Alessandro Ronchi

Anno: 2015

Fate i furbi, non esplodete i botti

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Napoli non sarà tra le tante città che vieteranno o limiteranno i botti di Capodanno. È anche vero che non servono a nulla le ordinanze che non si fanno rispettare, ma un segnale di miglioramento a mio parere sarebbe stato necessario.

Sappiamo che ogni anno, per fortuna sempre meno, centinaia di persone perdono l’uso di mani ed occhi per pochi istanti di grande stupidità.

Un esercito di nuovi invalidi che potremmo risparmiarci. Denari pubblici, ma anche tanti tanti soldi privati che vengono letteralmente bruciati per nulla.

Per non parlare del danno ambientale, dell’inquinamento, dei cani e gatti che scappano disperati e perdono la vita.

Si poteva dare un segnale, ad esempio vietando i fuochi vicino ai monumenti storici, impedendone l’uso dai balconi, limitando almeno l’orario al minimo possibile, creando zone franche dove stare al sicuro.

Qualcosa si poteva fare.

Anche il Comune di Forlì quest’anno fa meno degli anni scorsi, riducendo il perimetro dei divieti.

Così tocca solo sperare nell’intelligenza di noi cittadini.

Divulgate tutti una richiesta di fare a meno di esplodere i botti. Fate capire agli amici che preferireste non vederli e non sentirli.

Fate i furbi, spendete quei soldi in una buona bottiglia di spumante italiano.

Il blocco del traffico serve a qualcosa? – Il Post

In breve, sì. al contrario di quello che si sono affrettati a scrivere alcuni giornali, guardando meglio i dati il beneficio in termini di qualità dell’aria c’è stato ed è confrontabile con quanto ottenuto dai comuni che hanno deciso di non partecipare al blocco:

Fonte: Il blocco del traffico serve a qualcosa? – Il Post

Certo, sono meglio gli interventi strutturali. Però bisogna anche saperli accettare e sostenerli invece che inveire senza pensare quando poi vengono proposti.

Ma prima di tutto occorre pensare all’obiettivo: è importante la salute ed il benessere? Quanto siamo disposti a cambiare per ottenere un bene comune?

Dado Critico: Il babbano Jonathan Livingston

Vi consiglio questo articolo del “Dado Critico”. Al solito molto ben scritto e divertente, ma questa volta interessante e divulgativo:

Giocatori si nasce, babbani si diventa, e questa è la grande sconfitta.Cerchiamo il gioco alla stregua della tetta prima di imparare a parlare, gattoniamo per raggiungere i giocattoli più lontani sul nostro tappeto gommato, finchè un bel giorno, molti anni dopo, impariamo che il vero sballo non è dire no alla droga ma dire: “Non ho tempo per giocare”.

Fonte: Dado Critico: Il babbano Jonathan Livingston

Il problema del trasporto pubblico di Roma

Oggi prendo l’autobus. Era zeppo e non riuscivo ad arrivare all’obliteratrice.

Allungo il biglietto a chi era davanti a me e chiedo la cortesia di timbrarlo.

Mi guarda strano, come se gli avessi chiesto un autografo.

Poi prende il biglietto, si gira, cerca di infilarlo. Non capisce dove si trova il buco. Controlla la macchina gialla come si fa con una tecnologia sconosciuta e marziana. Sicuramente non l’ha mai usata nella sua vita, nonostante l’accento indiscutibilmente locale.

Alla fine, grazie all’aiuto di un vicino, trova il buco ed infila il biglietto.

Attendiamo a questo punto lo zip confortante della stampata sul biglietto.

Ma nulla accade. Il display della tecnologia marziana dice implacabilmente che la macchina gialla è fuori uso.

Il biglietto, stropicciato, torna nel mio portafogli senza obliterazione.

Nel bus, pieno, dovevano forse saperlo già tutti, visto che nessun altro ha tentato la stessa operazione, nè prima nè dopo di me.

 

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