La posizione dei Verdi sui manifesti contro il WWF

In merito alla polemica tra WWF Forlì e amministratori locali relativa alla vicenda impianti sciistici nel Parco nazionale delle Foreste casentinesi Francesco Mezzatesta responsabile del Settore conservazione natura, biodiversità e aree protette della Federazione dei Verdi ha dichiarato:

“Desidero esprimere la più forte solidarietà al WWF di Forlì attaccato addirittura attraverso l’affissione di manifesti semplicemente perché impegnato nella difesa del Parco delle foreste casentinesi. Non si vede perché mai il confronto di opinioni debba essere rappresentato demagogicamente come un attacco ai montanari da parte degli abitanti di pianura. Spesso la messa in sicurezza di strutture sciistiche comporta danneggiamenti di versanti montani che non è proprio la scelta ideale per una politica di sviluppo di un parco nazionale. Ma come si fa a sprecare risorse puntando ancora sugli impianti sciatici in appennino in un periodo di effetto serra dilagante con la Comunità europea che annuncia cambiamenti climatici epocali in Italia, Spagna e Grecia? Quando gli ambientalisti denunciavano il rischio di cambiamenti climatici e di relativi riflessi economici sul turismo venivano tacciati per cassandre estremiste. Adesso che le stesse cose le dice la UE è forse “estremista ambientalista” anche l’Unione Europea?. La difesa dell’ambiente invece dovrebbe essere un valore di tutti teso a sventare l’attacco ai Piani territoriale dei parchi come purtroppo stiamo assistendo nella nostra Regione . Si veda al proposito il tentativo di modificare i Piani dei parchi di diversi fiumi emiliani per consentire l’apertura di nuove cave di ghiaia all’interno delle aree protette spacciandole per “bacini di raccolta acque antisiccità”! Naturalmente le varie Valutazioni di Incidenza e di impatto ambientale sono ahimè troppo spesso utilizzate come atto dovuto e scontatamente di parte, cioè vanno a finire sempre a senso unico contro gli interessi della natura e a favore di altri interessi . L’attacco ai parchi dovrebbe essere scelta estranea alla tradizione dell’Emilia Romagna così come dello Stato italiano .Viceversa nel recente passato e purtroppo ancora oggi, anche in Emilia Romagna non si vede un chiaro segnale di inversione di tendenza e gli unici che si alzano a difendere il bene comune sono additati al pubblico ludibrio come “terroristi psicologici”. Tale comportamento è tanto più inaccettabile in quanto proveniente non da semplici cittadini ma da amministratori pubblici. ”

Francesco Mezzatesta

(Resp.Gruppo Conservazione natura, biodiversità e aree protette Federazione nazionale dei Verdi)

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