Libero non significa gratis

jimmy walesIl post oggi pubblica un bell’articolo su Jimmy Wales, cofondatore di Wikipedia, a quanto pare non così ricco. Leggendolo però si capisce come nel Mondo l’open source, o i commons, siano spesso coincidenti con il gratuito nell’immaginario collettivo.

In realtà più che un pregio, il fatto che uno degli uomini che ha più cambiato il nostro modo di fruire la cultura su internet sia meno ricco di un venditore di automobili è certamente un difetto.

Un difetto nella visione dei collaboratori che offrono il loro tempo gratuitamente, che probabilmente vedrebbero malvolentieri la ricchezza del loro numero uno. Ed un difetto nel sistema della fruizione dei contenuti immateriali, beni comuni che non per forza devono essere gratuiti. Ma c’è ovviamente differenza tra chi offre un’ora del suo tempo e chi spende la propria vita, investendo inizialmente tutto su una idea che poteva ovviamente rivelarsi sbagliata.

Se il sistema funzionasse perfettamente, Wales dovrebbe essere prima di tutto più felice di qualsiasi altro big dell’Internet odierna. Spero davvero che lo sia, perché il suo esempio si spera venga seguito da decine di altri big futuri.

Se la persona che vende i nostri dati è più ricca e più famosa di quella che ci insegna la storia, c’è un problema da sistemare.

Non mi pare che la pubblicità su Wikipedia, se messa con certi criteri, possa danneggiare il progetto. Se serve a pagare i costi almeno dell’hardware  e della connettività necessari a portare sapere in tutto il Mondo, non ci vedo nulla di male. Anzi, le donazioni potrebbero essere indirizzate alla creazione di nuovi contenuti, come ad esempio libri di testo open per le scuole, opere più corpose rilasciate con licenza d’uso di widipedia e modificabili online come l’enciclopedia, ed altro ancora.

In fondo molti dei contenuti di Wikipedia contemporanei sono più o meno spinti dall’interesse ad essere presenti sulla piattaforma, che se vogliamo è un atteggiamento ancora più rischioso del finanziamento pubblicitario al progetto.

 

Smetti di vivere nel passato

Anche Microsoft si è accorta che troppa gente continua ad utilizzare Internet Explorer 6.

Non è solo un problema di vecchiaia, ma di sicurezza e di usabilità del web: continuando ad utilizzare questo programma vecchio di 10 anni si rischiano virus e truffe informatiche.

E’ ora di aggiornarsi, le alternative migliori non mancano:

Ringrazio Alessandra per la segnalazione del sito del countdown di Microsoft.

Serata “ENERGIA” – venerdi 2 ottobre ore 21.00

Ricevo dal FoLUG, l’associazione culturale di promozione sociale che si occupa di software libero a Forlì:

fanelli“Comprereste un auto da uno che ha una faccia così?” (cit. *) Forse no, ma Lui vi consiglierebbe di certo l’auto che consuma meno, che inquina meno, ecc. Il nostro esperto di “energia”, l’ing. Andrea Fanelli in una serata a tema. Vi parlerà dei nostri tempi e di quelli che verranno, che direzione ha preso il mondo, ecc. ma soprattutto quello che possiamo fare noi, semplici cittadini nelle nostre case per risparmiare energia o produrla a beneficio delle nostre tasche e dell’ambiente.

Vi aspettiamo numerosi, venerdì 2 ottobre presso i locali della Circoscrizione 3 (ex 4) di via Dragoni a Forlì.

Con l’occasione sarà presentato il programma dei corsi autunnali di informatica.

* Tipica frase ricorrente durante la campagna elettorale americana. I media sottopongono i volti dei candidati, all’opinione pubblica per misurarne il gradimento epidermico. Andrea Fanelli, al momento, non ha ambizioni presidenziali!