L’arrocco di Alfano

Io credo che questa mossa di Berlusconi di spezzare il suo partito sia studiata a tavolino. Non credo alla bramosia delle poltrone di Ministro di Alfano e soci, poltrone che sono sì prestigiose, ma anche a scadenza.

Tutto ruota intorno a due sole possibilità: o una parte del PdL veramente crede che Berlusconi sia irrimediabilmente finito, e cerca di crearsi una alternativa al pensionamento politico, oppure il PdL intero pensa che sia più opportuno dividersi per raccogliere maggiori consensi.

Si è visto in tutte le recenti elezioni, le mire bipolaristiche dei vertici dei due maggiori partiti attuali non hanno trovato il consenso di tutti. Una parte voterà sempre per un partito alleato, ma non totalmente allineato, almeno sulla carta.

Io penso che l’ipotesi della separazione volontaria e tattica sia la più probabile, perché viene proprio da uno dei più fedeli del capo, da quell’Alfano tanto criticato proprio per essere stato scelto per il suo appiattimento nei confronti del padrone di casa.

Così mentre Alfano ed un gruppo terrà in piedi il Governo Letta, raccogliendo i consensi di chi crede nelle larghe intese per uscire dalla crisi, un altro gruppo di Falchi farà parte dell’opposizione più becera, quella che facilmente raccoglierà consensi contro le tasse, l’euro, la Merkel.

Ma chiediamoci una cosa: se andassimo alle elezioni tra un mese o due, con chi si alleerebbero Forza Italia ed Alfaniani? Con altri o tra loro, per vincere? È nella risposta a questa domanda che si racchiude tuta la strategia di questi mesi.

Una strategia che trovo semplicemente orrida, così come è oscena la benevolenza con la quale viene accolta dal PD e dal Governo.

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