2 risposte a “Elezioni Castrocaro e Terra del Sole – Dovadola”

  1. Uno schiaffone.
    Il voto di Castrocaro e Dovadola non va considerato come un calcione nel culo al centro-sinistra, ma come uno schiaffo che si può dare per svegliare qualcuno, magari troppo viziato.

    Il risultato dei Verdi che all’interno di una coabitazione ambientalista, slacciata dalla gerontologia di sinistra , ha ottenuto più del 9% dei consensi è un risultato che vale moltissimo e va capitalizzato in prospettiva.
    Ora quel risultato è il vostro biglietto da visita
    da presentare a coloro (Bulbi – Masini) che vi hanno spernacchiato in faccia troppo spesso.

    Evviva.

  2. Certamente il dato riflette una doppia insofferenza:

    – a livello nazionale, nei confronti di un Governo che su certi grandi temi non riesce a rispettare il programma (dal conflitto d’interessi alla pluralità dell’informazione, dai diritti civili alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti, dalla politica internazionale a quella economica nazionale)

    – a livello locale, è stata punita la volontà di forzare la mano, impedendo le primarie (che vengono ritenute superflue soprattutto quando non si riesce a prestabilirne l’esito), e candidando a tutti i costi un Sindaco debole appoggiato da una coalizione senza i Verdi.

    E’ stata punito l’atteggiamento prepotente di chi pensa che, qualunque cosa si faccia e qualunque coalizione si presenti, in alcune zone il voto non possa ribaltare le Giunte.

    Anche io penso che questi risultati possano essere sia un campanello d’allarme sia un insegnamento: spero vivamente che porti anche un cambiamento delle proposte politiche, che vedono il continuo ripetersi degli stessi nomi, qualsiasi risultato essi ottengano.

    Un ultima nota è il contributo che gli ecologisti per l’ulivo hanno portato al partito democratico. Questa operazione, studiata a tavolino, a livello locale non ha dato nessun vantaggio nè al PD nè alla coalizione di centro-sinistra, che ha perso le prime elezioni dalla sua nascita.

    Non è troppo tardi per tornare indietro e dare il giusto peso (nullo) a queste prospettive politiche, riequilibrando gli assetti sulla base del vero contributo che i partiti riescono a portare.

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