Dal bidone dei rifiuti spunta un tesoro: il riciclo vale 6,5 miliardi di euro – Repubblica.it

Il riciclo aiuta in modo significativo la bilancia dei pagamenti italiana: si evitano importazioni di materie prime per 6,5 miliardi di euro. E i 75 maggiori operatori nell’ambito dei rifiuti urbani sono arrivati a un fatturato di 9,7 miliardi di euro, quasi tre volte quello del calcio italiano.

Fonte: Dal bidone dei rifiuti spunta un tesoro: il riciclo vale 6,5 miliardi di euro – Repubblica.it

La Svezia detassa le riparazioni

Speriamo vada in porto, e che qualcosa del genere venga proposto anche in Italia:

Si chiama obsolescenza programmata e partecipa attivamente alla nostra rovina: economica e ambientale. I prodotti che compriamo sono fragili, sempre più facili da rompere, e ripararli – lo sappiamo – costa più che comprarli nuovi. Questa è un po’ la base del progresso, ci ha detto l’industria, e se vogliamo far crescere il Pil e creare occupazione, dobbiamo vendere, vendere, vendere.

Non ci crede però la Svezia, che con una proposta di legge rivoluzionaria promette di invertire la tendenza che – sappiamo anche questo – incide direttamente sulle nostre vite rovinando il pianeta.

Tra un paio di mesi il Paese scandinavo voterà se ridurre l’Iva sulle riparazioni dal 25 al 12%, su tutte le riparazioni: dai cellulari alle bici, dalle lavatrici ai giocattoli. In più, quanto speso dai consumatori (divenuti piuttosto riparatori) potrà essere detratto per la metà dalla dichiarazione dei redditi.

Fonte: La Svezia rivoluziona la sua industria in nome dell’ambiente – Wired

Report sulla pizza

pizzaDomenica scorsa ho visto la puntata di Report sulla Pizza. La trasmissione della Rai mostrava alcuni rischi derivanti da “disattenzioni” possibili delle pizzerie.

Faccio un breve sunto, ma vi consiglio di guardarvi la puntata sul sito della RAI.
Prima di tutto, gli ingredienti: utilizzare il meglio che abbiamo a disposizione costa circa 50 centesimi in più a pizza rispetto ad un prodotto puntato al risparmio delle materie prime. Olio d’oliva, Pomodori San Marzano, Mozzarelle. La conclusione è che è meglio spendere 50 cent in più ed avere un prodotto ottimo, piuttosto che risparmiarli ed avere un prodotto pessimo. La differenza in questi casi si sente moltissimo.

Poi la cottura: il forno va pulito, altrimenti la farina brucia e si mangia carbone (lo si nota dal fondo della pizza, che non deve essere nero).

E poi il cartone per le eventuali consegne a casa: Il suo interno deve essere bianco, di cellulosa pura, altrimenti si rischia di mangiare prodotti chimici derivati dal riciclo e dalla lavorazione.

Morale della favola, ne usciva un quadro poco edificante di questo prodotto nazionale.
Immediatamente ho pensato che forse non era il momento di fare le pulci anche alle pizzerie.
Però, nel dubbio, ho aperto il cartone della pizza che stava ancora nel bidone del riciclo: dentro era grigio, quindi un prodotto vietato per la pizza.

Quindi il secondo pensiero è stato che comunque fosse giusto sapere: poi ognuno si sarebbe regolato di conseguenza, secondo la propria sensibilità sul rischio.

Durante la settimana successiva, sono stato in una pizzeria napoletana. Ho guardato sotto la pizza, per vedere se fosse nera. Niente, pulita. Buonissima, come al solito. Sono stato contento, ed ho mentalmente premiato il locale, che vi segnalo e consiglio: Ristorante Pizzeria Tatà ROMA

Poi ho ordinato una pizza da asporto nello stesso luogo del cartone grigio. Il cartone, questa volta, era bianco. Segno che probabilmente avevano verificato e cambiato la fornitura delle scatole per le consegne, successivamente alla trasmissione.

Quindi il terzo pensiero è stato banale: è meglio sapere. Gli errori si compiono, a volte in buona fede ed a volte no. Ma se il cliente ha gli strumenti per capire cosa è meglio e dove sono i rischi, il mercato non ne risente. Il prodotto è migliore, cresce la competenza, si distinguono i più bravi da quelli che fanno un cattivo lavoro.

Spesso si parla a sproposito d’eccellenza: la storia è solo uno dei fattori che ci porta ad avere qualcosa di invidiato. Soltanto la ricerca, il miglioramento continuo e la conoscenza sempre più approfondita ci mettono nella condizione di continuare a stare un passo avanti alla concorrenza più scadente.

Quindi viva la pizza, un grazie a Report, ed una proposta: con le recensioni ed il passaparola aiutiamo i più bravi a farsi conoscere.

Fonte: Non bruciamoci la pizza (REPORT RAI)

Dove aggiustare gli apparecchi elettronici in Romagna

Aggiustare un elettrodomestico, quando possibile, è meglio di buttarlo ed acquistarne uno nuovo. Non solo per l’ambiente e le proprie tasche, ma anche perché sposta denaro dall’usa e getta al lavoro delle persone. Meglio quindi acquistare un prodotto durevole e buono, che sia facile da riparare, che spendere più volte una cifra inferiore per prodotti più scadenti, meno duraturi e difficili da sistemare.

Basta guardare qualche video dei luoghi, nella terra, dove vengono disassemblati i rifiuti elettronici per capire che quella non è la strada da percorrere.

Oggi vi ri-consiglio un contatto utile se abitate o passate in Provincia di Forlì-Cesena, che saprà aiutarvi per riparazioni di TV, hardware, elettroniche e di elettrodomestici:

ELETTRONICA TVB di Beoni Flavio

E’ un professionista, con Partita IVA, e fa questo di mestiere.

Elettronica TVB

Flavio, che aveva aperto anni fa il sito Sciamanone sulle riparazioni di televisioni ed elettrodomestici, ha aperto una sua attività e contestualmente una pagina Facebook dal nome “Elettronica TVB”

Riparare un televisore o un qualunque elettrodomestico anzichè gettarlo per ricomprarlo nuovo, non solo fa risparmiare soldi, ma serve anche a salvaguardare l’ambiente.

Tanti auguri alla nuova attività!