La centrale a Biomasse non si farà a Forlì

Distribuzione metalli pesanti inceneritore CorianoL’assessore all’ambiente Palmiro Capacci di Rifondazione Comunista ha deramato un cominicato stampa nel quale afferma che il mancato invito del Comune di Forlì alla riunione di Roma sul grosso impianto a biomasse proposto dalla SFIR è una chiara indicazione che questo non si farà nel territorio del nostro comune. Buone notizie? Certo.
Questo però non mi rincuora, perché il territorio di Forlì non è protetto da una cupola di vetro (per fortuna, altrimenti soffocheremmo), e non solo per questo motivo dobbiamo valutare tutte le maggiori fonti di emissione di inquinanti che vengono proposte nel nostro territorio.

Se l’ipotesi fosse quella di fare l’impianto a Forlimpopoli, sede dell’attuale area industriale SFIR, il suo impatto negativo andrebbe a peggiorare la qualità dell’aria della zona più colpita dall’inquinamento degli inceneritori di Coriano di Forlì. Basta guardare la cartina dello studio Enhance Health (presa dalla relazione) sulla ricaduta dei metalli pesanti per capire che la diffusione ha una direttrice che parte da nord-ovest e va verso sud-est di Forlì, proprio verso l’area SFIR di Forlimpopoli e la nuova area industriale Querzoli-Ferretti.

Il Piano Energetico Regionale parla di un sostanziale pareggio energetico della nostra regione: produciamo più o meno quello che consumiamo. Dal punto di vista dell’indipendenza energetica, quindi, questo impianto è inutile. Sappiamo che la pianura padana è tra le più inquinate d’Europa, ed invece di tentare di risanare questo debito nei confronti della salute della popolazione non perdiamo occasione per incrementarlo.

Del resto abbiamo appena aperto l’IRST. Diventeremo -nostro malgrado- il punto di eccellenza nella ricerca sui tumori.

3 risposte a “La centrale a Biomasse non si farà a Forlì”

  1. “…invece di tentare di risanare questo debito nei confronti della salute della popolazione non perdiamo occasione per incrementarlo”.
    Non per niente la tecnica del NIMBY, che in passato si chiamava “scaricabarile”, è quella più amata dai forzati del potere. In altre parole, se protesti per l’invasione del tuo spazio vitale ti risparmio per incidere in modo doppio nel giardino di chi non protesta. U’naltra dimostrazione che il popolo, più è ignorante e cencioso e più è gestibile. E’ come dire: i diritti umani sono inscindibili dalla nascita di ognuno di noi ma, se non lo sai, posso farti credere che sono io a concederteli e, naturalmente devi darmi anche qualcosa in cambio.

  2. Non foss’altro che la R dell’IRST che citi nei cartelli di indicazione oramai non compare più. Mi sa che verrà presot dimenticata per concentrarsi solo sulle cure …
    Tornando all’argomento invece l’altro dubbio che viene è che nel salottino dei sindaci in cui ci si spartisce questi impianti che tanto per cambiare bruciano il nostro futuro va a finire che la peggio ce l’avrà Meldola … infatti un assessore prima ha dato per quasi fatta una centrale a biomassa per poi tornare sui propri passi in modo quasi vergognoso a seguito di richiamo del resto della Giunta …
    Speriamo bene …

  3. E chissà chi sarà il prossimo candidato sindaco di Forlì, che abbia a che fare con l’IRST?
    Leggo la sfera di cristallo………………..

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