Elezioni Forlì: Cambiare sì, ma in meglio.

Leggo la lettera spedita alla stampa da Luciano Iurich a nome di Forlì Futura, che non sarà presente nelle schede perché priva di sottoscrizioni di elettori.
Risponde in difesa della lista che ha deciso di appoggiare dopo che il suo progetto è fallito, dando la colpa agli cittadini che avrebbero paura di cambiare.

Prima di dare la colpa agli elettori, ognuno deve farsi un esame di coscienza. Un vero ricambio richiede persone e progetti migliori di quelli che si vogliono sostituire, non basta essere diversi per garantire una maggiore qualità.
Se così fosse avremmo una lista diversa per ogni elettore di Forlì, con buona pace della rappresentatività.
Dobbiamo smetterla di pensare che l’inesperienza totale sia di per sè un valore, che il disinteresse verso la politica sia un motivo di candidatura: è lo stesso sistema che porta le veline al Consiglio di Ministri e gli amici degli amici in Parlamento.

Per fortuna non sono tutti uguali, e saper cogliere il rinnovamento che ha basi solide e non demagogiche non è un compito difficile.

Forse per inesperienza o per strumentale disattenzione Iurich cerca di far coincidere la candidatura del Sindaco Balzani con il Partito Democratico, ignorando la pluralità delle altre liste che lo sostengono.
Il progetto comune di Roberto Balzani è sostenuto da liste con radici diverse, ed è bugiardo chi sovrappone l’eredità democristriana con la base ampia, civica e plurale che sostiene questa candidatura.
I Verdi, ad esempio, sono assolutamente altro, ed hanno fatto questa scelta perché il programma di Balzani è un progetto innovativo e concreto.

Forse Iurich ignora che si vota anche per il Consiglio Comunale, oltre che per il Sindaco, ed ogni lista con un sostegno minimo ha i suoi candidati ed i suoi sottoscrittori.
Saranno gli elettori a scegliere chi, tra queste liste e questi candidati, meriterà fiducia, determinando in questo modo le scelte del Consiglio nel prossimo mandato.

Una fiducia che ad oggi non è stata data a chi si è presentato privo di idee e privo di un progetto credibile per la città.
Gli elettori sono attenti, basta saper uscire dall’autoreferenzialità e dall’egocentrismo per coglierne gli umori e rappresentarli degnamente.

Guarda come si vota:
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17 risposte a “Elezioni Forlì: Cambiare sì, ma in meglio.”

  1. Io invece vorrei stendere un velo pietoso sul manifesto della destra di Minutillo, che dice sostanzialmente che chi vota Balzani in realtà vota la Masini, quindi in pratica togliendo la responsabilità delle future azioni di Balzani sia in buona e cattiva sorte, trall’altro in quel manifesto hanno scelto una foto in cui la Masini ci guarda minacciosa come volesse ucciderci tutti.
    Evidentemente questo genio incompreso non sa che ci son state le primarie.

    Quella di Minutillo per come la vedo io è campagna elettorale spazzatura.

    1. Senti Fantrucchi, tu quando attacchi Minutillo immagino voglia farlo nei confronti dell’uomo politico, non della persona che – almeno io – non ho il piacere di conoscere.

      Quindi, se attacchi l’uomo politico, non c’è differenza con chi critica chi lo vota. Giusto?

      Non stare a dare voti agli argomenti degli altri che oggi non è giorno, mese e anno perchè io possa sopportare lezioni.

      Ok?

  2. Io se attacco Minutillo è semplicemente per quello che ho scritto, cioè un parere, non so se si è fatto da solo la sua campagna e quel manifesto sinceramente non mi frega nulla, ma è pietoso.
    Son scesi in campo gli ultrà, si ammetto che non è il mio campo.
    Ti toccherà sopportare altrimenti semplicemente non leggi ciò che scrivo e mi ignori.

