La società civile

Filippo Facci, su Il Post, scrive cose giuste:

Quello che pochi hanno il coraggio di dire, oggi, è che la società civile stringi stringi ha preso il potere. Resiste qualche dinosauro (innegabilmente) e resistono i post-comunisti e i post democristiani: la disputa, per il resto, è tra le diverse società civili che sono approdate alla politica nei vent’anni che ci separano dal 1994, cioè dalla morte ufficiale della Prima Repubblica.
(…)
Le primarie dovrebbero rappresentare il festival della società civile, appunto: eppure Marco Travaglio, l’altro giorno, ha efficacemente dimostrato che molti vincitori (del Pd e al Sud, nel caso) sono espressioni di cricche e clientele e mafie che mettono in scena il lato oscuro della società civile medesima, spesso variegata e composita non meno della politica che dovrebbe rappresentarla. È questa, infatti, l’altra cosa che pochi hanno il coraggio di dire: che la società civile non solo ha preso il potere, ma può far schifo: esattamente come vent’anni fa.

Forlì: Fotografia sotto la Torre

fotografia_sotto_torreWeek end del 3-4-5 Luglio si terrà a Forlì un festival dedicato alla fotografia, che si aprirà Venerdì 3 con l’inaugurazione di mostre fotografiche e l’incontro con il fotoreporter Giovanni Marrozzini.
Seguiranno nei giorni successivi letture di portfolio con critici e fotografi: Silvia Camporesi, Cinzia Busi Thompson, Cristina Paglionico, Silvano Bicocchi.

Per iscrizioni e info:
fotografiasottolatorre.blogspot.com
fotografiasottoletorre@gmail.com

Le tante ragioni per non guardare il Festival di Sanremo

Sarà per il compenso di Bonolis, per la canzone di Povia (*), per la presenza di Apicella, per la scelta dei concorrenti, o per la somma di questi ed altri motivi.

Quest’anno non guarderò un solo minuto di Festival di Sanremo.

Se poi Del Noce tuona con il suo “O arrivano i risultati o è crisi”, allora gli incentivi diventano davvero troppi.

* che pare non abbia devoluto in beneficenza come promesso i proventi della sua prima canzone che venne presentata sul palco del festival fuori concorso contro la prassi

I Bambini fanno oh … ma pare che Povia non abbia donato i proventi come promesso

Nel 2005 Povia si presentò sul palco di San Remo fuori concorso, con una canzone che -purtroppo- tutti abbiamo ascoltato più di tutte le altre partecipanti. Sicuramente il successo di quella canzone, che ha fatto vincere il concorso a Povia l’anno successivo con un pezzo bruttissimo sui piccioni, era l’iniziativa benefica a favore del Darfur che Bonolis aveva sapientemente confezionato.
Povia si presentò con la sigla dell’iniziativa dicendo che i proventi della canzone sarebbero andati totalmente in beneficenza. Raccolse così circa 450’000 euro solo nel 2005, secondo le parole del suo discografico, che però non verso mai in beneficenza come promesso.
Quest’anno si presenta con una canzone che ci spiega che dall’omosessualità si può guarire.
Proprio per questo quest’anno non guarderò nemmeno un minuto di festival, che di omofobi e furbetti (per usare un eufemismo) ne ho abbastanza.