Proteggere l’Italia dal Terremoto

Dopo il terremoto del centro Italia si ricomincia a parlare di mettere in sicurezza il Paese dal rischio sismico. Si fa così, il giorno dopo.

Poi arriva il conteggio dei costi, e si smette di parlarne. Oppure quello che viene fatto, viene fatto evidentemente male, visto che non tutte le recenti ristrutturazioni antisismiche dei paesi colpiti, seppur gocce nel mare di edilizia medievale, non hanno protetto le strutture.

Siccome non si riesce a fare tutto, non si fa nulla. Idem per il rischio idrogeologico, del quale oggi nessuno ovviamente parla.

Qualche idea però si potrebbe mettere in campo, ed in breve tempo:

  • Fare interventi di consolidamento che massimizzano i benefici a fronte di costi e tempi ridotti. Un esempio sono le catene antisismiche, a partire da tutti i locali pubblici.
  • Creare delle zone protette all’interno della casa, specialmente in camera da letto. Fissare gli armadi ai muri, evitare oggetti pesanti e mensole sopra le testate. Ci sono letti a baldacchino che resistono a tonnellate di peso e proteggono chi dorme (vedi questo articolo del 2012, successivo al terremoto dell’Emilia)
  • Incentivare subito con una detrazione fiscale questi interventi, perché comunque hanno il doppio beneficio di aumentare la sicurezza e ridurre i costi dell’inevitabile e periodica ricostruzione e di rilanciare settori benefici dell’economia. Bisogna farlo ora che il ricordo e la paura possono motivare le persone a mettersi in sicurezza.
  • Ma soprattutto controllare sempre con dei collaudi veri che tutto il nuovo che viene realizzato resista, che le norme vengano rispettate.