Alessandro Ronchi

Forza Italia

I Verdi e l’Ufficio del Verde Pubblico

Capita spesso di sentire persone lamentarsi di aver preso una multa dai Verdi per aver abbattuto un albero senza permesso. Capisco che ad una persona poco accorta la differenza tra l’ufficio del Verde Pubblico del Comune (che controlla anche il nostro patrimonio verde, compresi gli alberi) e la Federazione dei Verdi possa risultare incomprensibile.

E’ un po’ la stessa differenza che passa tra la Nazionale di Calcio Italiana e Forza Italia. Chiamiamo Dell’Utri se non fa giocare Del Piero?

C’è ancora gente che pensa sia vera la leggenda dei Verdi che lanciano vipere dagli elicotteri (ed è piuttosto triste pensare che ci sia gente disposta a crederci).
In passato purtroppo siamo stati vittime anche di mascalzoni. Se un cittadino chiamava chi aveva il compito di fare disinfestazioni contro le zanzare gli si ripeteva che erano i Verdi (nemmeno l’ufficio verde o il Comune) a vietarlo.

L’ipocrisia di chi chiede il silenzio con comunicati stampa

Sulla proposta di aprire un dibattito sulla disponibilità della nostra AUSL di offrire ospitalità ad Eluana Englaro l’IDV, con il suo portavoce Biserna, e Forza Italia con Nervegna salgono insieme in cattedra e chiedono di evitare strumentalizzazioni.
Se fossero persone serie e coerenti nel chiedere il silenzio non sarebbero i primi ad utilizzare comunicati stampa, al contrario di chi in una sede istituzionale ha fatto una richiesta legittima.

Quello che non riescono a capire è che oggi non si sta discutendo di una tragedia personale, che ha ovviamente un proprio spazio privato invalicabile, ma una questione di diritto.

Oggi tutta Italia chiede che si colmi il vuoto legislativo e si prenda in mano una proposta sul testamento biologico, e se questo spazio si apre lo si deve anche a persone come il padre di Eluana o Piergiorgio Welby che hanno giustamente aperto una battaglia legale ed un dibattito politico.

Oggi si chiede che tutto venga messo a tacere, che si torni nell’ipocrisia dei divieti che vengono superati nelle più buie corsie degli ospedali.
Chi crede nella giustizia e nel diritto oggi deve sostenere la possibilità che la sentenza della Cassazione venga eseguita. Se nei territori d’origine questa possibilità viene negata è giusto che tutta Italia si esprima in favore del diritto che oggi viene negato.

Sulla gestione degli aeroporti e delle compagnie aeree

Leggo un commento di Angeli, consigliere PDL di Cesena, e vedo la sua critica alla gestione fallimentare dell’aeroporto di Forlì. Operazione piuttosto semplice, che però andrebbe condita da una analisi un po’ più approfondita sul cosa si dovrebbe fare delle strutture come queste, al di là della proposta di smettere di pagare i debiti.

In questa analisi, magari, andrebbe infilato anche un discorso più generale sul sistema aeroportuale in Italia, sul numero e la qualità delle strutture esistenti, sui progetti futuri e sul taglio delle spese che prima o poi dovrà colpire anche gli aeroporti, dopo scuole, ricerca universitaria e sanità.

Nella gestione dei voli, infatti, il pubblico paga ed il privato riscuote. E’ così anche nel piano berlusconiano della nuova Alitalia: consiglio a tutti di vedere la puntata di Report di ieri per capire la strumentalizzazione elettorale e le conseguenze della vicenda da parte del PDL.

Messo questo tassello, bisogna partire dal presupposto che l’apertura ed il sostegno economico pubblico di un aeroporto ogni 40-50 chilometri era impossibile già prima della crisi energetica e finanziaria.
Oggi i carburanti costano di più, la crisi economica aumenta il costo degli investimenti, le compagnie low-cost fanno tagli ed aumenti di costi per non crollare per i debiti.

Bisognerebbe piuttosto mettere da parte i provincialismi e riflettere in maniera più oggettiva sulle strategie del traffico aereo nel nostro Paese, all’interno del contesto internazionale.

Cosa significa? Ad esempio smettere di costruire aeroporti o voli ad hoc per motivazioni politiche che non trovano riscontri sulle necessità. L’accanimento verso alcune scelte – sbagliate in partenza – non fa che aggravare i bilanci degli enti locali e dello Stato. In questo contesto l’aeroporto di Forlì è solo un piccolo – ma significativo – esempio di come vengano prese scelte lontane dalle necessità: nessun privato farebbe investimenti destinati a non dare risultati bilanciati alle spese.

Così concordo con le accuse di Angeli sulla mala gestione della nostra struttura, però sarebbe meglio che guardasse a 360° tutte le situazioni simili in Italia (compresa Malpensa, i suoi debiti ed i debiti che ha fatto ricadere la sua scelta sulla nostra compagnia nazionale), e facesse fare un mea culpa anche al suo Partito delle Libertà ed al Governo, che sta facendo ben peggio della SEAF.

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