresso anche sui giornali la mia contrarietà all’impianto.
    Forse la Federazione ha impiegato molto tempo a decidere sulla mia tessera perché le motivazioni per rifiutarla non erano convincenti e questo supporta l’ipotesi di una decisione politica e non disciplinare.
    Il nuovo inceneritore a Forlì è voluto da tutto il centrosinistra, anche quello che governa il comune di Forlì dove il consigliere Verde sostiene la maggioranza, i Verdi esprimono un Assessore e il Presidente di circoscrizione dove si costruisce l’impianto. Lo stesso Sindaco di Forlì ha detto chiaramente che l’inceneritore si deve fare. È incoerente che questa questione provochi la crisi solo su un livello istituzionale, mentre per gli altri è indifferente che la maggioranza a cui appartengono voglia l’inceneritore.
    Ho ribadito in tutte le sedi che il piano rifiuti non è il mio personale, ma la sintesi che si era riusciti ad arrivare in Giunta Provinciale; stava alla politica riuscire a migliorare quella bozza.
    Solo l’azione incomprensibile di alcuni membri dei Verdi ha focalizzato l’attenzione sull’assessore verde (il sottoscritto), che fra l’altro ha votato contro l’impianto. Questo atteggiamento ha permesso ai partiti della coalizione favorevoli all’impianto di non doversi assumere questa responsabilità e di doverne rispondere ai comitati!
    Come in tante altre province dell’Emilia Romagna e della Toscana, gli inceneritori si fanno con i Verdi che rimangono nelle maggioranze, senza che i loro assessori votino contro o dicono sulla stampa che sono contrari.
    È evidente che lo scopo principale di tutta questa azione è colpire il sottoscritto anche a costo di perdere un assessore in un ente importante come la provincia. I registi di questa operazione sono totalmente lontani dalla lettura dei rischi che corrono i verdi, lontani dalle reali dinamiche che si stanno svolgendo. Se si seguiva la loro linea, adesso al posto dei verdi ci sarebbe stato il rappresentante di un altro partito.
    Ronchi scrive nel suo blog: “Riguzzi è un assessore tecnico, in un momento in cui partiti importanti (come i DS) rivendicano una maggiore rappresentanza nella giunta provinciale (ergo un posto in più)”.Sfugge alla mia capacità di comprensione il motivo per cui i Verdi fanno di tutto per perdere la propria rappresentanza istituzionale a favore di un altro partito, rischio che leggendo il blog di Ronchi è ben noto. Io, invece, ho rispettato il mandato dell’esecutivo: non mi sono fatto strumento di azioni contro i Verdi, lasciando uno spazio politico che legittimamente appartiene ai Verdi, che rischiava di essere perso, conservando un margine di trattativa per ricucire il rapporto con la maggioranza.
    Molti hanno deciso di rimanere attaccati alla sedia, non solo il sottoscritto, perché l’inceneritore è già in costruzione nel comune di Forlì. Altri riferimenti siano inutili! La battaglia contro l’inceneritore va bene, ma bisogna guardare oltre perché sta venendo costruito, che ci piaccia o meno.
    È altrettanto incomprensibile perché si ribadisca un voto contrario all’approvazione del piano rifiuti la cui stesura è ancora in corso, senza che i Verdi cerchino di migliorarlo con la trattativa politica.
    Questi problemi erano facilmente risolvibili con gli incontri da me più volte proposti. Sui versamenti al partito quella riportata è solo una versione di parte! Ritengo di aver effettuato versamenti nel biennio 2004-2005 maggiori rispetto a quanto previsto dallo statuto dei Verdi e su questa cosa non ho problemi a confrontarmi con qualsiasi livello della Federazione dei Verdi.
    Forse le persone che mi esprimono la “becera solidarietà di chi sostiene senza se e senza ma le battaglie di Beppe Grillo” vedono più contraddizione nel vostro operato che nel mio. Le strade attualmente possibili ora sono due: fare l’inceneritore rilanciando la raccolta differenziata grazie alla presenza dei Verdi, ovvero fare solo l’inceneritore senza raccolta differenziata, con i Verdi fuori.
    LA questione della mia adesione ai Verdi non è ancora chiusa, in quanto presenterò ricorso al Giurì Nazionale.

    L’Assessore Roberto Riguzzi

  10. E bravo Riguzzi.
    Ha detto no all’AIA tanto sapeva che sarebbe passata (facendoci il figurone del Verde), poi ha totalmente e volutamente ignorato (ed io c’ero) Agenda 21 che come ben sa il suo (e di Hera, presumo) Piano dei Rifiuti l’ha “sonoramente” bocciato, facendo (i conponenti Agenda 21, noi cittadini attivi e parti sociali) proposte “docenti e decenti”.
    Ma l’orecchio del mercante vuole ascoltare solo quello che gli interessa e la bocciatura del suddetto piano dei rifiuti non interessava.

    Questo è quanto, avere l’orgoglio di riconoscerlo le potrebbe magari fare anche onore (se ne rimane).

    Se poi la sua permanenza nei Verdi ed in provincia significhi anche la promozione o meno della raccolta differenziata, se mi permette, sembra più una “minaccia” che non una proposta.
    E sinceramente penso che Lei dovrebbe perlomeno capire il disastro che ha provocato con questo piano dei rifiuti.

    Se i malati in più ci saranno a Forlì, spero ……. Non continuo, magari mi querela.

    Caduta di stile?

    No, sono solo inca…to, perchè ancora una volta quelli presi in giro siamo noi cittadini, che ci troviamo come assessori o sindaci o deputati o senatori persone che oltre a non conoscere l’italiano a volte non riescono a guardare oltre il naso, creando danni irreparabili alla collettività. Alle volte basta fermarsi e pensare, se il problema è irrisolvibile ci si fa da parte e si lascia spazio a qualche mente più illuminata.

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