Commenti assurdi

Da qualche tempo ho riaperto i commenti anche ai non registrati, promettendo un filtro maggiore su quelli che hanno contenuti non in linea con il regolamento del sito.
Non posso però non linkare un paio di articoli, che evidentemente stanno ricevendo visite da Google, che continuano a collezionare commenti assurdi.

Il primo, quello su Recoplastica, è pieno di gente che mi chiede come aprire un franchising, nonostante l’articolo fosse chiaro (quindi nessuno lo legge) ed abbia precisato più volte che il progetto non è mio (quindi nessuno legge i commenti).

L’altro è quello dei 37 cuccioli, dove ho denunciato la falsità dell’appello che circolava in rete come catena di S.Antonio. Anche qui c’è gente che chiede di che razza sono, per adottarli.

Del resto di gente che parla prima di ascoltare è pieno il Mondo, ma mi aspettavo che ci fosse meno gente che commenta senza leggere nemmeno una riga di quello che scrive, ipotizzando il contenuto dal titolo o dalla descrizione della pagina su Google.

Recoplastica: i punti Franchising diventeranno sedi di Partito?

Cercando informazioni su Recoplastica ho trovato un’ANSA che mi ha stupito parecchio e che termina con:

“Non vogliamo che l’iniziativa venga strumentalizzata politicamente, ma nel caso in cui dovessero esserci rimostranze da parte delle amministrazioni comunali, i 320 negozi aperti in franchising diventeranno altrettante sedi di partito, “L’Italia che pensa”, di cui sono segretario nazionale”. L’Italia che pensa è un movimento politico costituitosi a Moncalieri lo scorso 5 giugno.

Mi pare che sia un modo molto strano di porsi, e di certo questa ambiguità di fondo sul legame tra progetto imprenditoriale ed attività politica, fino a questo annuncio pubblico sul franchising di Recoplastica di sicuro non aiuterà nè l’azione politica nè l’idea d’impresa.

Vi invito inoltre a leggere questo resoconto del MIZ, che era presente all’appuntamento organizzato per promuovere il franchising.

Recoplastica: il negozio che compra i tuoi rifiuti per il riciclo

Grazie a Stefano scopro l’esistenza di un negozio dal nome Recoplastica a Moncalieri (Torino) che acquista i rifiuti a peso. Chi porta rifiuti riciclabili viene ricompensato sulla base del materiale e dei chili conferiti, ed i rifiuti acquistati vengono rivenduti alla filiera del riciclo.

Un’ottima iniziativaSarebbe una buona iniziativa, utile soprattutto per i rifiuti che hanno più valore nella filiera del recupero, come carta, ferro ed alluminio.
Se mettessimo in correlazione tutte le varie iniziative positive (porta a porta, centri di recupero, vendita di merci sfuse, riduzioni alla fonte) l’obiettivo rifiuti zero sarebbe veramente perseguibile.

Aggiornamento: dopo il lancio dell’idea diversi problemi mi hanno portato ad avere fortissime perplessità sull’iniziativa imprenditoriale che sta dietro a Recoplastica. Ne ho scritto anche qui.

Aggiornamento 2

Continuano ad arrivarmi richieste di informazioni su Recoplastica. Non ne so nulla di più di quello che ho scritto, ormai 4 anni fa. Il progetto solo inizialmente mi sembrava interessante. Poi, come ho scritto, ho cambiato idea. Tra le altre cose, il sito del progetto (www.recoplastica.com) non è più disponibile. Qui trovate qualche informazione interessante:
http://naturagiuridica.blogspot.com/2008/09/recoplastica-bene-ma-non-esageriamo.html
http://www.ilpassatore.it/2008/09/18/il-progetto-recoplastica-affare-o-bufala/
http://mizcesena.blogspot.com/2008/09/meeting-recoplastica-day-after.html