Risparmiare sui libri di testo aprendo la porta ai generici scolastici

Mantellini e Leonardo parlano di come sarebbe facile sostituire un notebook ai libri di testo, facendo risparmiare ai ragazzi chili di peso ed anche qualche spicciolo, probabilmente.
Secondo me la soluzione è molto più semplice. Abbiamo aperto ai generici sulla medicina, rendendo possibile dopo un po’ di tempo la fruizione di brevetti per aumentare la concorrenza, potremmo fare lo stesso per i libri. In realtà non penso sia giusto in questo caso violare il copyright, ma lo Stato potrebbe finanziare la realizzazione di un set di libri di testo e rilasciarne il contenuto su licenza GDFL, la stessa di Wikipedia. A quel punto le case editrici potrebbero stampare i testi, ma dovrebbero farlo in concorrenza. Al consumatore poi andrebbe la scelta del testo in copertina di pelle umana e pagine dorate ai margini, oppure il libro in edizione economica, o quello in carta riciclata, o la versione elettronica utilizzata in un notebook o in un ebook reader. Scelta, insomma. Ai prof ed alle scuole la scelta dell’adozione dei testi, con il confronto dei genitori (se scelgono non generici dovranno quindi motivarlo, ma potranno farlo).

Non capisco, infatti, perché i libri di geometria debbano essere rinnovati ogni anno quando il contenuto è invariato da decenni. Così i dizionari italiano latino, che di certo non aggiungono traduzioni di neologismi del web ogni anno nella lingua dei romani.

Insomma, risparmiare si potrebbe. Proviamo a lanciare un appello?

Magari in questi giorni di discussione sul carovita avremmo la possibilità di rivoluzionare davvero la spesa scolastica.

21 risposte a “Risparmiare sui libri di testo aprendo la porta ai generici scolastici”

  1. potremmo partire dal postare questo appello su tutti i siti, newsgroup e forum frequentati da insegnanti; io forse tra i segnalibri ho un paio di siti interessanti a questo proposito, ma devo cercare un po’ dato che il numero dei miei segnalibri è diventato veramente enorme

  2. Si potrebbe linkare questo articolo, come partenza. In questo modo chi è d’accordo ho ha ulteriori consigli può commentare e dare il suo contributo.

  3. Io ci sto, mi sembra una grande idea a cui non mancherò di dare eco.
    E aprire una sorta di petizione on-line?
    In quello che posso aiuto molto volentieri … :-)
    Saluti radiosi

  4. Buona l’idea della petizione. Conosci sistemi in Italiano? Io ho sempre utilizzato petition online ma mi piacerebbe un sistema che parla la nostra lingua. Al limite vedo se riesco ad installarne uno.

  5. Caro Alessandro,
    I mezzi di informazione rompono le scatole tutti gli anni con questa frigna dei libri che costano troppo. Tu tutti gli anni li smentisci giustamente proponendo una alternativa, che si sa funziona alla grande. Ora è il mio turno di darti al mia annuale pacca di incoraggiamento mostrandoti i miei progressi sulla via che tu hai tracciato.
    Il mio libro universitario di Chimica Organica, pubblicato su
    it.wikibooks.org/wiki/Chimica_organica
    conta ad oggi 36000 parole. Mancano alcune parti, perciò gli studenti lo usano come guida da integrare con informazioni da altre fonti. Tali fonti sono libri che possono prendere in prestito alla biblioteca.
    Quindi costo zero, poca carta sprecata e informazioni reperibili dalla poltrona di casa.
    Mi rendo conto tuttavia che un libro così specialistico non abbia un impatto rilevante. Sarebbe di gran lunga preferibile un libro per scuole superiori, tipo di fisica, matematica o chimica.
    Ecco perchè sto cercando in rete libri coperti dagli opportuni diritti d’autore.

    Ecco quello che ho trovato negli ultimi 2 giorni:
    Il libro di matematica citati in un commento sopra sono già perfetti così. Vedrai che sono coperti da Creative Commons che consentono qualunque uso gratuito, ma impediscono unsi commerciali o modifiche. E chi se ne frega!
    Il ministero per l’istruzione del Sud Africa ha messo in rete libri coperti da GNU-DFL per fisica, matematica e chimica per le superiori. Se vuoi ti passo il link, che ora non ricordo. Esiste un progetto in avanzato stato di sviluppo per la letteratura italiana, sempre coperta da GNUDFL.

