Dungeon and dragons Shadow Over Mystara, il videogioco più bello di tutti i tempi

Era il 1996, quando è uscito, quindi sono passati circa 20 anni. Io ne avevo sedici ed i videogiochi erano completamente diversi da quelli di oggi. Esistevano ed avevano un senso le sale giochi, prima che diventassero sale slot, ed in un pomeriggio un ragazzino poteva contare su 3/4 gettoni al massimo, spesso meno.

Per noi quindi il ritrovo in sala giochi era un rito collettivo: se giocava un amico lo si guardava. Ci si sfidava, raramente si giocava insieme per non abbreviare questa esperienza.

Poi arrivò il primo D&D: Tower of doom, del quale magari scriverò un’altra volta. Era il primo gioco nel quale si diventava personaggi in gruppo: insieme al quartetto storico di amici riuscivamo a finirlo con un gettone, per una mezz’ora. In sala giochi era un record, e diventò presto uno dei nostri giochi preferiti.

Ma all’arrivo di Shadow over Mystara, cambiò tutto. Considerate che nel 1996 ancora avevamo internet in casa (da me arrivò l’anno dopo), non si potevano consultare le soluzioni, i trucchi, le cose nascoste.

E di cose nascoste questo gioco ne aveva davvero tante, da trovare pian piano.

Questo gioco lo abbiamo scoperto con tonnellate di ore di studio. All’inizio, un fiume di gettoni (era piuttosto difficile), poi, riuscimmo ad imparare ad arrivare alla fine senza mai morire. Un’ora e mezza di gioco ininterrotta, circa.

A volte lo abbiamo finito 2 volte di seguito, con la coda di persone alle spalle.

Perché un’altra caratteristica di questo gioco, in sala, è che ognuno aveva il suo gruppo. E ci si doveva prenotare presto, per non stare a guardare tutto il giorno. E c’era un maestro, un uomo adulto capace di grandi cose, che non saprò mai da chi avesse imparato. Mi piacerebbe ricordare il suo volto o la sua voce, conoscere il suo nome per contattarlo su internet, invece ricordo perfettamente solo il suo personaggio preferito (il ladro).

Credo che gran parte della magia venisse dalla scarsità. Quando giocare una partita costava dei soldi, c’era quella paura di perdere mista alla sfida che oggi, con giochi gratis sui tablet e cellulari, non può più esserci.

Scoprire da soli come ottenere una spada magica, uccidendo il drago rosso e portando il corno al mercato, oppure trasformare una spada maledetta in un prezioso alleato, senza leggere su internet come fare, non ha prezzo.

Tornavamo a casa, spesso, parlando di questo gioco, dopo averci passato tutto il pomeriggio.

Oggi con il mame potrei giocarci, volendo. Lo hanno anche pubblicato su Steam in una versione rinnovata. Però non è la stessa cosa. Posso morire senza imprecare, mettendo un altro “gettone” virtuale, e questo mi toglie gran parte del divertimento.

Ricordo che dopo qualche anno ne ritrovai per caso un baracchino, da 4, al mare. Chiamai al cellulare il quartetto, e ci rigiocammo tutta la sera: nonostante gli anni, ci ricordavamo perfettamente tutto e lo finimmo comunque, quasi a memoria.

IP ti Premia ma vuole sapere troppe cose

wp-1467380233145.jpegEro curioso, l’ammetto.

La possibilità di vincere buoni carburante era riuscita ad attirarmi.

Immaginavo però che i permessi di accesso alle mie informazioni personali potessero essere troppo interessanti, per l’Azienda, da essere ignorati.

Per curiosità ho controllato, senza installare l’applicazione.

Sinceramente mi aspettavo una cosa meno invadente. Mi ero limitato ad immaginare la richiesta della mia posizione per “mostrarmi i distributori più vicini”.

Invece no, per permettermi di partecipare al concorso a premi l’app “Stazioni IP” chiede la cronologia del mio dispositivo, la mia identità, la mia posizione, l’accesso alle mie foto ed ai miei video, l’accesso alla mia fotocamera, le informazioni sulla connessione WI-FI, i dati delle chiamate.

No, grazie.

Vi consiglio di fare attenzione, in generale. I nostri dati hanno un valore, non solo economico. Non non ci verrebbe mai in mente di scriverli su un foglio da lasciare al commerciente, e non pensiamo mai che una volta messi in rete possano essere rubati da terzi per scoprire quando non siamo in casa.

Siate riservati, con i vostri dati, e non installate applicazioni che pretendono troppo.

Window 10 viola la privacy?

Di default Windows 10 accede alla webcam, al microfono, ai contatti ed all’agenda allo scopo dichiarato di dare risultati di ricerca più personalizzati per l’utente.

Inoltre raccoglie tutte le posizioni dell’utente attuali e pregresse, usa un identificativo personale per tracciare le pubblicità e raccoglie la cronologia di navigazione.

Queste cose si possono disattivare, ma il problema è proprio questo: se l’utente non interviene a mano, ed è difficile che un non esperto lo faccia, il default rimane quello più invasivo.

La vera domanda da porsi è questa: avete mai avuto problemi nel cercare un file nel computer che fossero risolvibili con webcam e telefono o agenda?

Avete mai avuto la necessità di utilizzare lo storico dei vostri punti GPS per sapere a che ora vi trovavate in una certa data passata?

Oppure se siete andati su un e-commerce ed avete guardato una borsa che poi avete deciso di non acquistare, vi ha seccato il fatto che a distanza di giorni nessuno vi abbia ricordato che quella borsa è ancora in vendita?

Il tema è un po’ questo: nonostante le dichiarazioni di utilità per gli utenti, quello che perdiamo in termini di privacy è più di quello che acquistiamo in termini di funzionalità e comodità.

 

Perché Chrome blocca il flash?

Tra pochi giorni Google Chrome inizierà a bloccare i contenuti flash in maniera automatica. Per aprirli sarà necessario per l’utente cliccarci sopra.

La ragione è la sicurezza: Flash si è rivelato un pericoloso mezzo di trasmissione di virus ed exploit, quindi questo meccanismo di blocco automatico ne ridurrà la pericolosità.

Speriamo che porti i web designer che ancora si ostinano a sviluppare siti in flash ad abbandonare questa tecnologia, che spreca risorse, è pericolosa e soprattutto ormai è diventata inutile.

Un altro chiodo nella bara di Adobe Flash: da oggi, come preannunciato a giugno, Google Chrome comincerà a bloccare automaticamente i contenuti Web non essenziali (tipicamente pubblicità) che usano Flash: per sbloccarli sarà necessario cliccarvi sopra. Questo ridurrà fortemente i rischi comportati dall’uso di Flash, rivelatosi un vero colabrodo di sicurezza, e anche i consumi energetici e di potenza di calcolo legati a questa tecnologia.I contenuti Flash ritenuti importanti (per esempio i player video nei siti dedicati ai video) non verranno bloccati, ma ci sarà un’ecatombe di spot pubblicitari basati su Flash. Per noi utenti è un sollievo oltre che un miglioramento della sicurezza, visto che Flash viene usato spesso per veicolare infezioni, ma per i pubblicitari e per i siti che si mantengono tramite gli introiti della pubblicità potrebbe esserci qualche problema.

Fonte : Da oggi Chrome e Amazon bloccano Flash negli spot. È ora di dirgli addio | Il Disinformatico