I conti della serva in RAI

Io trovo assolutamente normale che i protagonisti di uno show che fa guadagnare alla televisione pubblica ricevano compensi adeguati. Del resto è così in tutto il Mondo, e lo è stato anche quando Grillo passava dalle parti della RAI.

Trovo che sia molto peggio quando nella tv pubblica ci finiscono gli amici degli amici, o quando vengono pagati sceneggiati che non hanno nessun valore culturale e nessun ritorno economico per l’azienda pubblica.

Brunetta ha fatto la sua scenetta per non rispondere ad una domanda scomoda sull’Alitalia.

Se l’era preparata, e s’è fatto il suo minuto di propaganda populista.

A noi toccano i Castelli


Ieri sera ad Annozero, a fronte di giustificati motivi di preoccupazione di una signora (36 anni non possono etichettare più una “ragazza”) per l’occupazione, ma più in generale per la mancanza di qualsiasi certezza per il futuro delle ultime generazioni, Castelli ha di fatto preso per il culo l’intera generazione dicendo:

– Lei pensa che i nostri padri abbiano trovato la pappa pronta?
– Lei si lamenta delle classi di 30 alunni, io ero iscritto in una di 44 e non mi lamentavo…
– Io sono stato precario a vita, lei Mentana lo dica lei che è pure un precario…
– “Io mi alzavo alle 4 e andavo a lavorare…” (detta così sembra onesta, ma lui l’ha detta in sostanza dando del vagabondo a tutti coloro che oggi sono in difficoltà. A tutti i laureati che possono tranquillamente sostituire il proprio titolo alla carta igienica).
– Guardi con spirito positivo, è giovane e carina (fosse stata brutta sarebbe giustificata un po’ meno positività).

Purtroppo a Castelli nessuno ha obiettato che ai suoi tempi le cose miglioravano di anno in anno, si guardava al futuro consapevoli di migliorare le proprie condizioni di vita. La politica era al servizio di questo ottimismo e si investiva sui giovani e sulle famiglie.

Oggi, al contrario, i giovani vedono che staranno peggio dei loro genitori, la politica è contro di loro, si taglia ovunque e ci si permette perfino di sprezzarli in TV con un sarcasmo certamente indegno di un viceministro.

Se Castelli poteva contare su De Gasperi, La Malfa, Moro, oggi i giovani devono fare i conti con il disprezzo di Castelli medesimo e Brunetta.

E li votano pure.

La seconda parte:

Brunetta spamma per vendere il suo libretto

Anche io ho ricevuto lo spam del ministro Brunetta che mi invitava ad acquistare il suo libretto sulla “Rivoluzione”. Forse ha letto la denuncia dei redditi di Obama, pubblicata pochi giorni fa, contenente milioni di dollari di guadagni dalla vendita dei suoi libri ed ha pensato “vojo anch’io”.

Ricordo che questo tipo di pubblicità è vietata per legge, dal testo unico per la privacy art 130:
1. L’uso di sistemi automatizzati di chiamata senza l’intervento di un operatore per l’invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale e’ consentito con il consenso dell’interessato.
2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche alle comunicazioni elettroniche, effettuate per le finalita’ ivi indicate, mediante posta elettronica, telefax, messaggi del tipo Mms (Multimedia Messaging Service) o Sms (Short Message Service) o di altro tipo.

Lo spam non è una cosa di poco conto, perché tanto la posta indesiderata si cancella: se tutti facessero come il Brunetta, la posta elettronica non esisterebbe e torneremmo ai fax.

La linea amica di Brunetta non rispetta la legge sull’accessibilità

brunetta_sito_inaccessibile_2Al contrario di quanto scrive nella sezione accessibilità, il nuovo sito per la PA di Brunetta non rispecchia la legge Stanca sull’accessibilità. E’ una cosa importante, obbligatoria per legge per le pubbliche amministrazioni, perché l’inaccessibilità rischia di impedire l’accesso ad utenti con disabilità o che utilizzano sistemi diversi per la lettura rispetto a quelli testati da chi ha realizzato l’opera.

Non solo non rispetta la legge, ma non valida nemmeno nè l’HTML nè il CSS.

Però la favicon ricorda i colori della Microsoft.