La linea francese contro il download è inutile

Al contrario del titolo dell’articolo del Fatto Quotidiano, la linea dura contro il download non paga.

Sono calati i download illegali, dice. Più probabilmente, dico io, i download sono stati spostati da sistemi tracciabili a sistemi non tracciabili.
Anche dando per buona l’idea che Hadopi abbia veramente frenato i download illegali con le percentuali citate dalla stessa autorità, il dato interessante è che il download legale e l’acquisto di supporti fisici hanno subito le stesse variazioni di altri paesi che non hanno adottato la stessa misura.
Senza contare il problema del controllo del controllore: chi ci dice che i dati siano corretti?

A fronte di una linea dura contro il download illegale, il mercato della proprietà intellettuale ha subito le stesse variazioni di quelli italiani, dove ad oggi non c’è una legge di questo tipo.

Significa che la legge è inutile per perseguire il suo fine: tutelare l’economia della proprietà intellettuale.
A questo dobbiamo aggiungere i costi di un intervento di questo tipo: il costo dei controlli, il costo degli avvertimenti, il costo delle punizioni. Costi che potevano essere utilizzati per la promozione culturale anziché la repressione digitale. Leggi tutto “La linea francese contro il download è inutile”

Beni immateriali ed IVA

Attualmente l’aliquota IVA sui libri elettronici, su musica e software è al 21%, mentre per i libri e le pubblicazioni cartacee è al 4%.

Il problema è che per i beni immateriali, che non hanno bisogno di trasporto, non c’è limitazione nazionale che tenga: vengono acquistati dove costano meno.

All’interno dell’Unione Europea, inoltre, non c’è nemmeno la dogana e la procedura di pagamento dell’IVA italiana è talmente complicata ed obsoleta che immagino siano in pochi ad effettuarla nella vita di tutti i giorni. Immaginatevi poi per l’acquisto di una sola canzone da 50 centesimi, compilare diversi moduli per pagarne 10…

Oggi tutti i settori dei beni immateriali si stanno spostando su internet e si stanno concentrando online, e quelli materiali vengono progressivamente dematerializzati, ove possibile. Basta pensare alla stessa musica o ai libri elettronici.

Quindi oggi già accade che la quali totalità della musica venduta online viene distribuita da una sola azienda americana. I libri elettronici, in continuo aumento, pure. I film vengono sempre più scaricati da internet ed in futuro l’acquisto/noleggio online sarà sempre più frequente.

Alzando l’IVA al 21%, ci troviamo nella situazione che gli acquisti e le aziende si spostano verso paesi con aliquote inferiori, e nel caso dell’Europa non c’è nemmeno l’allineamento doganale delle imposte.
Questo accade anche per i beni materiali, vista la riduzione dei costi di trasporto, ma in misura minore. Leggi tutto “Beni immateriali ed IVA”

Pellegrino Artusi

Il sito lavinium.com ha pubblicato una mia foto della statua dedicata a Pellegrino Artusi, scattata nel 2008, a corredo di un articolo di Gianluca D’Amelio sulla cultura in cucina.

A differenza di altre volte, mi hanno chiesto il permesso, che ho concesso gratuitamente ed immediatamente.

Così si fa.

Link: lavinium.com

Essere adeguati al ruolo

L’idea che i candidati debbano essere per forza, e non eventualmente anche, totalmente estranei e spesso fino a quel momento estremamente indifferenti alla politica, porta a questi risultati.

Sarebbe però sbagliato separare questi eccessi dalla pratica comune di penalizzare chi ha dato il suo impegno in passato di fronte a chi ha fatto sempre altro. Anche Berlusconi, del resto, è entrato in politica giocando il ruolo della società civile, dell’impresario di successo che decideva di fare uno sforzo per il Paese. Abbiamo già visto che gli outsider, provenienti ai massimi livelli spesso dalla televisione per attirare voti con visi belli e noti, si siano poi rivelati dei fallimenti sotto tutti i punti di vista.

Eletti mai presenti perché il loro lavoro è più importante e l’indennità di carica non dipende da impegno e presenza, conflitti di interessi enormi, dipendenza totale nei confronti di chi ha scelto di indicarli tra i fortunati (perché i cittadini non scelgono più i loro candidati).

Il risultato è una politica diventata premio integrativo per riscattare meriti non politici, una cultura media sul proprio ruolo degli eletti tendente allo zero, spazi enormi sfruttabili da chi con la politica dovrebbe scontrarsi almeno ad armi pari (come le peggiori aziende che da un azzeramento della buona politica traggono enormi interessi).