Comunicato stampa dei gruppi di maggioranza sulle dichiarazioni di Widmer Walbonesi

Pubblico per intero il comunicato stampa dei gruppi di maggioranza del Consiglio Comunale di Forlì, in risposta alle dichiarazioni di Widmer Walbonesi, segretario del PRI, partito appena uscito dalla coalizione.

Le scomposte e gratuite dichiarazioni di Widmer Walbonesi sono del tutto inaccettabili e non rispecchiano né i toni né i contenuti del dibattito dell’ultimo Consiglio Comunale.
Il giudizio sull’operato del Sindaco Nadia Masini, a cui va tutta la nostra solidarietà politica e morale, è privo di qualsiasi fondamento reale.

Ribadiamo il valore fondamentale della coesione politica e della governabilità.
La Giunta del Comune di Forlì ha dimostrato in questi anni di essere all’altezza delle sfide da affrontare.

Siamo impegnati come gruppi di maggioranza a portare avanti con coraggio e determinazione il programma della coalizione attraverso un ampio confronto di verifica programmatica con tutte le forze vive della città. Certamente qualsiasi analisi locale difficilmente può risultare asettica rispetto agli impegni presi recentemente a livello nazionale con gli elettori di Centro-Sinistra, e questo è il punto di lettura con il quale osservare la crisi del PRI, che ha scelto di cambiare allineamento politico locale rispetto alle amministrative del 2004.
Queste polemiche stonate e di basso profilo non aiutano a riportare il confronto sul terreno più proprio della politica come servizio dell’interesse generale della comunità e a mantenere aperte le
opportunità di intesa con il PRI che noi auspichiamo, sul piano nazionale, scelga di ritornare nell’ambito del Centro-Sinistra.

I repubblicani fuori dalla Maggioranza

In un articolo apparso ieri sulla stampa Lauro Biondi, capogruppo dei Repubblicani nel Consiglio Comunale di Forlì, ha dichiarato l’intenzione del suo partito di interrompere i rapporti con la maggioranza che sostiene il Sindaco Nadia Masini. Il PRI, schierato a livello nazionale con il centro-destra, a Forlì ha “scomunicato” gli assessori che in Comune ed in Provincia erano stati nominati secondo gli accordi tra maggioranza e partito Repubblicano. Buffadini, Bucci e Sansavini non avevano manifestato l’intenzione di dimettersi, come richiesto dal loro partito. Dopo le espulsioni dal partito degli assessori che hanno dichiarato di sostenere il centro-sinistra alle ultime tornate elettorali per il PRI locale si è affacciato il problema della diversa collocazione politica rispetto al partito nazionale, che sfocia ora nell’uscita dalla maggioranza forlivese del partito Repubblicano.

Abbassa la musica – Iniziativa per ridurre il costo dei CD musicali

Trovo che l’iniziativa dell’On. Poletti dei Verdi di invitare il Governo a ridurre l’IVA dei CD musicali al 4%, al pari dei libri, sia lodevole ma un po’ anacronistica.

Prima di tutto i Compact Disc non sono attualmente l’unico modo per distribuire contenuti musicali, e sicuramente non il più moderno. Limitare questo provvedimento solamente ai CD non ha molto senso, anche perché sarebbe meglio per tutti che la vendita online e l’uso dei lettori portatili con memoria si diffondessero maggiormente ed in maniera legale.

L’inoltre avrei legato questa proposta ad un accordo con tutti i produttori: non è giusto che sia solo lo Stato a fare lo sforzo per ridurre il costo, anche loro dovrebbero fare la loro parte per ridurre la spesa finale, dal momento che i margino non sono certamente così limitati da impedirlo.
A mio parere il costo dei pezzi scaricati legalmente su internet è ancora troppo alto: non ci sono mediazioni, non ci sono costi per la distribuzione, la concorrenza è a prezzo zero.

Forse le case discografiche non vedono la rivoluzione che si sta compiendo in questo settore, così come in quello della distribuzione dei film e dei video, e preferiscono mungere gli utenti finché possono, minacciandoli piuttosto che proponendo loro una alternativa sensata alla distribuzione illegale.

Allora sì, avrei ridotto al 4% l’IVA per tutti i contenuti digitali culturali (video, audio, e-book), a patto che i distributori garantiscano che una canzone scaricata possa costare meno di un caffé, un video meno di una pasta + cappuccino, un libro meno di un caffé ogni 100 pagine.
Così si ridurrebbero sensibilmente i prezzi per l’utente finale, garantendo che l’eliminazione del 16% di tasse non venga mangiato nel giro di un anno da altrettanti aumenti da parte dei produttori-distributori, e contribuendo ad un incremento della distribuzione di contenuti culturali, un bene per il Paese.

Un provvedimento di questo tipo probabilmente porterebbe in Italia diversi distributori di contenuti online, forse aumentando le entrate per lo Stato invece di diminuirle.