  3. Mi rammarica leggere che il candidato dei Verdi reputi inesperta una lista formata da persone che hanno già vinto battaglie in favore dell’ambiente. Ma non mi voglio soffermare su questo. Quando abbiamo deciso di non ufficializzare la mia candidatura lo abbiamo fatto riconoscendo la nostra impossibilità nel formare in tempo un team di candidati abbastanza esperto per arrivare al voto, non perchè ci mancassero i consensi, e questo non si poteva sapere visto che i giornali hanno riportato altro, tant’è che ritengo la nostra prima esperienza un successo e non un fallimento; anzi è proprio la partecipazione dei cittadini che ho riscontrato che mi ha spinto a difendere pubblicamente la presenza e l’autonomia delle liste civiche e dei piccoli partiti.
    Il problema, mi ripeto sintetizzando la mia prima lettera, è che queste piccole liste disturbano le grandi coalizioni, sennò se ne discuterebbe meno, dal momento che trovano un discreto numero di consensi. Certo insufficiente per eleggere un Sindaco ma abbastanza per metter paura ai grandi per i “voti dispersi”.
    Pertanto è bene che esistano e che sopravvivano al di fuori delle alleanze di partito.
    Peraltro sono d’accordo con lei che il voto dei cittadini sarà al di sopra di tutte le nostre discussioni.
    Il mio attacco al PD invece è più chiaro ma se lei ci ha letto il nome di Balzani tra le mie parole non è perchè l’abbia nominato io.
    Non lo conosco e l’unica cosa che potrei dire è esclusivamente personale, cioè che non lo riconosco come il mio candidato ideale e che, comunque, rappresenta un partito in cui io non ripongo più alcuna fiducia.
    Ma il fatto più grave è che sono tanti i cittadini che non ci si riconoscono più in quella “sinistra” e in chi ci naviga intorno.
    Lei parla di autoreferenzialità ed egocentrismo, le pare che se io mi alimentassi di certi atteggiamenti pubblicherei le mie riflessioni? Sarei così amante del dialogo e del confronto da essere qui a risponderle sul vostro blog? Al contrario è proprio questo che molta gente con cui ho parlato pensa del centro-sinistra.
    Forse per questo altre liste, altri politici più o meno esperti, decidono di andare avanti da soli evitando di riconoscersi nei soliti raggruppamenti.
    Sarà una strada più tortuosa? Una strada più lunga? Certo, ma nessun cambiamento culturale è avvenuto in tempi brevi.
    Perciò difendo chi decide di andare avanti autonomamente e coerentemente col proprio pensiero, occupandosi dei principi del proprio programma e del proprio statuto stando al di sopra dei giochi di alleanze e candidature quando per queste ci si deve riconoscere in un simbolo sgradito.
    Ma quando si sentono le voci di persone che dicono “voterò Balzani (o Rondoni) perchè sennò si disperdono i voti” io vedo una crisi profonda della democrazia e tanta paura in quell’elettore tale da spingerlo verso una scelta opportunistica.
    La colpa però non è dell’elettorato ma di una politica incoerente.
    Per farle un esempio (non una critica) le giro questa domanda che mi è stata posta:- Ma i Verdi si ripropongono con gli stessi che hanno approvato l’inceneritore? -. Il fatto che abbiano posto a me il quesito dovrebbe già farle capire quanta confusione c’è negli elettori, la domanda avrebbero dovuta farla a lei, inoltre l’altro pensiero che mi è affiorato è che il voto di quel elettore sarebbe stato vostro se non avesse avuto quel dubbio.
    Un caso isolato?

    1. Legga bene la mia lettera, ho criticato non tanto la qualità delle persone che compongono la lista (alcune sono amici, figuriamoci) ma l’idea che LEI proponeva che a priori si dovesse dire che una nuova lista doveva rappresentare meglio la città di quelle preesistenti.

      Abbiamo già avuto esempi in tutte le passate legislature, ed ad ogni turno la stessa litania: i partiti non ci rappresentano più, noi siamo il nuovo che avanza.

