Quanto viene pagata una tonnellata di rifiuto differenziato?

Quanto viene pagato ai comuni per una tonnellata di rifiuto differenziato? Questa è una domanda che viene fatta spesso, ed è importante nella valutazione economica delle scelte tra le diverse tipologie di raccolta differenziata. Marco della mailing list noinc ha risposto con delle cifre abbastanza precise. Vi riporto il messaggio.

Il Decreto Ronchi ha istituito i consorzi obbligatori per il riciclo della materia raccolta in modo differenziato. Nell’idea del legislatore vi era la necessità di sviluppare il mercato e livellare i costi. Attualmente il sistema CONAI, che riunisce tutti i consorzi di filiera, drena fondi dalle industrie che riciclano, ed attua delle scelte assai discutibili che di fatto modulano il mercato favorendo certi tipi di industrie piuttosto che altre, per evidenti scopi politici. Per esempio l’incremento sui corrispettivi 2003 è stato del 2,33% dopo che l’accordo non è stato rinnovato per un anno. In definitiva non si riconosce neppure l’inflazione. Tale fenomeno è particolarmente evidente per quanto riguarda il COREPLA e POLIECO dove le aziende FISE lamentano mancanza di materiale, mentre gli inceneritori lavorano a pieno ritmo.

I consorzi di filiera attuano degli accordi volontari con il Comuni (ANCI) che stabiliscono prezzi e modalità di conferimento. Tutti i dati si possono trovare nel sito ANCI (http://www.anci.it) alla pagina degli accordi (http://www.anci.it/Accordi.cfm).

L’ultimo accordo, è datato 14/12/04; in questo finalmente si inizia a premiare la qualità e la purezza del conferimento, ovvero chi attuerà raccolte porta a porta e penalizzando la raccolta a cassonetto stradale. Per esempio raccogliendo e separando bottiglie in Pet e flaconi in Hdpe, si ottiene il corrispettivo più elevato: 275 euro/t. Inoltre una fetta considerevole di buget per la comunicazione sarà destinata alla comunicazione per il cittadino, sperando che questi fondi non siano deviati a scopo pubblicitario/elettorale.

CELLULOSA. (COMIECO)

Se la raccolta della carta è congiunta, ovvero si raccolgono assieme gli imballaggi di cellulosa, la carta e il cartone i corrispettivi saranno di 84.0€/t per Comuni inferiori a 100.000 abitanti, mentre sarà di 78.8€/t per i rimanenti. Il Comune è libero di separare carta e cartone e venderlo al libero mercato.

FERRO. (CIAL)

Per gli imballaggi ferrosi il corrispettivo dipende dalla quantità di impurezza accertata: fino al 5 % 72,00 Euro/ton; oltre 5 e fino a 10 % 61,00 Euro/ton; oltre 10 e fino a 15 % 50,00 Euro/ton; oltre 15 e fino 20 % 33,00 Euro/ton.

VETRO. (COREVE)
L’accordo per il vetro non è ancora stato chiuso, a dimostrazione delle pesanti pressioni che agitano queste trattative.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *