Mostra Canova a Forlì: Come prenotare la visita

Per visitare la mostra del Canova a Forlì è possibile fare delle prenotazioni anche sul web, in questo sito:
Prenotazioni Mostra Canova Forlì

Il costo dei biglietti è di 10€ (biglietto + prenotazione) per la tariffa intera e 7€ per quella ridotta*

*Universitari con tesserino, Under 18, Over 65, Singoli con convenzioni (vedi sito), Residenti nella provincia Forlì e Cesena, Possessori carta IVM Club (I Viaggi di Mercatore)

Per i residenti di Forlì dovrebbe esserci uno sconto ulteriore.

Una risposta a “Mostra Canova a Forlì: Come prenotare la visita”

  1. Mi accingo a scrivere un commento sulla mostra del Canova che mi ha visto spettatore domenica 29 marzo.
    Deciso a visitare la mostra, che ha una valenza nazionale di notevole importanza, ed avendola proprio nella città dove risiedo, colgo l’occasione di invitare anche amici di San Marino e di prenotare on line attraverso il sito la data e l’ora a cui parteciparvi.
    Fissiamo quindi per domenica alle ore 15.20, consapevoli che, come il sito informa, possono entrare non più di 25 persone ogni 20 minuti ovvero un flusso massimo di 75 persone ora, che si ritiene idoneo per poter ammirare i capolavori di questo grande artista con i dovuti tempi e senza affanni.
    Arriviamo coscenziosamente in anticipo per espletare le formalità di rito, consegnare i nostri abiti, prendere le audio guide e partire.
    Ci accorgiamo subito che qualcosa non va nell’organizzazione, infatti esistono due code una per quelli che hanno prenotato on line e l’altra per chi non ha effettuato prenotazioni.
    Ma in realtà non esiste nessuna forma di controllo numerico capace di stoppare l’afflusso superate le 25 unità/20 minuti come annunciato nel sito e anzi l’entrata delle persone è continua e senza che vengano controllate le entrate nel rispetto degli orari prescritti ne per i prenotati ne per gli altri.
    Oltremodo non è esisto alcun controllo sull’essere residenti o meno e aver quindi pagato il biglietto ad un costo più basso rispetto a quelli che provenivano da fuori provincia, lasciando sbigottiti i miei amici “esteri”.
    Si intuisce subito che quindi ci sarà, come poi confermato, grande ressa all’interno.
    E così noi ancor “ingenui” attendiamo il nostro turno alle ore 15.20 nonostante tanti altri del nostro stesso orario, fossero già entrati prima senza alcun ordine e controllo.
    Subito appare chiaro che c’è troppa gente e che la visita risulterà difficoltosa.
    Poi mentre camminiamo ci accorgiamo che non esiste un percorso da seguire e che ci si deve arrangiare nel chiedere al personale preposto (almeno quello c’è anche numeroso e disponibile) per capire dove andare e cosa guardare prima.
    In primo si seguono delle sale piccole una dietro l’altra e qui proprio per l’afflusso incontrollato alla partenza si formano gli inevitabili intasamenti gestiti ad “occhimetro” dal personale che bloccava l’afflusso alla sala successiva e formando quindi le inevitabili code e resse.
    Altra cosa che purtroppo notavamo era la gestione dei cartellini indicatori delle opere posti ad altezze diverse e poco leggibili specie nei numeri da seguire per le audio guide.
    Si sa infatti che una buona percezione visiva delle segnalazioni comporta un grande vantaggio in termini di percezione e poi anche per evitare che il visitatore si perda e si renda presto stanco cosa che puntualmente è successa a tante persone.
    E così con tutte queste difficoltà abbiamo proseguito la mostra arrivando davvero stanchi alla fine, contenti si di aver visto tanti capolavori, ma anche delusi davvero da troppe pecche organizzative che un Museo di questa rilevanza e con una mostra poi così importante non può a mio avviso avere.
    Non so se sia stato una casualità o altro certo i commenti che si sentivano da chi usciva dalla mostra al di la della bellezza delle opere erano commenti negativi nel campo organizzativo e come cittadino forlivese mi spiace aver constatato di persona che questi erano reali e che hanno danno un po di delusione nelle mie aspettative sulla stessa.
    Marco

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