Aeroporto di Forlì: un successo o un fallimento?

Dopo l’annuncio dell’accordo tra SEAF (la società che gestisce l’aeroporto di Forlì) e Ryanair fatto in pompa magna dell’ex sindaco di Forlì Rusticali è di oggi la notizia dell’abbandono di Cervia e Ravenna della società promozione e turismo, nata per affiancare SEAF nella promozione del Ridolfi. Evidentemente l’accordo “strappato” non ha accontentato proprio tutti.

In tutto questo il Consiglio Comunale di Forlì non è stato coinvolto nemmeno parzialmente, nemmeno una riunione dei capigruppo del consiglio o una commissione consiliare per l’aggiornamento della situazione ed una analisi approfondita dei termini dell’accordo, che abbiamo appreso solo dalla stampa in maniera molto vaga.

E’ illogico che si parli delle nostre società partecipate solo nel momento del ripianamento dei debiti, e non durante le scelte strategiche che vanno a pesare sul bilancio.

Una risposta a “Aeroporto di Forlì: un successo o un fallimento?”

  1. Volare basso

    La polemica quotidiana sull’aeroporto forlivese e sul buco nell’acqua prodotto dalle politiche attuate fin qui è ormai logorante.
    L’ex sindaco e primario cardiologo Rusticali alterna ottimismo immotivato a realismo sconfortato.
    La crisi nazionale del trasporto aereo, i pochi chilometri che separano le piste forlivesi da altre più appetibili come possono essere Bologna e Rimini, l’onere per le Amministrazioni Pubbliche rappresentato dall’incremento ai voli low-cost stanno affossando il progetto che ha visto un enorme impiego di denaro pubblico in cambio di nessun risultato.
    Farebbero bene i fautori di questo tracollo a trarne le conseguenze, in fondo elettrocardiogrammi e messe in piega poco hanno a che fare con la mobilità aeronautica.

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