A Forlì una cena di solidarietà per le popolazioni terremotate

2570484978_3ee13e3aa7_zIl Consorzio Solidarietà Sociale organizza per giovedì, nel parco adiacente a L’Apebianca in via F. Lami, 2 , una cena di solidarietà a favore della popolazione colpita dal sisma dello scorso 24 agosto. La cena, organizzata in collaborazione con il comitato di quartiere Ronco, associazione di volontariato Sintonia e Slow food avrà inizio alle ore 20 e sarà affiancata dal mercato dei produttori locali allestito nella stessa area. Il menù propone prodotti del territorio e Presidi Slow Food delle regioni colpiti dal sisma. A fare da accompagnamento la suggestiva musica di un’orchestra. Buona parte dell’incasso della cena, che sarà allestita a buffet con tavoli e sedute, verrà devoluta a scopo benefico.

Photo by George Worker

Proteggere l’Italia dal Terremoto

Dopo il terremoto del centro Italia si ricomincia a parlare di mettere in sicurezza il Paese dal rischio sismico. Si fa così, il giorno dopo.

Poi arriva il conteggio dei costi, e si smette di parlarne. Oppure quello che viene fatto, viene fatto evidentemente male, visto che non tutte le recenti ristrutturazioni antisismiche dei paesi colpiti, seppur gocce nel mare di edilizia medievale, non hanno protetto le strutture.

Siccome non si riesce a fare tutto, non si fa nulla. Idem per il rischio idrogeologico, del quale oggi nessuno ovviamente parla.

Qualche idea però si potrebbe mettere in campo, ed in breve tempo:

  • Fare interventi di consolidamento che massimizzano i benefici a fronte di costi e tempi ridotti. Un esempio sono le catene antisismiche, a partire da tutti i locali pubblici.
  • Creare delle zone protette all’interno della casa, specialmente in camera da letto. Fissare gli armadi ai muri, evitare oggetti pesanti e mensole sopra le testate. Ci sono letti a baldacchino che resistono a tonnellate di peso e proteggono chi dorme (vedi questo articolo del 2012, successivo al terremoto dell’Emilia)
  • Incentivare subito con una detrazione fiscale questi interventi, perché comunque hanno il doppio beneficio di aumentare la sicurezza e ridurre i costi dell’inevitabile e periodica ricostruzione e di rilanciare settori benefici dell’economia. Bisogna farlo ora che il ricordo e la paura possono motivare le persone a mettersi in sicurezza.
  • Ma soprattutto controllare sempre con dei collaudi veri che tutto il nuovo che viene realizzato resista, che le norme vengano rispettate.

Una leva fiscale per ridurre il rischio sismico

Martedì in regione Emilia-Romagna si voterà una risoluzione che chiede al Governo di prevedere le detrazioni fiscali pari al 55% per gli interventi per mettere in sicurezza gli edifici dal rischio sismico, con l’Iva agevolata al 4%.

Si chiede, inoltre, di prolungare la detrazione del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.

Queste due iniziative, fortemente volute dal gruppo Verdi-SEL, permetterebbero di immettere liquidità sul mercato, smuovendo capitali destinati alla messa in sicurezza degli edifici da un lato, e ridurre il loro consumo di energia dell’altro, portando risparmi per le famiglie nel medio e lungo periodo ed ovviamente benefici per l’ambiente in riduzione di emissioni.

Spero che questa risoluzione venga votata all’unanimità in Regione e che il Governo di tecnici accolga questa proposta tecnica molto concreta e molto efficace.

Disaster Recovery

Quando capitano dei disastri, l’umanità dà il peggio ed il meglio di sè contemporaneamente.
Vediamo persone che accantonano la propria sicurezza per andare in soccorso dei bisognosi, e gentaccia che ride già pensando alle proprie future speculazioni sulla tragedia.

Lo stesso vale anche per lo sciame di commenti e di analisi. C’è chi cerca di dare informazioni utili o lasciare spazio di comunicazione attraverso un sano silenzio, e chi spara le peggiori stronzate.

Al di là di tutto, non ho sentito una sola persona fare un mea culpa. Se sono cadute abitazioni e capannoni è colpa dello Stato, dei mancati controlli, dei Maya o delle grandi compagnie petrolifere.

Non uno che abbia ammesso che la colpa è anche, per una fettina, un po’ sua.
Faccio un esempio, ma se ne potrebbero fare 1000. Se un candidato si presentasse alle elezioni dicendo che non farà nessuna cosa molto appariscente o roboante, ma userà il denaro pubblico per mettere in sicurezza il territorio, per la sua manutenzione, lo votereste? Datevi una risposta e siate seri con voi stessi. Dal punto di vista elettorale e dell’immagine viene premiato di più un sindaco che inaugura 10 rotonde, oppure quello che evita una tragedia con la prevenzione? Nel secondo caso non sarà nemmeno intervistato dalle tv locali, tanto per dire.

Io credo che un primo passo debba invece quello dell’assunzione delle proprie responsabilità. Il consumatore che chiede che i prezzi siano più bassi ed obbliga le aziende a ridurre stipendi e sicurezza per i lavoratori
Il comune che antepone l’aumento del consumo del territorio alla messa in sicurezza dell’esistente.
Il Governo che permette che l’ente che controlla e fa ricerca sul rischio sismico sia costituito da precari
Lo sciocco (se non in malafede) che oggi dà voce a chi oggi profetizza i disastri di ieri.

Lo scaricabarile non serve a nulla. Permette oggi di liberarsi la coscienza e domani di dimenticare in fretta la lezione che si dovrebbe imparare.