Le bufale sul 5G

Girano in rete diverse bufale sul 5G, provo a smontare qualche dubbio senza la pretesa di avere la verità in tasca. Quello che so per certo è che diffondere notizie false non ci aiuterà a far chiarezza sui potenziali danni di questa tecnologia, quindi prima di tutto occorre fermare le fake news per lasciar passare le informazioni corrette.

Un link molto diffuso è del sito OASI SANA

La prima foto che contiene il link è di Bordeaux e non ha niente a che vedere col 5G. Si tratta di una vera strage di alberi per “riqualificare” la piazza. Di progetti come questi purtroppo se ne vedono tanti, e se ne sono visti anche a Forlì. Sono sbagliati perché azzerano un patrimonio arboreo. Ma non è una conseguenza dell’introduzione del 5G.

Si tratta di capire come funzionano le correlazioni: se tagliano gli alberi E installano antenne di telefonia mobile, la seconda cosa non è per forza causa della prima. Le conseguenze vanno dimostrate: scientificamente, statisticamente. Forse un ragionamento per assurdo aiuta: abbiamo tagliato gli alberi e nel frattempo la durata della vita è aumentata, ma non possiamo trarne l’informazione che la deforestazione incrementa la salute umana.

E’ vero che gli alberi ostacolano i segnali, anche il WI-FI. Come tutti gli oggetti, in particolare il cemento armato. Ma non vengono demolite le case per far passare il segnale.

Ho cercato e letto l’articolo scientifico del quale viene ripresa questa foto:

 

Il paper potete scaricarlo qui

In un articolo che paventa danni alla salute pubblica, le fonti scientifiche sarebbero quantomai necessarie.

Questo paper indica che l’albero ostacola le onde, ma in quale contesto? Si parla dell’ipotesi di utilizzare gli alberi per nascondere le antenne visivamente per ragioni estetiche, ed il risultato è che  sarebbe sciocco farlo. Ma quanti di noi hanno piantato alberi sul tetto, davanti all’antenna per ricevere il segnale televisivo?

Non è necessario tagliare gli alberi, ma mettere le antenne su posizioni sopraelevate (come sono le attuali) per evitare intralci.

Dal blog di Attivissimo vi cito un articolo che vi consiglio di consultare:

Attivissimo: 5G, miti da smontare e paure pilotate

Ne traggo alcuni pezzi a mio parere interessanti, ma leggetelo tutto:

Sembra inoltre che la paura del 5G, lungi dall’essere un fenomeno spontaneo, sia accuratamente alimentata da chi fa disinformazione per mestiere e per tornaconto: il New York Times ha tracciato la campagna anti-5G di RT America (che è il nuovo nome della filiale americana del canale Russia Today, organo di propaganda del governo russo).

(…)

L’attenzione intorno al 5G è comunque utile, perché spinge a informarsi su alcuni aspetti poco noti di queste tecnologie, per esempio consultando app, come ElectroSmart per Android, che permettono di usare lo smartphone come misuratore di campi elettromagnetici.

Si scopre così che la fonte più intensa spesso non è l’antenna di telefonia mobile, ma (oltre al proprio telefonino) il Wi-Fi domestico o il Bluetooth del televisore smart o degli auricolari senza fili che ci mettiamo direttamente dentro le orecchie, vicinissimi al cervello. E si scopre anche che la distanza dalle fonti conta tantissimo: se cambia da un centimetro a un metro, l’intensità scende di diecimila volte. Se dormite con lo smartphone acceso sul comodino, fateci un pensiero.

Quello che ripeto da anni è di usare gli auricolari a filo e di tenere lontano il cellulare ed i ripetitori wi-fi, specie dalla camera da letto: che senso ha esporsi inutilmente al campo elettromagnetico mentre si dorme, per tante ore?

E se avete paura del 5G, usate il cavo ethernet almeno in casa al posto del WIFI.

 

Bufala: Il Governo Monti tassa gli animali domestici?

Ma è possibile che di tante cose vere, siano sempre le bufale quelle che vengono condivise maggiormente, con più passione?
Facebook in particolare è il nido ideale: basta un click per mandare una cazzata a tutti gli amici, perché non farlo?

Perché non avete ancora messo gli anticorpi alle bufale? E’ facile riconoscerle: nessun riferimento, tono del messaggio sempre molto netto ed assoluto, ma soprattutto l’invito a diffondere che occupa una buona porzione del messaggio!

L’ultima in ordine di tempo è quella che dice che Monti tasserà gli animali domestici come beni di lusso.
E’ falso, ovviamente.

Verificare sempre

Pochi minuti fa ho ricevuto questo appello:

ATTENZIONE!!! CI SONO 200 CANI IN PERICOLO ANNEGAMENTO AL CANILE PRIVATO DELLA LEGA DEL CANE DI VIA GERMAGNANO (TO)!!!!!
QUALSIASI PRIVATO POSSA OFFRIRE STALLO PER 2-3 GIORNI, ANCHE SOLO AD UNO DI LORO, SI METTA IMMEDIATAMENTE IN CONTATTO CON LA REFERENTE DELLA LEGA DEL CANE – xxx xxxxxx , FATELO SUBITO!!!!!
DITE CHE IL NUMERO TELEFONICO LO HA DATO xxxxxxxx xxxxxxx.

Ho volutamente tolto ogni riferimento telefonico e personale. Nonostante l’ora, un po’ allarmato, ho chiamato il numero ed ho verificato che la situazione era ormai risolta da oggi pomeriggio.
Questo per dire che spesso, sull’onda dell’emozione, si diffondono messaggi che ci arrivano su internet, senza nessuna verifica preventiva.
Invece bisogna farlo sempre, e nel dubbio non inoltrare nulla. Perché su 100 messaggi 95 sono scaduti o falsi, e gli altri 5 vengono soffocati dalle bufale e dagli allarmi scaduti.

Quindi diffondere un annuncio senza verificarlo significa ottenere l’esatto opposto di quello che si vuole: nascondere quelli veri nella massa dello spam.

Vi prego, quindi, di ascoltare: verificare sempre e diffondere quando possibile l’esito della verifica, perché nessun altro compia l’errore e la catena si spezzi prima di diventare virale!

Quanto siamo vulnerabili alle bufale

E’ incredibile quanto poco siamo vaccinati contro le bufale. L’utilizzo quotidiano della rete non riesce, evidentemente, a fornirci le basi minime per poter soppesare correttamente le informazioni che ci arrivano.

Basta pensare alla storia, del tutto inventata, del cagnolino abbattuto perché la proprietaria non avrebbe pagato una multa di una quarantina di euro, e ripresa senza nessuna verifica da TG1online, l’AGI, il TGcom, La Stampa, Quotidiano italiano ed Il Giornale.
Oppure al ritrovamento di Atlantide tramite Google maps pubblicato da Repubblica.

Tutte storie che con un minimo di serietà si possono facilmente smontare ed evitare di diffondere.

Se è così facile cadere in queste trappole, verificabili tramite una email o un minimo di conoscenza dell’argomento, quanto siamo vulnerabili alle pubblicità ingannevoli?