Posizione del WWF sull’incenerimento dei Rifiuti

Allego gli spunti e riflessioni contenute in un documento del WWF reso pubblico in occasione della giornata mondiale contro l’incenerimento (6 Settembre 2006) sul problema della gestione dei rifiuti.

GIORNATA MONDIALE CONTRO L’INCENERIMENTO – 6 SETTEMBRE 2006

SPUNTI E RIFLESSIONI

Le ragioni per cui il WWF aderisce alla giornata mondiale contro l’incenerimento dei rifiuti sono le stesse per le quali la nostra Associazione ha da sempre espresso forti critiche alla pratica del bruciare rifiuti. Si tratta di motivazioni di natura prettamente tecnica e non certo ideologica.

* Tutti i dati dimostrano come un qualunque approccio ti tipo impiantistico al problema di gestione dei rifiuti risulti fallimentare: nessun impianto, di qualunque tipo esso sia potrà mai risolvere un problema che è gestionale e fortemente connesso ai modelli di produzione e consumo oggi dominanti.

* E’ per tale motivo che il WWF vede nello “Zero waste” (“rifiuti zero”) l’obiettivo ultimo di sostenibilità verso cui tendere: occorre fare si che da qui al 2020 si arrivi ad azzerare lo smaltimento di rifiuti. Concetti come Riduzione, Riuso, Riciclaggio finalizzato al Recupero di materia sono alcuni dei naturali ingredienti di una strategia complessa e articolata di gestione sostenibile dei rifiuti.

* Sappiamo ormai che esistono soluzioni gestionali all’avanguardia che permettono di ridurre la produzione di rifiuti e che spingono le raccolte differenziate ben oltre l’80%, sappiamo che è possibile rivedere i modi in cui le merci si producono, sappiamo che si possono realizzare prodotti fatti per durare e facilmente riparabili piuttosto che “usa e getta”, sappiamo che i sistema di raccolta “porta a porta” se ben fatti costano meno e motivano di più il cittadino, sappiamo tante cose e sappiamo anche che l’incenerimento oltre ai gravi problemi sanitari che arreca non risolve il problema rifiuti.

* I fantasiosi nomi che sono stati dati in Italia agli inceneritori (termovalorizzatori, termodistruttori) appaiono forvianti e palesemente errati dal punto di vista scientifico: la fisica ci insegna che la materia non può essere distrutta ma solo trasformata e secondo il principio di conservazione della massa tutto ciò che bruciamo lo ritroviamo in parte in forma gassosa (fumi) e in parte solida (ceneri e scorie). Altrettanto falso è affermare che il bruciare i rifiuti equivalga a valorizzarne il contenuto energetico, è vero piuttosto il contrario: bruciare rifiuti ha poco senso proprio dal punto di vista energetico giacché con detta pratica si arriva a recuperare unicamente il potere calorifico, pari solo a circa ¼ dell’energia complessiva incorporata nel rifiuto. Una corretta analisi energetica dimostra inequivocabilmente come sarebbe possibile recuperare molta più energia con il riciclaggio (recupero di materia).

* Occorre dire peraltro che la politica di gestione dei rifiuti in Italia è totalmente ribaltata. Il nostro paese, estremamente deficitario nel promuovere politiche di riduzione e di riciclo, sembra aver scoperto la apparente convenienza di bruciarli in impianti di generazione elettrica fortemente incentivati attraverso la tariffa nazionale che permette di scaricare sulle bollette elettriche i costi di politiche di smaltimento dei rifiuti: è quanto accaduto con i sistemi CIP 6 e dei Certificati Verdi che invece di premiare le fonti rinnovabili vere (solare, eolico, biomasse) hanno scorrettamente avvantaggiato le cosiddette assimilate, vale a dire scarti di raffineria, combustibili fossili e i rifiuti che secondo la normativa europea non possono essere considerati fonti rinnovabili.

* Secondo i dati dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (“Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta”), presentati nel giugno del 2005, oltre l’80% dell’energia incentivata con il meccanismo CIP6 è attribuibile alle assimilate e non alle rinnovabili. Una distorsione che il meccanismo dei Certificati Verdi, finanziando l’incenerimento dei rifiuti, rischia di proseguire a discapito delle energie veramente pulite. E’ ampiamente noto e documentato come la pratica del bruciare i rifiuti sia estremamente costosa e resa possibile solo avvalendosi di meccanismi di finanziamento pubblico.

* I costi dello smaltimento dovrebbero essere compresi unicamente nelle tariffe rifiuti, altrimenti il rischio è che le politiche di riduzione vengano ostacolate dalla necessità di alimentare diseconomici impianti di generazione (in realtà di smaltimento) profumatamente remunerati, altamente inefficienti e inquinanti.

Solo una volta poste, quindi, in essere tutte le attività per la riduzione, il riutilizzo, il riuso e il riciclaggio si potrà ragionare sulle migliori modalità di trattamento della frazione residuale dei rifiuti, nel pieno rispetto della salute dei cittadini e dell’ambiente. Oggi non è possibile acconsentire alla costruzione si nuovi inceneritori che, per di più, si avvalgano delle incentivazioni distorte garantite dal CIP6 o dai certificati verdi.

WWF ITALIA

5.9.2006

3 risposte a “Posizione del WWF sull’incenerimento dei Rifiuti”

  1. Bisognerebbe dirlo anche al “sassologo” Mario Tozzi, “esimio” dai più definito, falso ed ipocrita da me contestato.
    Nonostante la sua facciata da “ecologista” ritiene gli inceneritori “essenziali” e “non inquinanti”, non responsabili per la produzione di “diossine” e se non bastasse “non crede alle nano-particelle”, visto che nessuna organizzazione scentifica ne ha documentazione ed argomentazione probatoria! Cacciatelo dal WWF, sto ciarlatano, pagato ed “acuistato” in toto da HERA S.p.a. (con i nostri soldi).

  2. Concordo con la posizione espressa dal WWF. Occorre infatti promuovere questa conoscenza dei fatti tra la cittadinanza. Occorre rivendicare che per l’installazione di inceneritori, dei quali bene che vada non si conoscono gli effetti sull’uomo, sugli animali e sulla vegetazione, si adotti il principio di precauzione che la Costituzione europea, approvata dall’Italia, vede inserito nei suoi principi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *