Blocca il cookie

Da domani entra in vigore l’obbligo per tutti i siti che usano strumenti di analisi e statistica di stampare una informativa sui cookie per l’utente.
Il tema esiste ed è complesso: è giusto che l’utente sappia delle tracce che i siti salvano sul pc per monitorare gli utenti ed adattare le pubblicità e le informazioni sul loro profilo.

Però sarebbe stato molto meglio spiegare gli strumenti per evitare che questo accada, piuttosto che obbligare tutti i siti a mettere un pulsante che tutti cliccheranno senza leggere.

Io, ad esempio, vi consiglio di installare i plugin disconnect sul browser e fare in modo che ad ogni chiusura la cronologia, cookie compresi, vengano eliminati.

Ho firmato la petizione online, vi invito a fare altrettanto.

I sistemi antipirateria di Adobe spiano i lettori di ebook

Questa notizia è molto grave. Il programma di Adobe raccoglie informazioni su chi, cosa e quando si legge un libro protetto con i suoi DRM. Un motivo in più per “amare” questi sistemi di controllo…

Digital Editions 4, l’app per e-book di Adobe, raccoglie una quantità impressionante di dati sui libri letti dai suoi utenti: il titolo del libro, l’autore, la data di acquisto, la durata della lettura, la percentuale letta, quali pagine sono state lette, l’identificativo univoco dell’utente e del dispositivo di lettura e l’indirizzo IP dell’utente.

Già così è un’invasione spettacolare della privacy dell’utente, che non si aspetta di certo di essere spiato nelle proprie abitudini di lettura. Ma c’è di più: Adobe è talmente disinvolta nel raccogliere dati su un’attività così intima e personale come la lettura che se li fa mandare via Internet in chiaro, senza alcuna protezione. Così non solo Adobe può farne l’uso che le pare, ma lo può fare anche chiunque altro si trovi lungo il percorso di trasmissione dei dati via Internet: un amministratore di rete locale, gli altri utenti della stessa rete Wi-Fi, un provider, un governo.

Fonte: Adobe, i sistemi antipirateria spiano i lettori dei libri digitali | Il Disinformatico

Un giorno senza carne

Paul McCartney si fa promotore di questa iniziativa, per incentivare le persone a non mangiare carne il lunedì:

L’idea non è male. Molti vegetariani vorrebbero che tutti gli altri lo diventassero, ma il risultato reale che si ottiene cercando di convincere gli altri è molto scarso, perché necessita di un cambiamento radicale delle abitudini di vita delle persone.
Ad oggi gli italiani vegetariani sono il 7% della popolazione.

Se una percentuale maggiore di persone mangiassero semplicemente meno carne di quella che consumano attualmente, invertendo la tendenza all’aumento, il consumo complessivo si ridurrebbe in maniera più veloce. Avere la metà delle persone che consuma la metà della carne, ad esempio, permetterebbe un rispamio del 25% dei consumi.

Non c’è bisogno di mangiarne tutti i giorni, tutto qui il messaggio.

Un’altra considerazione da fare è che non tutta la carne è uguale, dal punto di vista etico e da quello energetico/ecologista.
Solo guardando al consumo idrico, si capisce che un kg di manzo non è uguale ad un kg di pollo:

manzo 15’400 litri per kg
pecora 10’400 litri per kg
maiale 5990 litri per kg
capra 5520 litri per kg
pollo 4330 litri per kg

Sarebbe interessante anche conoscere il consumo idrico di un kg di McCartney, a tal proposito.

Dissesto

Nei prossimi giorni parleremo un pochino di dissesto idrogeologico,  di fogne ed investimenti da fare urgentemente per evitare che ogni anno si ripetano gli stessi disastri.

Poi nel giro di una settimana, o forse meno,  ce ne dimenticheremo. Di investimenti e di cose da fare non parleremo più,  fino alla prossima occasione.

Sarebbe interessante invece che qualche organo di informazione chiedesse oggi una roadmap agli amministratori e politici coinvolti ed una volta  mese ci aggiornasse su quello che è  stato fatto.

Sarebbe inoltre interessante che questo capitolo di spesa potesse entrare nei bilanci degli enti preposti senza incappare nel patto di stabilità.  Un investimento per il futuro del nostro paese,  che ci farebbe risparmiare nel tempo molto di più di quello che si spenderebbe.

Ma forse la cosa più importante sarebbe evitare di concedere autorizzazioni a costruire nell’alveo dei fiumi,  anche fosse un campo da calcetto.  In questi casi non si può parlare di calamità naturale,  ma di manifesta stupidità.

Quale Presidente della Repubblica volevano i cittadini?

Quando i grillini urlavano che i cittadini volevano Rodotà come presidente della Repubblica, in realtà intendevano dire che su 28.518 persone tesserate del partito di Grillo, 5.796 hanno scelto la Gabanelli (che ha rifiutato), 4.938 hanno scelto Strada (che ha rifiutato), e 4677 hanno scelto Rodotà.
Che significa anche che 23’841 persone, solamente tra quelle iscritte del partito di Grillo e votanti, preferivano un altro candidato.
E significa anche che circa 60 milioni di cittadini italiani non sono state interpellati su questo quesito.

Fatte queste premesse, se ne deduce per semplice logica che:
– Quando Grillo ed i Grillini parlano di quello che vogliono i cittadini, in realtà intendono dire che è quello che vogliono loro.
– Esattamente come tutti gli altri partiti, stiamo parlando di democrazia rappresentativa con spolverata di sondaggi online. Che a mio parere è pure peggio della democrazia rappresentativa senza sondaggi online, perché espone a rischi elevati.
– Proprio per questo motivo non stiamo parlando di democrazia diretta. Ma nemmeno per sogno. Proprio no.