Il presidente Bulbi ed il riordino delle GEV – Guardi Ecologiche Volontarie

Pubblico volentieri il comunicato stampa diramato dal WWF di Forlì sulla vicenda del riordino delle Guardie Ecologiche Volontarie da parte della Provincia di Forlì-Cesena.

Prima o poi doveva accadere, ed è accaduto nel modo più plateale.
Siccome le Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) di Forlì stanno ben operando sul territorio e, coordinate dal Corpo Forestale dello Stato, hanno portato a termine, il 25/03 scorso, una brillante operazione di sequestro di uccelli da richiamo detenuti illegalmente, il Presidente Cacciatore della Provincia di Forlì-Cesena, Massimo Bulbi, per evitare che in futuro simili
(evidentemente per lui incresciosi) eventi abbiano a ripetersi, vorrebbe procedere, con grande zelo, al “riordino” del Corpo GEV, riconducendolo sotto il diretto controllo dell’Amministrazione Provinciale.

Anziché compiacersi per i risultati ottenuti dalle attività ispettive, la Giunta Provinciale ha quindi assecondato, nell’ultima riunione, la volontà del Presidente di procedere al blocco dei nuovi reclutamenti delle Guardie Ecologiche Volontarie. Ci riserviamo di acquisire gli atti, allo scopo di valutarne i dettagli, in conseguenza dei quali potremmo anche decidere di
ricorrere in sede amministrativa.
Rileviamo pertanto con disappunto che il Presidente cacciatore Massimo Bulbi non perde occasione per delegittimare gli organi di vigilanza venatoria che operano sul territorio.
Il risultato è che l’Amministrazione Provinciale finisce per proteggere indirettamente quel sottobosco di illegalità che, nell’ultima circostanza, si è manifestato in modo così conclamato nel mondo degli allevatori di uccelli da richiamo.
L’azione del Presidente della Provincia appare tanto più deleteria, essendo a tutti noto che l’attuale organico dei corpi di vigilanza venatoria è largamente insufficiente per garantire l’opportuna tutela della fauna selvatica; in questo modo si finisce per eludere le politiche più basilari di conservazione della biodiversità, oggi sempre più urgenti e indifferibili, e sempre più oggetto di attenzioni e interventi da parte della stessa Unione Europea. In questo contesto, i vincoli esistenti a tutela della flora e della fauna dovrebbero essere applicati in modo sempre
più puntuale e stringente. Sottolineiamo invece quanto la retriva e arbitraria decisione del nostro Presidente cacciatore (che dovrebbe essere piuttosto il Presidente di tutti) vada nella direzione diametralmente opposta, saldandosi con la strumentale azione degli esponenti di Alleanza Nazionale, Luca Bartolini in primis, i quali vorrebbero addirittura sopprimere i finanziamenti a sostegno delle GEV.

WWF Sezione di Forlì

4 risposte a “Il presidente Bulbi ed il riordino delle GEV – Guardi Ecologiche Volontarie”

  1. Le Guardie Ecologiche Volontarie sono istituite da Legge Regionale che ne definisce le competenze in materia ambientale nell’ambito della informazione, e in collaborazione con gli Enti e le Istituzioni Pubbliche competenti, in materia di vigilanza e accertamento delle violazioni .
    Visto l’attacco in atto da parte dei membri della Giunta Provinciale nei confronti delle GEV, i Verdi di Forlì Cesena evidenziano come sia sempre più segnato il solco che allontana le politiche della giunta Bulbi dalla difesa dell’ambiente.
    Sminuendo o limitando l’azione di questo organo del Volontariato sembra si manifesti una sorta di allergia alla legalità e ai controlli, simile per certi versi alle politiche berlusconiane in materia finanziaria, sorprendente tanto più che l’attività che si vuole contrastare è stata svolta affiancando il Corpo di Polizia Forestale, che ha svolto la propria funzione nelle ormai tristemente note fiere di uccelli da richiamo.
    La decisione di non dare il via ai corsi di formazione dei volontari, che dopo oltre 80 ore vedono rilasciare il tesserino dalla Prefettura per lo svolgimento dei compiti affidati dalla Legge, è un atto grave e ingiustificabile.
    I Verdi, ricordano che gli sceriffi nel vecchio West erano fra coloro che facevano rispettare la legge e il problema nel merito non sono i controlli ma le violazioni alle norme che regolano l’attività venatoria e di produzione e vendita dei richiami.
    I Verdi chiedono che la Provincia riveda le posizioni comunicate a mezzo stampa e cerchiai ritrovare il filo di una politica di salvaguardia dell’ambiente e del territorio che sembra avere smarrito.

  2. Forse non lo sapete,ma anche il sig.Bartolini Luca è un cacciatore ( o per lo meno lo era,non so se pratichi ancora).

  3. Sì, lo so.
    Nella campagna elettorale delle elezioni regionali ci scontrammo su questioni relative alla caccia: lui proponeva la caccia nel demanio forestale (dove invece il divieto è perenne).

  4. gli esponenti della maggioranza sensibili alle tematiche ambientali quali eco-dem, sinistra ecologista ecc… non hanno nulla da dire? non sono argomenti che li riguardano?
    nemmeno questa volta riescono a prendere le distanze da questo presidente di una nostra sciagurata provincia che non merita tale rappresentanza?

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