8 risposte a “Franca Rame si è dimessa dal Senato”

  1. Io non voglio entrare nel merito della scelta, legittima ed ammirevole. Altri al suo posto avrebbero occupato la poltrona senza fare nulla.

    Credo che il punto sia proprio questo: la posizione è giustificata se si riesce a dare il proprio contributo, e Franca Rame non è riuscita, forse anche perché poco sostenuta all’interno del suo stesso partito.

    Non vorrei che passasse che l’unica scelta veramente onorevole fosse dimettersi. C’è chi invece di rinunciare continua a farsi il sangue marcio, per raggiungere qualche risultato.

    Ora sono curioso di sapere chi prenderà il suo posto.

  2. con il sistema proporziale dovrebbe essere un altro IDV a sostituirla.
    In attesa della nomina, tuttavia, rimane un seggio vuoto ed in Senato si sa bene quale sia l’importanza del singolo voto.

  3. Onestamente io penso che lei la sua parte abbia cercato di farla. Ho provato a leggere la sua lettera di dimissioni e ci ho trovato una persona prima di tutto.
    Il problma essenziale che ho intuito io dalla lettera è che il contributo non lo può dare una persona perchè si scontra con il muro di gomma dell’apparato che fa di tutto per autosorreggersi ed isolare chi ha voglia di fare veramente.

    Onestamente non conosco così bene la politica ma di Franca Rame mi fido … l’ho vista negli occhi.

    Saluti radiosi

  4. Sì, non metto in dubbio che la sua parte abbia cercato di farla. Ho detto solo che non ci è riuscita.

    Questo deve insegnarci qualcosa, a mio parere. Primo, che i voti non sono indipendenti dai risultati. La gente continua a votare le stesse persone, e queste continuano a portare avanti le stesse politiche.

    Inoltre ci insegna anche che ottime persone, da sole, non spostano nulla.

    Se poi andrà in porto il referendum, con il premio di maggioranza solo al partito di maggioranza (di memoria fascista), questa forza sarà ancora ridotta.

    Questo sia d’insegnamento a chi ha raccolto le firme per la sua presentazione, con la sabbia negli occhi della riduzione del frazionamento.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Acerbo

  5. Una legge elettorale nuova è necessaria.

    Detto questo credo che gli scenari siano due:
    1) i partiti trovano un accordo su una nuova legge elettorale.
    2) si va al referendum.

    Nell’ultimo caso non cambierà nulla perchè non verrà raggiunto il quorum.
    Si rimarrà con il “porcellum” Calderoli, una volta che alcune forze politiche – anche di poca forza –
    suggeriranno ai propri elettori di astenersi dall’andare a votare.

  6. concordo con l’ultimo intervento di Alessandro, anche se non riesci a fare tutto quello che vorresti e potresti in questo momento non puoi lasciare un seggio libero al senato e mettere a rischio questo governo del quale possiamo decantare difetti e limiti all’infinito senza trovare qualcosa di meno terrificante, in particolare sredo che dovremmo avere negli occhi le facce di personaggi come Urso e Casini quando “giocando”con l’energia parlano del nucleare pulito e delizioso. Io ho visto di persona Urso parlare di questo e devo dire che preferisco Mastella ministro (scusate l’imprecazione). No non posso essere d’accordo con Franca Rame, con il suo percorso personale sia nel sociale che nella difesa dell’ambiente non doveva mollare cosi adesso. Onore e rispetto comunqur a lri persona, ma allr volte le nostre scelte devono essere piu ad ampio raggio.
    saluti Stefano

  7. In Senato le dimissioni vengono solitamente respinte. Credo sia capitato solo a Pannella, che utilizzava questo strumento per protesta, di vedersele accettate.

    A questo punto credo che rimarrà in Senato, viste le ultime evoluzioni. Interessante il fatto che La Stampa la contasse non all’interno dell’Italia dei Valori ma come singola senatrice, nel pallottoliere di oggi.

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