Ed anche il Sindaco Marino scrive un libro

Sinceramente non credo che Marino sia all’altezza dell’incarico da Sindaco di Roma. Penso sia una persona onesta, ma per Roma questa è una condizione necessaria ma non sufficiente.

E’ una città troppo complessa, con troppo bisogno di essere cambiata, per una persona così debole politicamente e con così poca esperienza amministrativa.

Ma una delle cose che mi dà più noia è la notizia che stia scrivendo un libro sulla sua esperienza. Una esperienza, è necessario dirlo, che non si è ancora conclusa.

E’ stato eletto nel Giugno 2013, due anni fa. Ne mancherebbero tre.

Avete presente Roma? Quando può essere complicata l’amministrazione della nostra Capitale?

Fossi in lui non dormirei la notte, pensando ai problemi della mia città. Da lui dipendono milioni di vite, non sono problemi da prendere a cuor leggero.

Dedicherei i miei sforzi alla risoluzione dei guai ed all’avvio di un percorso di miglioramento: contro l’abusivismo, per il decoro e la legalità, sulla mobilità pubblica che è indecente per una capitale europea.

Penserei alla valorizzazione di Roma,  alla promozione del turismo di una delle città più belle del Mondo che non è la più visitata al Mondo.

Invece no, sta scrivendo un libro.

Ecco, io non sopporto i sindaci che a meno di metà mandato scrivono un libro sulle loro esperienze invece di dedicarsi alle loro esperienze.

Segretari vs Presidenti

Quello che sta accadendo in questi giorni nel PD mostra a mio parere che la scelta di candidare automaticamente il segretario eletto con le primarie come possibile presidente del Consiglio sia sbagliato.

I segretari dei partiti dovrebbero svolgere il loro ruolo in autonomia dal Governo, supportandolo nelle scelte che sono in linea con i principi del Partito, ed opponendosi alle scelte che non lo sono, perché frutto di compromessi. Un modo diverso per contrattare e bilanciare meglio i risultati dell’azione politica della maggioranza.

Il segretario dovrebbe fare il segretario ed il Presidente del Consiglio dovrebbe fare il Presidente del Consiglio. Lo stesso vale anche per il ruolo del Ministro ed il Segretario dei partiti minori, ed a livello cittadino con il Sindaco e gli assessori.

Il segretario potrà ricoprire in futuro lo stesso ruolo, ma non contemporaneamente alla sua carica politica primaria all’interno del Partito. Non per evitare di assumersi la responsabilità di quello che farà il Governo, perché attraverso i suoi voti ne sostiene la fiducia, ma per avere ruoli distinti, una cosa che giova ad entrambe le parti.

Ovviamente questo può funzionare se il segretario eletto avrà una forza adeguata, cosa che non è successa a mio parere con il ruolo di traghettatore e sostenitore delle larghe intese svolto da Epifani.

Ripartire dalla legge elettorale

Io credo che a questo punto la cosa principale da fare sia una legge elettorale decente. E’ una precondizione per tutto il resto: la stabilità dei governi, una minima decenza dei rappresentanti che ogni giorno lavoreranno sul nostro futuro, la rappresentatività di tutte le istanze esistenti nella popolazione.

Tutte queste cose sono necessarie per costruire i mattoncini di un futuro migliore per il nostro Paese, e non è retorica. Dal degrado della rappresentanza deriva la mancanza di speranza, l’arrivismo sempre più personalistico, la mancanza di un obiettivo che accomuni persone diverse con interessi diversi e spesso contrapposti.

La politica tornerebbe ad occuparsi di politica e delle cose da fare per il Paese, e non di come arrivare a fine legislatura e come salvare la pelle dei condannati.

Sono d’accordo con Renzi quando propone una legge simile a quella dei sindaci. Ma qualcuno dovrebbe spiegargli che la legge dei sindaci, e di conseguenza quella del consiglio comunale, per i comuni con più di 15’000 abitanti è un proporzionale. Siccome contemporaneamente sparla contro il proporzionale ed a favore della legge elettorale comunale, probabilmente dietro la vaghezza delle sue parole si nasconde una malizia.

La legge elettorale  in questione è molto semplice e molto efficace, garantisce maggioranze certe ma non soffoca la rappresentatività delle liste minori.

La presenza di liste minori è una garanzia, non un problema da risolvere. Dei bravi rappresentanti sapranno produrre e proporre, pur nella difficoltà di una rappresentatività minore, alcune leggi utili al Paese, e controllare l’operato dei partiti più grandi. Un controllo interno garantirebbe, oltre alla rappresentatività di una fetta maggiore di persone, anche una maggiore legalità.

