La Mussolini subisce uno scherzo telefonico e ci casca

Leggo che la Mussolini lamenta che il Comune di Roma l’avrebbe chiamata per proporle di cambiare cognome, annunciando querele.

Tempo fa la trasmissione la Zanzara di Radio24 faceva lo stesso scherzo telefonico: probabilmente sono stati loro.

Se anche gli autori dello scherzo fossero stati altri, le ipotesi sono due:

  1. Si è accorta dello scherzo e le sue dichiarazioni sono fatte per ottenere spazio su stampa e TV
  2. Non si è accorta dello scherzo e pensa veramente che al Comune di Roma abbiano il tempo (e le indicazioni) di chiamare a casa i cittadini per proporre i cambi di cognome.

Non so quale delle due ipotesi sia peggio, sinceramente.

Il mandato dei 5 stelle

Si sa che la Raggi prima della candidatura a Sindaco di Roma, ha firmato un contratto nel quale si impegna a far verificare tutte le decisioni importanti al suo partito. Non è il sindaco di Roma, ma il sindaco del suo partito, e questo già sarebbe ridicolo viste le critiche rivolte alla partitocrazia.

Il vincolo di mandato è una cosa abolita già prima della rivoluzione francese, e vietata pure dalla nostra bellissima Costituzione per i parlamentari.

Un ricorso stabilirà se questo contratto è valido e se eventualmente invalida l’elezione di chi lo ha sottoscritto.

Leggendolo nella sua interezza, vengono un po’ i brividi, ed in particolare vorrei farvi notare che gli eletti non potrebbero comunicare direttamente coi cittadini, ma solo attraverso il filtro di Grillo (sul quale ci sono i suoi annunci pubblicitari):

comunicazione-grillo

Il resto del canone Rai

La notizia di  questi giorni è che il canone RAI in bolletta è stato un successo. Una buona idea che ha abbattuto drasticamente l’evasione,  oltre le aspettative.  Così oggi la tv pubblica si ritrova un surplus di entrate,  che si propone di riequilibrare tagliando la pubblicità nei prossimi mesi. 

Io credo che sarebbe meglio fare di questi soldi un tesoro,  per una opera importante che simboleggi i risultati della lotta alla evasione. Se paghiamo tutti,  paghiamo meno e facciamo più cose per la collettività. 

Potremmo ad esempio ricostruire edifici terremotati, fare progetti per la prevenzione di malattie o per la loro cura (ad esempio l’epatite C che ha finalmente una cura efficace che costa moltissimo nel nostro Paese),  pubblicare corsi di elearning  online o mettere in rete gli archivi della tv pubblica, a partire da tutti i documentari storici e di pubblico interesse. 

Le idee sono infinite,  ma l’idea è quella di investire in qualcosa di buono questa cifra,  invece di perderla,  possibilmente in iniziative che coinvolgano aziende italiane. 

Rai Tre cancella ‘Scala Mercalli’: «Trattavamo argomenti scomodi per il Governo» – l’Espresso

La Rai ha cancellato il programma “Scala Mercalli”:

Come le hanno argomentato la chiusura?

«Non me l’hanno spiegata. Anche perché era difficile da spiegare. Abbiamo portato avanti un’informazione ambientale che non solo era rigorosa dal punto di vista scientifico, con interviste a grandi esperti di tutto il mondo, ma attirava un milione di spettatori in media ogni sabato sera»

Lei quale idea si è fatto sui veri motivi?

«Abbiamo trattato argomenti che sono scomodi per qualsiasi governo, e il governo Renzi non fa certo eccezione. Basterebbe dire che siamo andati contro le trivelle e le grandi opere, e a favore di un’agricoltura sostenibile»

Fonte: Rai Tre cancella ‘Scala Mercalli’: «Trattavamo argomenti scomodi per il Governo» – l’Espresso