      Poi, guarda caso, quel nuovo si discioglie o va a rintanarsi dentro altre liste per non aver inciso minimamente nella società.

      E’ questo che critico, non si giudicano più le persone o le idee in quanto tali ma si dà un valore qualitativo al nuovo, senza scavare un minimo in profondità.

      Ed è questo, torno a ripetere, che porta la veline in Parlamento. Lo stesso Berlusconi si propose come il nuovo, quello che si era fatto da solo, quello che non aveva mai fatto politica. Salvo poi arrivare a creare un partito senza democrazia interna, dove la gente non vota il leader e non lo mette mai in discussione.

      Per rispondere all’ultima domanda, sono come ho detto i cittadini a scegliere sempre i loro rappresentanti.

      Quelli che hanno approvato l’inceneritore e quelli che lo hanno finanziato a livello nazionale hanno ottenuto, lo stesso anno della sua attivazione, di occupare l’intero Parlamento. Chi invece proponeva una alternativa oggi non è più presente. Gli stessi hanno deciso che si alzava il quorum al 4% alle Europee.

      Sono i cittadini ad avere scelto quella strada.

      Oggi i cittadini hanno la possibilità di votare una lista che 5 anni fa proponeva il porta a porta, ed un candidato sindaco che ha saputo cogliere questa rivoluzione del modo di pensare alle risorse di cui disponiamo.

      Se i Verdi avranno forza sufficiente, potranno incidere sulle prossime decisioni (e non su quelle prese), allo stesso modo di 5 anni fa, quando con una forza maggiore forse sarebbero stati capaci di imporre la loro alternativa.

      La scelta di candidarsi contro l’unico sindaco che nel territorio si propone con questa visione, per candidare me o un altro Verde come sindaco, sarebbe stata sì autoreferenziale ed autolesionista. Farlo perdere con la nostra percentuale, che rende impossibile l’elezione del Sindaco in autonomia, per rischiare di favorire l’altro candidato che queste cose non le cita neppure sarebbe stato un passo avanti rispetto alle nostre battaglie ambientaliste?

      Se lo scopo è la battaglia, e non un piccolo pezzo di rappresentanza, è necessario che queste riflessioni si facciano, non credi?

      1. Voglio precisare una cosa: i Verdi OVUNQUE nella nostra Provincia hanno votato contro l’inceneritore, andando sempre fino in fondo e pagando anche il prezzo di uscire dalle giunte proprio sui temi ambientali.

        Sul tema della gestione dei rifiuti non sono i Verdi a cambiare idea, ma gli altri partiti che lo hanno votato.

        Oggi, infatti, si parla di andare verso i rifiuti zero, di attivare filiere del riciclo, di applicare tariffe puntuali che favoriscano economicamente chi fa la raccolta differenziata in maniera corretta.

        Non mi pare un risultato da poco.

    2. @Jurich:
      “…certo insufficiente per eleggere un Sindaco ma abbastanza per metter paura ai grandi per i “voti dispersi”.”

      Sono d’accordo con lei sulla dispersione dei voti.

      1. Faccio notare che i Comunisti Italiani, che parteciparono assieme ai Verdi alla Battaglia contro la centrale Elettra, per una cinquantina di voti non riuscirono ad eleggere il consigliere comunale nel 2004.

  4. Dalla tua prima risposta: “Dobbiamo smetterla di pensare che l’inesperienza totale sia di per sè un valore, che il disinteresse verso la politica sia un motivo di candidatura”
    Sinceramente Ronchi, in questa frase ho letto una critica forte proprio verso la qualità dei rappresentati.
    Ma ammetto che possa esserci stato un fraintendimento.