    Questa è la mia proposta:
    Per matematica basta andare dai prof delle superiori forlivesi, chiedere come scelgono i libri di testo e se salta fuori che li possono scegliere loro, si mostra il testo di san donà di piave e si scassano loro le scatole alla grande.
    Poi si va dai prof di fisica e chimica, si sfogliano assieme a loro i relativi libri scritti in inlgese dal ministero sud africano (ti posso garantire che appaiono molto belli) e se li trovano giusti si traducono.
    Sento, più che capisco, che il lavoro di traduzione andrebbe fatto a pagamento. Il motivo è che non deve essere una sorta di beneficenza, ma una attività in grado di autofinanziarsi. Infatti le attività che si autosostengono finanziariamente danno la certezza di poter continuare, le altre prima o poi rischiano di sgonfiarsi.
    Sono 280 pagine a libro, 1 ora a pagina per la traduzione, 10 euro all’ora, se troviamo il modo di raccattare 2800 euro il libro di chimica te lo traduco io dalla testa ai piedi … purchè già si sappia che qualche prof lo adotterà, altrimenti è fatica sprecata.

    Bene, questa è la mia pacca sulle spalle di incoraggiamento al tuo lavoro. Dimmi (ditemi) che ne pensi (pensate).
    Un abbraccio

  6. Intanto ti ringrazio per le idee e la segnalazione. Mi dai il link dei libri sud africani?
    Ti prendo in parola, provo a cercare finanziamenti per questa traduzione.

    Tu conosci qualche prof disposto ad adottarlo?
    Non lo ritengo un vincolo, bisogna far girare la ruota per la prima volta, poi a mio parere la strada sarà in discesa e lo farà da sola.

    Sono ovviamente convinto della necessità del bilancio in positivo dell’iniziativa, ma penso che inizialmente serva qualche esempio positivo.

    Inoltre si aprirebbero migliaia di strade diverse: uno sponsor potrebbe finanziare un libro o una traduzione a patto che venga mantenuto il suo logo nel retro copertina, ad esempio.

    Stefano mi segnala questo:
    http://news.slashdot.org/news/08/09/10/1556242.shtml

    Un altro tassello.

  7. I libri sudafricani sono questi:

    http://www.fhsst.org/?q=fhsstbooks

    Mi fa giustamente notare Michela che una adozione di un libro di testo è possibile se i contenuti coincidono con il programma. Per quanto riguarda il libro di matematica dell’istituto tecnico di volterra, dovremmo rivolgerci ai prof dello stesso istituto di forlì. Per il libro di fisica e chimica sudafricani, bisogna vedere se trattano argomenti che coincidono con i nostri. La prima volta che passo dai miei suoceri, chiedo ai genitori di Laura se hanno ancora i suoi libri delle superiori … tu non hai ancora i tuoi libri delle superiori? Già … dove sei andato alle superiori?

  8. Ciao Alessandro: Ti riporto alcuni importanti aggiornamenti … ne sapevi già qualcosa?

    il D.L. 112/2008, convertito in legge 133/2008, contiene una disposizione rubricata “Costo dei libri scolastici” che così recita:

    Art. 15.

    Costo dei libri scolastici

    1. A partire dall’anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l’autonomia didattica nell’adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto dell’organizzazione didattica esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.

    2. Al fine di potenziare la disponibilita’ e la fruibilita’, a costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un triennio, a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione di secondo grado sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili.

    3. I libri di testo sviluppano i contenuti essenziali delle Indicazioni nazionali dei piani di studio e possono essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti ad unita’ di apprendimento, di costo contenuto e suscettibili di successivi aggiornamenti e integrazioni. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, sono determinati:

    a) le caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso;

    b) le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nelle versioni on line e mista;

    c) il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore.

    4. Le Universita’ e le Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della propria autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi di cui ai commi 1, 2 e 3.

  9. Sì, la conoscevo.
    Però si fa riferimento alla disponibilità su internet del testo, che non è la stessa cosa della libertà di distribuzione in formato elettronico.

    Mi spiego meglio: un testo su internet può essere anche a pagamento a cifre più elevate di quello cartaceo, se la casa editrice pensa sia giusto così.

    Questo favorisce solo la pirateria (i libri saranno più facili da copiare) e non la distribuzione legale del testo.

    La mia petizione invece riguarda principalmente la licenza di distribuzione, anche se ovviamente la rete sarà lo strumento privilegiato per la distribuzione qualora si proseguisse in questa direzione.

    Il testo di legge che citi invece è utile per spezzare i libri in più fascicoli e ridurre il peso degli zaini, ma questo vantaggio ovviamente si avrebbe più facilmente se la licenza fosse FDL (ognuno potrebbe impaginarselo come desidera).

  10. Un piccolo aggiornamento:
    oggi ho chiesto all’ITIS l’orario di ricevimento dei prof di matematica, per parlare loro dell’eventuale adozione del libro dell’istituto Volterra di San Donà. Ancora per un mesetto non sarà definito. Quindi credo sarà tutto in stand-by per un pochino.

  11. Un altro, importante, aggiornamento:
    alla ricerca di testi idonei alla tua iniziativa, mi sono imbattuto nel lavoro di un signore che si fa chiamare semplicemente “Rodomontano”. Ha messo in rete, scritti di suo pugno, libri di Chimica, Scienze della Terra, Astronomia, Biologia, Cosmologia, Stereoisomeria.

