Come si combattono le fake news?

Apprezzo moltissimo lo sforzo de “Il Post” di combattere le fake news dal verso giusto. Primo, non diffondendole, verificando le fonti e la credibilità come hanno sempre fatto i migliori giornalisti, prima dei click morbosi.

Secondo, sbugiardandole quanto più possibile.

Un ottimo esempio è la storia delle due veliste bloccate in mezzo all’oceano per mesi.

Pare che tante cose non tornino, ed il quotidiano online fa il suo mestiere approfondendole:

http://www.ilpost.it/2017/11/01/veliste-pacifico-storia-falsa/

Il falso equilibrio

Luca Sofri scrive per il Post (quotidiano online che vi consiglio di seguire) un bell’articolo sul falso equilibrio nel giornalismo.

In sintesi estrema, equilibrio nel giornalismo non significa dare spazio a due voci contrastanti in egual misura, ma porle entrambe allo stesso livello di approfondimento e contraddittorio.

Se uno dice che la Terra è quadrata e l’altro che è tonda, il giornalista serio dovrà porre ai suoi due interlocutori domande che ne verifichino la validità della tesi, ed alla fine la lettura dell’articolo dovrà pendere da una parte.

La modalità con la quale Mentana dà spazio senza contraddizione su un tema qualsiasi di politica un Travaglio ed un Belpietro, ritenendo che questo confronto contemporaneo degli estremi porti alla verità l’ascoltatore senza necessità di mediazione, è sempliciotta e secondo me sbagliata.

Sempre meglio di una sola voce senza mediazioni, ma pur sempre mediocre.

Esattamente allo stesso modo, da tempo credo che le associazioni apartitiche non possano porsi in maniera equidistante da tutti i partiti, ma porre al vaglio tutta la politica secondo il suo metro di giudizio, in maniera equilibrata: solo in questo modo saprà distinguere l’insieme di chi la pensa ed agisce come crede dovrebbe essere fatto, da chi la pensa ed agisce in maniera diametralmente opposta.

E’ chiaramente una operazione difficile, ma del resto lo è anche essere equilibrati.

Leggi l’articolo sul Post:
Il falso equilibrio nel giornalismo

Il Corriere.it ed il giornalistmo partecipativo

Condivido la scelta e le parole del Corriere, che spiega le anomalie dei voti nei sondaggi e la selezione dei commenti. La libertà di parola non è dovuta in casa degli altri, e la qualità del dibattito non è strettamente legata alla possibilità di scrivere qualsiasi cosa passi per la testa, ma alla capacità di mantenere sano uno spazio di discussione per le persone serie.

Alcuni messaggi non sono stati pubblicati perché ritenuti inidonei per il tono, per alcune espressioni o parole usate; perché pretestuosi o semplicemente insignificanti. Siamo un giornale e, per quanto possibile, desideriamo dare ai nostri lettori una qualità minima anche nelle opinioni espresse dagli utenti. Crediamo che il giornalismo partecipativo sia una grande opportunità per tutti. Per i giornalisti (grazie per le tante corrrezioni, i suggerminenti, i commenti profondi e articolati) e per i lettori. Ma questo è possibile solo con l’impegno da parte di entrambi.

Serata dedicata ad Anna Politkovskaja

Lunedi’ 10 dicembre, ore 21 – Sala rossa del Cinema San Biagio, via Aldini 24 – Cesena

In occasione della giornata internazionale dei diritti umani si terrà la serata: “Anna Politkovskaja: proibito parlare”. Proiezione del documentario “Una donna sola” (produzione Rai Educational) – a cura di Amedeo Ricucci – dedicato alla giornalista russa uccisa nell’ottobre 2006.

A seguire dibattito con:
Amedeo Ricucci – giornalista RAI autore del documentario
Roberto Zoli – presidente circolo della stampa Forlì-Cesena
Daniele Gualdi – Assessore alla Cultura Comune di Cesena

La serata è organizzata dall’assessorato alla cultura in collaborazione con il Premio Ilaria Alpi e il Circolo della stampa Forlì-Cesena.

Grazie a Il Giornale del Passatore per la notizia.