WWF : “A rischio 8,3 miliardi di fondi UE a causa della caccia nelle ZPS”

Pubblico un comunicato proveniente dal WWF a mio parere molto interessante:

I fondi per lo sviluppo rurale sono vincolati al rispetto delle Direttive dell’Unione Europea

L’Unione Europea potrebbe bloccare l’erogazione all’Italia di 8,3 miliardi di euro, stanziati come fondi per lo sviluppo rurale e l’agricoltura per i prossimi sette anni, a causa del contenzioso tra l’Italia e l’Europa sulla pessima applicazione in Italia delle Direttive Europee in materia di conservazione e tutela della fauna selvatica e della biodiversità. Questa la probabile conclusione, secondo il WWF, se l’Italia non adeguerà la propria normativa in materia di conservazione della biodiversità.

Come noto la tutela della biodiversità rappresenta per l’Unione Europea uno dei temi strategici della nuova programmazione dei fondi agricoli 2007-2013 e costituiscono quindi un vincolo oggettivo per l’approvazione dei programmi di sviluppo rurale. In altre parole, se l’Italia non garantirà immediatamente la modifica delle proprie leggi e, soprattutto, il rigido controllo sull’operato delle Regioni in materia di tutela della fauna selvatica e di caccia, l’UE potrebbe bloccare, da gennaio 2007, l’approvazione e l’erogazione dei fondi per l’ agricoltura al nostro Paese. L’Italia si troverebbe a dover far fronte comunque agli obblighi comunitari di attuazione della Rete Natura 2000 e delle misure per la biodiversità previste, ma senza l’aiuto europeo.

Dopo la procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea nell’ aprile 2006, il Governo ha dovuto approvare d’urgenza un decreto legge che prevede misure di controllo dell’attività venatoria ed altre attività impattanti nelle “zone di protezione speciale” (ZPS), aree vincolate dall’Europa per la conservazione degli uccelli selvatici, e riporta le normative italiane nei limiti stabiliti dall’Europea rispetto alla cosiddetta ‘caccia in deroga’ a specie protette.

Il Decreto legge, ora in discussione alla Camera dei Deputati per la conversione in legge, potrebbe ora essere modificato in senso peggiorativo a causa delle pesanti pressioni del mondo venatorio e delle regioni italiane.
“Ritengo veramente intollerabile che un’infinitesima minoranza della popolazione italiana (meno dell’1 % di cacciatori) possa pretendere di disporre a piacimento, e per puro ‘divertimento’, della fauna selvatica che è, secondo le leggi italiane ed europee e la Corte Costituzionale ‘patrimonio indisponibile dello Stato’ e ‘valore trasversale’. Ancora più grave se, Parlamento Governo e Regioni cederanno a queste pressioni e causeranno la perdita di 8 miliardi di euro agli agricoltori italiani.” – conclude Fulco Pratesi del WWF Italia -“La soluzione migliore per tutelare la fauna selvatica sarebbe vietare la caccia, come succede in alcuni paesi europei, e limitare altre attività impattanti nelle ZPS; se questo non fosse possibile nell’immediato, una mediazione ancora accettabile resta il testo dell’attuale decreto del Governo, che pure fa concessioni e aperture rilevanti all’attività venatoria.”

La lepre e la tartaruga

Scooter elettrico e bicicletta seminano auto ed autobusLa gara di ieri chiamata la lepre e la tartaruga a Margine della giornata sullo stato dell’ambiente a Forlì, tragitto Stazione – piazza Saffi, ha visto vincere lo scooter elettrico (che guidavo io) e la bicicletta (guidata da Fausto Pardolesi), arrivati 4 minuti prima di autobus ed automobile (a parimerito) e qualcuno in più rispetto al pedone.

Per tragitti brevi, come quelli che facciamo quotidianamente per andare a lavorare, la bicicletta è in assoluto il mezzo più efficiente sotto ogni punto di vista: economicità, velocità, impatto ambientale.

Per distanze più lunghe uno scooter elettrico si dimostra molto più vantaggioso dell’auto e più pratico dell’autobus. I calcoli dell’AGESS parlano chiaro e mostrano un quadro interessante dei costi e dei benefici ambientali dei vari mezzi:
la-lepre-e-la-tartaruga.doc

Il costo iniziale dei mezzi elettrici è più elevato, ma si ripaga con il tempo grazie all’efficienza più che doppia dei concorrenti, se si considera tutta la filiera dalla produzione di energia alla sua messa su strada. Questo significa, in buona sostanza, che anche senza l’uso di rinnovabili avremmo risparmiato almeno metà dell’energia. Se poi si usassero anche per accumulare energia rinnovabile, l’impatto ambientale sarebbe quasi azzerato, dal momento che tutti i materiali sono completamente riciclabili, batterie comprese.

Presto farò un articolo più dettagliato sul mio scooter e sulle impressioni dei primi mezzi d’utilizzo, fatemi sapere se avete particolari domande da farmi.