    La mia lettera provocatoria dovrebbe far riflettere che la strategia del “uniamoci per contrastare l’avanzamento del centro-destra” non funziona più. Senza allargarci alla politica nazionale bisognerebbe pensare ai motivi che spingono molti cittadini a riconoscersi in liste civiche piuttosto che nei partiti. Perchè non si sentono più rappresentati? E qual’è il pericolo che ne comporta?
    Non è corretto, come la posizione del sig.Maltoni, criticare le posizioni autonome delle liste civiche.
    Esse nascono dietro un’esigenza incalzante e sarebbe bello vedere i grandi partiti andare incontro a queste liste piuttosto che esigere il contrario.
    Invece i grandi partiti si coalizzano, spesso incoerentemente, poi fanno leva sulla dispersione dei voti per screditare i piccoli movimenti.
    Di fatto, le due grandi coalizioni, si rendono insensibili alle richieste di tante minoranze.
    Non si tratta di rappresentare ogni singolo cittadino ma di aprirsi verso nuove necessità piuttosto evidenti.
    La mancanza di fiducia degli elettori non si può minimizzare parlando di superficialità verso il nuovo, incapacità di giudicare idee e persone, casomai è il contrario, certe idee e certe persone (o i partiti che rappresentano) molti sono stufi di analizzarli e parte dell’elettorato si divide tra i nuovi e i vecchi dell’altra sponda.
    C’è spostamento di voti e io, personalmente, preferisco che i voti si spostino verso una lista civica che sappia rappresentare una novità (meglio di sinistra, ma anche di destra secondo le ideologie) piuttosto che trasversalmente a questo bipartitismo che io stesso trovo anomalo.
    Poi sono certo che Balzani sia diverso dalla Masini, non ho mai detto il contrario, ma prendere atto che vengono dallo stesso partito non può essere criticato e molti elettori questo sentono.
    Perciò mi chiedo: sono davvero i piccoli movimenti a determinare un insuccesso politico (la frammentazione dei voti) o l’incapacità di continuare ad ottenere la fiducia dai propri elettori?
    Per concludere: è ovvio che il nuovo verrà giudicato (ed io penso che lo si faccia con grande spirito critico) e che qualcuno sparirà nel nulla mentre altri rimarranno (si pensi al successo di Viva Forlì, non fu casuale) ma non trovo giusto giudicarlo a priori per non essere stato al gioco delle alleanze.

    1. Viva Forlì è sparita, nonostante il clamoroso successo. Detto questo, non voglio certo generalizzare, vorrei però che si evitasse di fare campagna in maniera ciclica semplicemente cercando di sfruttare un malessere, che è generalizzato.

      Ogni volta la stessa solfa: i partiti fanno schifo, non sono democratici, salvo poi scoprire che almeno questi hanno elezioni interne. Diciamo quasi tutti.

      C’è veramnete una proposta diversa? A mio parere no.

      Danilo Rossi, che oggi è in prima fila dentro la lista civica, ha raccolto voti per i DS nell 2004, e non è stato eletto perché ha avuto il minimo di preferenze del suo partito.

      Questa è la nuova musica?

      E’ proprio così vero che ognuno si assume le proprie responsabilità? Oppure è indifferente quanti sbagli abbia fatto, l’importante è dare una nuova mano di pennello?

    2. Luciano Jurich: “la strategia del “uniamoci per contrastare l’avanzamento del centro-destra” non funziona più.”

      Luciano,
      permettimi di non essere d’accordo.
      Io ho ancora tanta voglia di contrastare il centro destra, io ho il terrore che la mia città possa essere amministrata da una coalizione comprendente la Lega e il PDL.
      Sarà un mio limite.
      Poi, vedo in Balzani davvero un’ottima candidatura che anche tu sottolinei nel tuo post.
      Un voto non dato a Balzani, è un voto sostanzialmente conveniente alla destra, a me sembra evidente.
      Anzi, sono convintissimo che a destra facciano il tifo per i partiti comunisti che candidano il loro sindaco, alla pari delle liste cosidette civiche che di civico hanno solo la foglia di fico.
      In attesa che tutti diventino ambientalisti, consentimi di scegliere gli originali.

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