Biomasse: le grandi centrali sono fuori gioco

(Bologna, 12 luglio 2006)- Due importanti convegni hanno affrontato il tema dell’utilizzo delle biomasse per fini energetici:uno promosso dalla regione Emilia-Romagna sulla forestazione ed uno promosso dalla CGIL sul tema bieticolo-saccarifero.

Ad entrambi ha partecipato la capogruppo dei Verdi in Emilia-Romagna Daniela Guerra, intervenendo in merito alla possibilità di utilizzare biomasse per impianti energetici.

“Le grandi centrali a biomasse (20,30,40 MW) che i privati stanno proponendo ad alcuni Enti locali (Conselice, Russi, Finale Emilia) non rispondono a logiche di filiera e non hanno nessun legame col territorio. Le rese per ettaro, sia quantitative che economiche conducono inevitabilmente al reperimento sul mercato estero dei materiali da bruciare, con buona pace della riconversione dei nostri agricoltori che dell’ambiente, sul quale graveranno i costi di trasporto.”

Diverso il discorso per piccole “caldaie” che utilizzano le biomasse per produrre calore, magari dotate di sistemi di microgenerazione in grado di produrre anche energia elettrica.

No, dunque, a scelte estemporanee che rincorrono esclusivamente i certificati verdi e che inevitabilmente nel futuro, cessando gli aiuti, si rivolgerebbero al “combustibile” più a buon mercato, ovvero i rifiuti.

“E’ un peccato – conclude Guerra- che impianti insostenibili come quelli proposti inficino la possibilità di lavorare con serietà al tema delle biomasse e dei biocarburanti nell’ambito dello sviluppo delle fonti rinnovabili associate alla riduzione degli sprechi.”

Una risposta a “Biomasse: le grandi centrali sono fuori gioco”

  1. Ho partecipato agli incontri di Gualdo Cattaneo e di Calcinelli, dove il Prof. Tamino ha illustrato più che ampiamente ed incisivamente il problema di qualsiasi tipo di combustione, che nel ciclo biologico naturale non è mai contemplato, dato che ogni anello della catena da luogo ad un riciclo. A mio modesto avviso dobbiamo fare massa attorno al progetto di Paul Connett “Rifiuti Zero” e sostituire la combustione con la elettrolisi e altre fonti energetiche che non prevedono la combustione.

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