Alessandro Ronchi

Diritto d’autore

Copia Privata Digitale

Ho letto e sottoscritto la proposta di emendamento al Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n.68 recante attuazione della direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione proposto dal gruppo di Scarichiamoli.

Se fosse possibile la copia privata personale il DRM verrebbe molto ostacolato, e questo è bene (TM).

Report Rai ed acquisto puntate

E’ un vero peccato che un servizio utile come la trasmissione Report della RAI non possa essere fruito anche a pagamento (a cifre sensate). Dal sito della trasmissione

Acquisto puntate
Associazioni, università, scuole, sindacati, organismi ed enti senza scopo di lucro possono richiedere le puntate di Report alla Direzione Teche (fax 0636226217, e-mail service@rai.it). Il materiale sarà fornito a fronte di un rimborso spese di € 104,00 + eventuale spedizione + iva per ogni puntata, in cassette analogiche VHS, oppure in formato digitale su CD Rom – video qualità internet formato MPEG4 o ASF , con un rimborso spese di € 54,00 + eventuale spedizione + iva per ogni puntata.

Ho comprato il DVD della Gabanelli in libreria, ma quello che vorrei è poter vedere quando mi pare le puntate della trasmissione. Vista la loro importanza, anche dopo un paio di anni sarebbero interessanti.

Invece no, i contenuti migliori della nostra TV stanno un mesetto su raiclick (in streaming) e poi vengono venduti a 54€ per ogni puntata. Se invece fossero ad un euro  o due tramite download chi ci rimetterebbe? Solo le persone coinvolte nelle trasmissioni di inchiesta.

Sarebbe un modo per coprire parzialmente i costi di produzione e delle conseguenze legali della pubblicazione di informazioni scottanti.

Noleggiare un dvd e vedersi la pubblicità contro la pirateria

Ieri sera ho noleggiato un DVD. Non l’ho scaricato da Internet, non l’ho copiato, non ho fatto nulla di illegale. All’inizio del DVD, però, mi sono sorbito 2-3 minuti di pubblicità contro la pirateria:

“Non ruberesti mai un’auto… Non ruberesti mai una borsa… Non ruberesti mai un televisore… Non ruberesti mai un film… Scaricare da Internet film piratati è come rubare… Rubare è contro la legge… La pirateria è un reato”

Non credo che infastidire chi noleggia o acquista i film legalmente sia un’ottima idea per combattere la pirateria: chi scarica lo stesso dvd non vede la pubblicità (che viene tagliata). A chi è diretto questo messaggio?

Olivero Toscani risponde a Faletti

Vi ricordate l’articolo-intervista a Faletti su La Stampa? Immagino proprio di sì.

In una intervista “esclusiva” a scarichiamoli.org Oliviero Toscani risponde a Faletti, parla di Lessig, delle licenze open content (a incominciare dalle Creative Commons) e della sua visione della libera circolazione della cultura.

A breve una trascrizione di queste dichiarazioni verrà pubblicata sulla sezione delle interviste di scarichiamoli.org.

Aggiornamento: La trascrizione è stata pubblicata:
Il copiare come negazione della creatività: intervista a Oliviero Toscani.

Faletti, l’Open Source e gli amanuensi

Mantellini e Morelli scrivono i loro commenti su una intervista rilasciata da Giorgio Faletti a “La Stampa”, nella quale dichiara, tra le altre cose:

«Io invece penso che l’open source sia il sistema migliore per precipitare nella barbarie. Certe cose vengono fatte perchè esiste un’industria che le produce e investe senza un ritorno economico. Senza un editore, Hemingway non sarebbe stato scoperto».

Io credo che non sia solamente malafede, è chiaro che i venditori attuali di beni immateriali (e lui è uno di questi), faticano ad adattarsi ad un mondo completamente diverso, dove chiunque può avere una buona idea e distribuirla senza grossi intermediari, dove la distinzione tra il bianco ed il nero, il professionale e l’hobby, il commerciale ed il gratuito, è sempre meno netta.

Faletti, che ha fatto delle sue passioni un lavoro, non può pensare che sia possibile nel 2005 impedire a chiunque di trovare canali alternativi per distribuire la propria idea.

Se una persona qualsiasi avesse scritto “Io uccido” non sarebbe stato pubblicato: serviva un nome-logo per poter vendere.


E’ chiaro, quindi, che questo sistema vada rivoluzionato, a scapito del povero Giorgio, che difficilmente si adatterà ad un mondo competitivo, nel quale un cognome, un reality show o due tette rifatte non siano l’unica chiave per ottere il meritato successo.

Giorgio lo sa, e sa bene che ogni cambiamento nei media che distribuiscono contenuti miete vittime.
La stampa ne fece tra gli amanuensi.
Internet, le creative commons, il copyleft e compagnia bella ne faranno tra i Faletti.

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