Bufala: Il Governo Monti tassa gli animali domestici?

Ma è possibile che di tante cose vere, siano sempre le bufale quelle che vengono condivise maggiormente, con più passione?
Facebook in particolare è il nido ideale: basta un click per mandare una cazzata a tutti gli amici, perché non farlo?

Perché non avete ancora messo gli anticorpi alle bufale? E’ facile riconoscerle: nessun riferimento, tono del messaggio sempre molto netto ed assoluto, ma soprattutto l’invito a diffondere che occupa una buona porzione del messaggio!

L’ultima in ordine di tempo è quella che dice che Monti tasserà gli animali domestici come beni di lusso.
E’ falso, ovviamente.

Verificare sempre

Pochi minuti fa ho ricevuto questo appello:

ATTENZIONE!!! CI SONO 200 CANI IN PERICOLO ANNEGAMENTO AL CANILE PRIVATO DELLA LEGA DEL CANE DI VIA GERMAGNANO (TO)!!!!!
QUALSIASI PRIVATO POSSA OFFRIRE STALLO PER 2-3 GIORNI, ANCHE SOLO AD UNO DI LORO, SI METTA IMMEDIATAMENTE IN CONTATTO CON LA REFERENTE DELLA LEGA DEL CANE – xxx xxxxxx , FATELO SUBITO!!!!!
DITE CHE IL NUMERO TELEFONICO LO HA DATO xxxxxxxx xxxxxxx.

Ho volutamente tolto ogni riferimento telefonico e personale. Nonostante l’ora, un po’ allarmato, ho chiamato il numero ed ho verificato che la situazione era ormai risolta da oggi pomeriggio.
Questo per dire che spesso, sull’onda dell’emozione, si diffondono messaggi che ci arrivano su internet, senza nessuna verifica preventiva.
Invece bisogna farlo sempre, e nel dubbio non inoltrare nulla. Perché su 100 messaggi 95 sono scaduti o falsi, e gli altri 5 vengono soffocati dalle bufale e dagli allarmi scaduti.

Quindi diffondere un annuncio senza verificarlo significa ottenere l’esatto opposto di quello che si vuole: nascondere quelli veri nella massa dello spam.

Vi prego, quindi, di ascoltare: verificare sempre e diffondere quando possibile l’esito della verifica, perché nessun altro compia l’errore e la catena si spezzi prima di diventare virale!

Quanto siamo vulnerabili alle bufale

E’ incredibile quanto poco siamo vaccinati contro le bufale. L’utilizzo quotidiano della rete non riesce, evidentemente, a fornirci le basi minime per poter soppesare correttamente le informazioni che ci arrivano.

Basta pensare alla storia, del tutto inventata, del cagnolino abbattuto perché la proprietaria non avrebbe pagato una multa di una quarantina di euro, e ripresa senza nessuna verifica da TG1online, l’AGI, il TGcom, La Stampa, Quotidiano italiano ed Il Giornale.
Oppure al ritrovamento di Atlantide tramite Google maps pubblicato da Repubblica.

Tutte storie che con un minimo di serietà si possono facilmente smontare ed evitare di diffondere.

Se è così facile cadere in queste trappole, verificabili tramite una email o un minimo di conoscenza dell’argomento, quanto siamo vulnerabili alle pubblicità ingannevoli?