Alessandro Ronchi

Parlamento

Perché Grasso è una trappola?

Quando si viene eletti per una carica rappresentativa tanto importante come quella del parlamentare,  lo scopo dovrebbe essere quello di cambiare le cose e far diventare realtà alcuni punti del proprio programma.

Questo indipendentemente dal fatto di ottenerne dei benefici elettorali,  possibilmente.

Così,  fatico a capire le motivazioni che spingono Grillo ad urlare alla trappola,  sul caso dell’elezione del presidente del Senato.

Se il PD ha presentato una persona perbene,  che si poteva votare,  è più serio votarla o sperare nel tanto peggio (Schifani)  tanto meglio?

Io la rivendicherei come una vittoria: senza i voti determinanti di Grillo sarebbe stata eletta una persona meno adeguata al ruolo,  e lo stesso PD avrebbe proposto nomi diversi,  probabilmente peggiori.

Lo stesso varrà per le proposte di legge che potrebbero venire presentate a questo Parlamento.  Se per la prima volta si riuscissero a fare delle leggi sulla corruzione,  sul conflitto di interessi,  sulla incompatibilità tra condannati per reati contro la pubblica amministrazione e parlamentari,  non sarebbe una vittoria del partito di Grillo?

Oppure per non avere a fianco nessuno,  sarebbe meglio rimandare al 51%?

E se quel risultato non si riuscirà mai ad ottenere,  il fatto di non aver contribuito a realizzarle quando era possibile non sarà una colpa ancora peggiore di aver trovato un compromesso?

Avere un gruppo così forte in Parlamento e non ottenere null’altro che comunicati stampa su internet sarebbe veramente uno spreco…

Un accordo sulla legge lettorale non è per forza positivo

In quasi tutti i quotidiani oggi si plaude all’ipotesi di un accordo dei 3 partiti maggiori sulla riforma della legge elettorale.
Indipendentemente dai contenuti della proposta, ovviamente.

Io credo invece che non sia troppo auspicabile che i 3 partiti maggiori, eletti con la peggiore legge elettorale della nostra Repubblica, in una situazione di crisi (giustificata) del consenso pubblico, siano i promotori delle nuove regole con le quali verranno scelti i prossimi rappresentanti dei cittadini a livello nazionale.

Il dubbio che le regole siano ritagliate opportunamente allo scopo di salvare il salvabile dell’insieme dei loro culetti è molto, ma molto, elevato.

Spero quindi che l’informazione svolga il suo ruolo ed approfondisca il più possibile le conseguenze dei vari tecnicismi proposti, ricordando che la regola generale che leggi elettorali complicate servono per spostare consensi e voti dai legittimi proprietari ad indebiti destinatari.

La lotta alla Casta ad occhi chiusi

Le tanto richieste modifiche alla pensione dei parlamentari, attuate nel 2007 dal Governo Prodi, hanno ottenuto l’interessante controindicazione che oggi il nostro Parlamento voterebbe qualsiasi merdata per evitare di andare alle elezioni.

Una volta su questioni importanti cadeva il Governo e spesso si tornava ad elezioni, e l’attenzione all’elettorato era chiaramente maggiore perché non c’era la certezza di continuare per 5 anni.

Oggi nulla è cambiato sui privilegi veri della politica, e dove si è messo mano invece di ottenere un vantaggio per lo Stato (ed in cascata tutti noi), è accaduto il contrario.

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