Viva la Burocrazia, mettiamo sotto controllo tutti i selfie!

Non mi spiego altrimenti, se non con il nostro intenso amore per i garbugli, la richiesta del parlamentare Sergio Boccadutri del Pd (sollecitato dall’Unione nazionale dei consumatori) di regolamentare i selfie che si fanno i personaggi famosi.

E’ proprio fondamentale aggiungere uno strato di burocrazia per verificare ogni nuovo post, per evitare il rischio che il consumatore sia tratto in inganno quando vede una scarpetta firmata indossata dal suo cantante preferito.

Quella scarpetta sarà stata indossata perché al cantante piace farlo, oppure perché pagato dalla casa produttrice? E che differenza fa allo spettatore?

Perché limitarsi alle persone famose? Controlliamo anche le scarpette degli insegnanti, che magari stanno influenzando i nostri ragazzi nelle scuole con pubblicità occulta.

Quando anche obbligheremo ad un banner segnaletico di questa attività di sponsorizzazione, gli utenti non si abitueranno ad ignorarlo come fanno per la legge sui cookie?

Quali saranno le sanzioni? Quali le risorse impegnate nei controlli?

Lasciamo stare, per piacere.

 

Dopo 14 anni, sparisco da Google

Non so perché, ma mi sono accorto che queste pagine non sono più ricercabili su Google.

Di 4127 pagine del sito presenti sulla sitemap, solo 4/5 risultano attualmente indicizzate.

Google Search Console (ex webmaster tools) non mi dice nulla sul perché. Non ho fatto nulla che potesse dar noia all’indicizzazione.

Se avete idee, sono le benvenute.

Il mandato dei 5 stelle

Si sa che la Raggi prima della candidatura a Sindaco di Roma, ha firmato un contratto nel quale si impegna a far verificare tutte le decisioni importanti al suo partito. Non è il sindaco di Roma, ma il sindaco del suo partito, e questo già sarebbe ridicolo viste le critiche rivolte alla partitocrazia.

Il vincolo di mandato è una cosa abolita già prima della rivoluzione francese, e vietata pure dalla nostra bellissima Costituzione per i parlamentari.

Un ricorso stabilirà se questo contratto è valido e se eventualmente invalida l’elezione di chi lo ha sottoscritto.

Leggendolo nella sua interezza, vengono un po’ i brividi, ed in particolare vorrei farvi notare che gli eletti non potrebbero comunicare direttamente coi cittadini, ma solo attraverso il filtro di Grillo (sul quale ci sono i suoi annunci pubblicitari):

comunicazione-grillo

Come ci si difende dagli annunci truffa online? Quattro consigli da seguire.

Diminuire il rischio di truffe online è possibile. Ci sono alcuni trucchi che possono evitarci grossi grattacapi, che vi consiglio di seguire.

Se possibile, non inviate denaro su piattaforme insicure, senza nessuna forma di protezione. Su Ebay, ad esempio, è possibile pagando con Paypal ricevere il rimborso in caso di problemi. Occorre quindi verificare che la modalità di pagamento lo preveda. La ricarica postepay è più rischiosa, ed a mio giudizio assolutamente da evitare quando è al portatore (cioè senza nome e cognome dell’intestatario). In generale su e-commerce che hanno una buona reputazione online è difficile avere problemi. Si va peggio nelle piattaforme di annunci personali, ovviamente.

Un altro consiglio è quello di dubitare degli affaroni. Non sono impossibili, ma sono rari. Occorre chiedersi: è possibile che chi vende non sappia il vero valore di quello che vende? Ci sono motivazioni valide per questa occasione? Spesso se una cosa è troppo bella per essere vera, non è vera. Gli affari possono capitare, specie quando la visibilità dell’annuncio è particolarmente bassa: il venditore ha sbagliato categoria, nome, descrizione, e pure voi ci siete capitati spulciando tra tanti annunci, non con una ricerca secca.  Ma se l’annuncio è già stato visitato da molte persone, difficile che si tratti di un affare.

Il terzo consiglio, il più importante di tutti, è quello di controllare bene le foto. Chiunque oggi ha un cellulare con fotocamera. Non ci sono più giustificazioni per chi non mette foto originali dell’oggetto in vendita.

cerca l'immagine su google

E quando c’è una foto, fate sempre una ricerca per foto con google: se usate Google Chrome tasto destro del mouse sulla foto, “Cerca l’immagine su Google”. Su Firefox ci sono delle estensioni apposite.

Ora, se la foto è originale, non la troverete su altri annunci che collocano l’oggetto in città diverse (a volte paesi diversi) da quello che volete controllare. Se l’utente scrive di trovarsi a Bologna, mentre trovate lo stesso oggetto in vendita nel Regno Unito, qualcosa inizia a puzzare.

cerca su google 2

Controllare è facile: basta chiedergli una foto dettagliata diversa: ad esempio il numero di serie. Se si rifiuta, o non vuole vendere, o non ha l’oggetto da fotografare in casa. In ogni caso consiglio di evitare.

Ho visto usare questa tecnica anche nel programma Catfish in TV, dove smascherano soggetti che online si fingono altre persone per cercare di avviare una relazione sentimentale: una truffa anche quella.

State attenti anche alle cifre: la maggior parte delle truffe si aggira su importi abbastanza alti da giustificare il lavoro che c’è dietro (contrattazioni, scambi, telefonate), ma non tanto da motivare la denuncia da parte di chi la subisce.

Compro online da una vita e ci sono cascato solo una volta, imparando per sempre la lezione: mi sono fatto fregare dalla fretta, non avevo controllato le foto, ho pensato che fosse una occasione troppo ghiotta per esitare, mi sono fidato della telefonata. Non ho seguito le mie regole, ed ho pagato (per fortuna non troppo) le conseguenze.

Siate più furbi dei truffatori, e buoni acquisti!