Il tar Emilia-Romagna sospende la caccia allo storno

Lo storno è una specie a rischio per l’Unione Europea e non è tra quelle cacciabili, ma 7 regioni in Italia, compresa l’Emilia-Romagna, avevano introdotto deroghe per poterlo cacciare.
Il TAR della Regione Emilia-Romagna ha accolto la richiesta della Lega per l’abolizione della caccia e da altre associazioni ambientaliste:
Sospesa la caccia allo Storno

14 risposte a “Il tar Emilia-Romagna sospende la caccia allo storno”

  1. Sostenere che lo storno sia una specie a rischio é una delle tante assurdità che escono dalla bocca di certi “ambientalisti della domenica”, anche la gente comune vede le nuvole di migliaia di esemplari che vagano per le campagne ed in città verso sera. A forza di spagere menzogne si perde credibilità ed i recenti risultati elettorali ne sono una conferma.

  2. Non è una questione di sentimento o ipotesi. Lo storno è tra le specie protette perché a rischio, secondo l’Unione Europea. Se queste tabelle sono sbagliate è un altro discorso, fatto sta che per poter cacciare bisogna fare una deroga a questa normativa.

    Procedere a deroghe è insensato, se una norma è sbagliata eventualmente si deve proporre di modificarla.

  3. e tutto un furto…. e si va male si in italia…. si alla caccia libera allo storno… quante menate,,, la caccia e sempre esistita e sempre esistera…ambientalisti state zitti…

  4. scusa alessandro…. sinceramente secondo te lo storno e specie a rischio? e una specie che nn reca danni all agricoltura? rispondimi per favore..

  5. @ maionchi:
    Che considerazioni profonde…
    E’ sempre esistito anche il sacrificio agli dei, ma poi abbiamo smesso di farlo.

  6. @ maionchi:
    Caro maionchi, non so se lo storno sia una specie a rischio, non sono un esperto. E’ l’Unione Europea a dirlo, quindi se pensate che sia in errore non è giusto fare deroghe, ma chiedere di cambiare la normativa e confrontarvi con gli esperti che hanno indicato le specie a rischio.

    Non ho sviato le tue domande, hai scritto in contemporanea a me e le ho ricevute dopo il mio messaggio di prima.

  7. Caro Ronchi oltre che inesperto direi che sei anche ignorante in materia di normative europee. Le deroghe le ha previste proprio l’unione europea ed ha stabilito precise regole secondo cui farle (salvo prevedere sanzioni solo se non si seguono quelle regole). Quindi il dire che non è giusto fare le deroghe è un tuo libero arbitrio che dimostra quanto tu sia ignorante in materia di norme dell’Unione Europea.

  8. @ ggramoli:
    Non ho detto che non sia possibile, ho detto che non è giusto.

    C’è una bella differenza. Certo che è possibile, infatti sulla caccia si fanno le regole e poi si va sempre in deroga.

    Aggiungo il recente ennesimo tentativo della nostra provincia, autorizzando di fatto, per la prossima stagione venatoria 2009/10, la caccia da appostamento fisso e temporaneo agli uccelli migratori nei siti più critici per la loro tutela: i valichi montani.

    Con questa nuova delibera la nostra Provincia starebbe autorizzando questo tipo di caccia persino all’interno del parco Nazionale delle Foreste Casentinesi…

  9. @ ggramoli:

    Aggiungo una cosa per te e gli altri commentatori, portate più rispetto e rientrate nei limiti della buona educazione, o dovrete risponderne in altra sede. Discuto volentieri anche con chi ha poca voglia di discutere, ma non accetto diffamazioni e/o offese.

  10. Vivo in Toscana da 27 anni, tutti gli anni sento commenti dei poveri olivicoltori:
    “GLI STORNI, CI PORTANO VIA 5 MACINE DI OLIO TUTTI GLI ANNI”, alla faccia dell’estinzione!!!!, vicino casa mia, ce ne sono a milioni.
    Una cosa va detta…..chi deve prendere posizione, è l’INFS e non la politica.
    Se nell’ area Euro, non mettono lo storno o il fringuello tra le specia cacciabili, non significa, che siano in via di estinzione, e noi purtroppo seguiamo a ruota e ne paghiamo le conseguenze.

  11. Basta con ste deroghe queste continue restrizioni sulla caccia allo storno.wwf/lipu/ecc.ecc avete rotto le scatole per non dire altro di piu’ volgare anche se ci starebbe bene.ve la siete tantopresa con gli storni che per altro ce ne sono a milioni dicendo che sono in estinzione.ma dove vivete sulla luna o su marte?poi cosa piu’ bella a caccia chiusa ovviamente pagando fate sparare agli storni nel periodo della loro nidificazione ai selettori perche’ arrecano danni alle colture.perche’ allora a caccia aperta non ci fate sparare anche a noi senza rompere tanto?
    cosa ancor piu’ clamorosa che mi e’ capitata quando facevo il servizio militare a roma e’ che la sera in stazione termini si radunavano milioni di storni sugli alberi e meraviglia delle meraviglie non so chi fossero a farlo ma li abbattevano col gas.pensate un po cosa combinano in giro per l’italia.
    care associazioni venatorie e intendo tutte le associazioni e’ ora che vi svegliate e che difendete i nostri diritti e non solo mandare avvisi quando e’ ora di pagare l’atc o l’appostamento fisso o quant’altro.e’ ora che vi facciate sentire con la voce grossa e non con la coda fra le gambe come al solito.
    Poi visto che gli storni arrecano danni alle colture gli agricoltori chiedono giustamente i danni alla regione.Ma ragionate piui la regione paga piu’ siamo noi tutti a pagare con l’aumento continuo delle tasse.
    concludo dicendo solo basta a tutte queste restrizioni o deroghe o chiamatele come piu’ vi piace.
    Lasciateci fare questo antichissimo e bellissimo sport senza rompere.Ma soprattutto liberalizzate lo STORNO che non e’ in via di estinzione come ci volete far credere.

  12. solo in italia sono stati censiti circa 600 milioni di storni, in media uno storno femmina depone circa 21 uova in una staggione fate i conti di quanti storni ci sarebbero se non venissero cacciati, quanti rapaci servono per tenere sottocontrollo questo animale,se qualcuno pensa che non fanno danni pensate cosa possono fare 300 storni ad una coltivazione di uva, o olivi che producono olio doc.
    provate ad invitare a cena chi è contro la caccia e fategli la cacciagione non dirà mai di no anzi lecca anche il piatto

  13. su quello che ho scritto prima vorrei aggiungere che i storni smuovono tegolre dei tetti in alcuni casi riescono anche a romperle creando danni non solo agli edifici publici ma anche a privati con consumo di soldi e produzione quindi maggiore di rifiuti

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