Liberiamo i dati geografici!

I dati cartografici servono per una miriade di applicazioni. I comuni li utilizzano per gestire il territorio (piano regolatore, viabilità, ecc), altre amministrazioni per valutare i rischi idrogeologici, chi per mappare edifici e verde pubblico, i navigatori per mostrare i percorsi e le strade più convenienti da utilizzare per un viaggio.
Su internet sono nate molte applicazioni che si basano su dati geografici, come le famose mappe di Google, ma ognuna di queste si basa su una raccolta di dati specifica. Ovviamente i dati geografici sono sempre gli stessi, ed attraverso la digitalizzazione potrebbero essere riutilizzati senza grossi sforzi.

Questa petizione, che invito a firmare, chiede di rendere pubblici i dati geografici in possesso delle amministrazioni pubbliche. Sembrerebbe scontato, ma non lo è.

Questo permetterebbe anche a singoli o piccoli gruppi di sfruttare questi dati per progetti innovativi referenziati geograficamente: finalmente le mappe con la distribuzione di eventi, negozi, luoghi di incontro (ma le applicazioni sono veramente infinite) potrebbero slegarsi dai fornitori come Google, dal quale sarebbe opportuno essere più indipendenti.

Firmate!

4 risposte a “Liberiamo i dati geografici!”

  1. I dati geografici sono in possesso allo Stato (sono passati 31 anni da quando mi sono diplomato geometra e può essere che non sia preciso): il Catasto che è un Uff. Statale. Le mappe del catasto, sono a una scala 1:2000 e fino ad una certa data venivano disegnate a mano con rilevamenti del territorio mooolto sofisticati: metro e cordella. Sicchè esistono delle imprecisioni che non ti sò quantificare. Sta di fatto che oggi, per ogni nuova costruzione e o frazionamento di proprietà, si fa una rilevazione con strumenti più sofisticati che generano file su computer. Ogni rilevamento si sovrappone alla mappa esistente ed ai rilievi già eseguiti da altri tecnici in modo da mediare gli errori ed aggiornare le mappe. Le nuove mappe sono incomplete anche perchè interessano solo le aeree nelle quali si sono fatti rilevamenti di misurazione. Tiene presente che lo scopo del Catasto è di tipo fiscale serve maggiormente ad individuare le superfici di proprietà per applicarvi le rendite sulle quali si pagano le tasse. Quindi le mappe contengono oltre alle strade, suddivisioni di proprietà e solo questo mi rende dubbioso sulla possibilità di poterle renderle pubbliche.
    Poi c’è l’IGM, Istituto Geografico Militare che rileva il territorio con la tecnica dell’aerofogrammetria e produce mappe a 1:5000 (un centimetro sulla carta 50metri nel reale) con una simbologia particolare; lo scopo è militare ma sono mappe in libera vendita. Sono una specie di Google Earth ma con una risoluzione inferiore a quella di un navigatore satellitare e non conosco lo stato di aggiornamento.

  2. Se non sbaglio le mappe digitali dei comuni sono suddivise per interesse. Ad esempio il Piano Regolatore è composto da diverse mappe, ognuna con caratteristiche diverse.

    Il catasto contiene anche troppe informazioni, basterebbero i piani regolatori dei comuni, aggiornati allo stato di attuazione. Lì ci sono strade, aree verdi, la zonizzazione acustica, e molto altro che potrebbe invece essere molto utile.
    Tra l’altro in formato non importabile per quanto riguarda il comune di Forlì sono già online e pubblici. Però non si possono riutilizzare.

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