Ogni lista può concorrere ad eleggere consiglieri comunali. Al primo turno solitamente i candidati sindaci sono tanti, e le liste che raccolgono voti sufficienti a superare il minimo per eleggere un consigliere, hanno una loro rappresentanza. Se al primo turno nessuno dei candidati a sindaco non raggiunge la maggioranza dei voti, si va al ballottaggio. Le liste che prima proponevano loro candidati possono sostenere uno dei due possibili futuri sindaci, ed in caso di vittoria in questo caso ne condividono il premio di maggioranza.

Si elegge un sindaco, che nomina la sua Giunta, che però risponde sempre al consiglio comunale.

Questa legge elettorale è la migliore che abbiamo in Italia, ma non è esente da difetti. Ad esempio c’è il problema delle liste civetta, e ci sono gli assessori nominati dal Sindaco, che costituisce una Giunta che ha più poteri del Consiglio ma può essere composta totalmente da persone non elette e nemmeno candidate per quest’ultimo.

Un esempio lampante è stata quest’ultima Giunta Comunale a Forlì: fatta di gente che non ha mai chiesto il voto e mai lo chiederà, e quindi si disinteressa nel suo operato quotidiano di rispondere ad una cittadinanza che subisce le loro decisioni. Possiamo immaginare, al di là delle qualità delle singole persone, in questo caso quantomeno discutibili, che un meccanismo del genere porti a storture e cattive politiche.

In attesa di una legge di questo tipo anche per il Parlamento, che andrebbe ritarata con l’introduzione di collegi e qualche protezione dai voti di scambio, si potrebbe tornare al Mattarellum subito, per evitare di votare anche solo qualche volta con il Porcellum.

Una mezza soluzione non andrebbe bene, perché sarebbe indecente anche un Governo formato con il solo 30% delle preferenze degli elettori, cosa possibile se si riproponesse il premio di maggioranza della Camera anche al Senato, con la scusa della Stabilità.

Domenico Finiguerra Sabato 20 a Forlì

Sabato 20 a Forlì si terrà un incontro sullo Stop al Consumo di Territorio con Domenico Finiguerra.




Dalla lettera invito:

Cari Amici, l’Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio.
Con una malattia molto grave: il consumo di territorio.

Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all’anno. Dal 1950 ad oggi, un’area grande quanto tutto il nord Italia è stata Seppellita sotto il cemento.

Dobbiamo combattere tutto ciò e per fare questo è necessario che si rafforzi in Italia una forza politica ecologista, autorevole e competente, che abbia al centro del proprio agire la tutela del territorio, la protezione del paesaggio, la conservazione dei beni culturali, la salvaguardia della natura e della biodiversità.

Per questo sono nati, dall’esperienza della Costituente Ecologista, dagli appelli “Abbiamo un Sogno” e “Io Cambio” sottoscritti da migliaia di cittadini, dalla associazione dei “Sindaci della buona Amministrazione”, dai Verdi e da tante Reti civiche, gli ECOLOGISTI E RETI CIVICHE VERDI EUROPEI che hanno adottato un manifesto programmatico incisivo e ispirato ai principi ecologici.

Il punto 2 del manifesto contente i temi fondanti è dedicato al tema :

Stop al consumo di territorio.
• Moratoria del consumo di suolo e messa in sicurezza del territorio e delle coste
• Avvio da parte di tutti i Comuni italiani del censimento degli immobili non utilizzati e
indagine sullo stato di salute del proprio territorio.

In questo ultimo periodo, paradossalmente, nonostante la crisi economica, l’aggressione al territorio è cresciuta mentre le forze per contrastare gli energumeni del cemento armato, così li chiamava Antonio Cederna, hanno manifestato una grande debolezza.

E’ quindi sul tappeto ed è ineludibile una azione per rinsaldare il fronte di coloro che amano le bellezze d’Italia, la sua storia, i suoi paesaggi, la sua natura e sono intenzionati ad impegnarsi per la loro difesa.

Di questo vogliamo discutere
SABATO 20 OTTOBRE ore 10,00 a FORLI’, SALA SAN FRANCESCO via Marcolini 4

CON :

ROBERTO BALZANI SINDACO DI FORLI’
MICHELE DOTTI APPELLO ABBIAMO UN SOGNO
PAOLO BERDINI URBANISTA REDATTORE DI EDDYBURG

Augurandomi di incontrarvi numerosi, vi invio i più cordiali saluti
DOMENICO FINIGUERRA portavoce nazionale ecologisti e reti civiche e fondatore di Stop al Consumo di territorio e di Salviamo il Paesaggio

Come arrivare alla Sala San Francesco

Tamarrate nautiche

Al di là delle responsabilità penali di quanto successo sulla nave da crociera Costa Concordia, c’è una cosa che non conoscevo e che mi fa schifo.
Pare fosse una “irrinunciabile tradizione” avvicinarsi all’isola con una nave grande 2 volte il Titanic e suonare la sirena per “salutare” gli abitanti.

Mi fa venire in mente i tamarri abbronzati con una mano al volante delle auto ed una fuori che suonano il clacson per farsi notare.

Ed il sindaco pure ha ringraziato.