    Per vedere il tutto vai all’indirizzo:
    http://rodomontano.altervista.org/appunti.php

    Ad una prima occhiata appaiono di ottima qualità: tanto per farti un esempio, il libro di chimica è più di 500 pagine.
    Gli ho scritto chiedendogli chi fosse e se fosse così gentile da rilasciare sotto GNU-FDL tutto ciò che ha scritto. Ecco le sue due lettere di risposta:
    Lettera 1)
    Gentile dott.ssa Laghi,
    come probabilmente avrà capito navigando nel mio sito, sono un convinto sostenitore della libera circolazione della conoscenza e dunque anche del materiale didattico che metto liberamente a disposizione di chiunque voglia scaricarlo. Non ho quindi nessuna difficoltà al fatto che Lei utilizzi il mio materiale. L’unica mia perplessità nella licenza GNU-FDL è quel riferimento alla possibilità di utilizzare ilo materiale a fini commerciali, che mi sembra palesemente in contrasto con l’idea di partenza. Tuttavia presumo Lei non sia interessata a questo aspetto e dunque mi faccia sapere se desidera avere una copia del materiale (PDF o DOC) con integrata la licenza d’uso GNU-FDL o se le è sufficiente una mia mail.
    In ogni caso potrebbe inviarmi il testo preciso che le necessita.
    Cordiali saluti Rodomontano

    Lettera 2)
    53 anni, insegno materie scientifiche in un liceo scientifico in provincia di Venezia. Mi perdenerà ma in rete amo rimanere anonimo (tranne per i miei studenti, naturalmente)…. Solo un vezzo….ma in un mondo che ama mostrarsi ed apparire a tutti i costi è una cosa a cui tengo. Dunque, se vuole citarmi, il mio nome è Rodomontano,

    Le immagini utilizzate nei miei lavori hanno provenienza diversa (mai da libri di testo). Alcune costruite da me, la maggior parte trovate in rete e modificate, molte molecole sono generate con il mio programma SweetMollyGrace.

    Questo (o questa) prof è mitico/a.

  12. L’utilizzo commerciale è una prerogativa della GNU FDL, e senza questo permesso sarebbe impossibile anche solo stampare in tipografia il testo. Ad ogni modo, penso sia un primo ma importante punto di partenza.

    Per i suoi testi si potrebbe utilizzare la licenza d’uso Creative Commons Attribution-ShareAlike, o solo Sharealike.
    Nella prima è necessario che tutte le opere derivate citino la fonte e vengano fornite con la stessa licenza, mentre nel secondo caso non è necessario citare la fonte ma la licenza deve rimanere la stessa.

    Sarebbe interessante capire se è possibile far adottare un libro di testo che non si può utilizzare a fini commerciali.

    Inoltre un altro passaggio potrebbe essere quello di capire se l’autore sarebbe disponibile a permettere alle tipografie di stamparlo.

  13. A proposito dei testi di Rodomontano:
    riportando le sue risposte senza inserire le mie domande ho fatto perdere una parte del senso alle sue parole: lui accetta la licenza GNU-FDL, tanto che è addirittura disposto a mettermi per iscritto la cosa. Lo fa perché ha capito che non userei il suo materiale per lucrarci sopra, ma per proseguire nella sua strada altruistica. Va da se che non ha problemi a concedere alle tipografie il permesso di stampare le sue cose, o rimaneggiamenti delle stesse. Non vorrei gongolarmi troppo presto, ma questo credo rappresenti un chiodo al quale vale la pena dare altre due o tre bottarelle.

  14. il problema però della licenza è centrale, e non è legato a quanto vogliamo fare noi due.
    Se lo rilascia in Gnu FDL, una casa editrice può prendere il testo, pubblicarlo e non dargli nessun compenso, al di là del fatto che noi lo pubblichiamo gratis o lo facciamo stampare in tipografia a prezzo di costo.

    Qui sta la chiave di volta: la possibilità per la casa editrice di fare quello che vuole, mantenendo le prerogative del testo, è limitata dalla libertà di fare concorrenza degli altri, comprese le iniziative no profit.

    In questo caso l’uso commerciale e quello sociale coincidono perfettamente, per questo probabilmente una volta capito il meccanismo l’autore potrà dare il suo consenso, ed è il senso della mia proposta (che altrimenti sarebbe meno forte).

  15. No, al contrario secondo me è la soluzione giusta.

    Ma è un problema se lui non vuole che le case editrici lo pubblichino a scopo di lucro: la fdl non lo vieta, anzi lo permette esplicitamente.

    La FDL però garantisce la concorrenza (e la distribuzione gratuita), quindi lo scopo di lucro deve misurarsi con la concorrenza.

    Però lui deve essere consapevole che è possibile che la Mondadori prenda i suoi libri, li pubblichi senza dargli un centesimo e ci faccia un milione di euro (nonostante la gratuità sul sito)

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