Roma e la manutenzione continua

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Foto di Sergio Fortini

La tragedia del bimbo caduto dalla tromba dell’ascensore della Metro A di Roma fa rabbia.
Errore umano, dicono i primi commenti, nell’assistenza fornita per uscire dall’ascensore bloccato.
Ci saranno sicuramente indagini e si scopriranno le colpe del singolo caso.

Però occorre ricordare che Roma è un cantiene continuo, nei suoi spazi pubblici. E’ una cosa che si nota ed è molto evidente a chi capiti di visitarla, per una gita o per lavoro.

Passando spesso dalla stazione Tiburtina, ad esempio, è impossibile non notare il numero di volte nelle quali una delle rampe delle scale mobili ha in pancia operai che stanno cercando di sbloccarla. Se siete curiosi, guardate il blog nonpendolare.it
Cito questo esempio perché è emblematico: questa stazione è stata costruita recentemente, quelle scale sono nuove.

Se su 30 giorni 25 si blocca, la preoccupazione è che nei giorni di funzionamento sia pure pericolosa.
E se quella scala è stata costruita, evidentemente a qualcosa serviva.

Quanti ascensori bloccati, porte che non si aprono, scale mobili che non si muovono, percorsi poco sicuri avete incontrato? A me sembra che sia una cosa frequentissima.

Non è mai capitata, in altre capitali o grandi città, una simile situazione di malfunzionamenti e manutenzioni continue.

Se l’ascensore non si fosse bloccato, non sarebbe successo. O se l’emergenza non fosse così frequente, forse l’evacuazione sarebbe stata condotta con maggiore sicurezza.

Dare la colpa a Marino è stupido, non è cosa nuova. Però prima o poi servirà uno scatto: ingegneri, operai, committenti e politica dovranno cambiare la qualità del loro lavoro, se vorremo evitare questi incidenti e le noie quotidiane di vivere una città bellissima ma con tanti bug.

La foto della cronaca nera

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Questa foto è in prima pagina del Corriere.it. L’articolo è relativo ad un bruttissimo fatto di cronaca, un bambino ucciso.

Il titolo “La madre risentita in questura”.

Delle tante immagini disponibili, chi ha scelto questa ha preferito il taglio che meno rappresenta il dramma dei familiari, e più assomiglia ad un arresto.

Allevamento Sequestrato ad Osteria Cercasi urgentemente stalli per i cani

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Presso la località di Osteria, comune di Ravenna, è situato l’allevamento del veterinario Giorgio Guberti, che alleva pointer da vari decenni.

Il metodo che utilizza questo personaggio è quello della “selezione naturale”, ovvero non garantire agli animali alcun tipo di sostentamento (nè cibo nè acqua) in modo che sopravvivano solo gli animali più forti.

Sono presenti oltre 200 cani, tutti scheletrici e terrorizzati. Sono tutti infestati di parassiti, molti sono malati, presentano tumori, tumefazioni, cecità e altre patologie.

Il 29 Dicembre l’Allevamento è stato posto sotto sequestro.
Le indagini del Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali (NIRDA) hanno fatto seguito alle numerose denunce e segnalazioni giunte alla Forestale.

Ora servono urgentemente canili, rifugi ed associazioni disponibili ad accogliere i cani posti sotto sequestro.

Vi preghiamo di segnalarci al più presto le disponibilità, è molto urgente, piu’ ne portiamo fuori SUBITO, piu’ ne salviamo! Sono quasi tutti cani adulti.

Chi potesse ospitarli, chiami subito il numero 380.2936901 (non è mio, ma di chi sta organizzando il trasferimento).
C’è ancora URGENTEMENTE bisogno di far conoscere a TUTTI questa situazione e abbiamo bisogno di VOLONTARI per gli affidamenti e le adozioni.

Fonte ed aggiornamenti:

Allevamento lager ad Osteria (Ra) di Giorgio Guberti
 

Di sera in Città: E’ fat de’ Malmes’

Lunedì 11 luglio e in replica martedì 12 luglio

“E’ fat de’ Malmes’. Il mistero del delitto Malmesi ed altre pagine di cronaca nera nella storia forlivese”

Il percorso è l’occasione per ricordare, ripercorrere, riconsiderare alcuni dei più celebri e trucidi fatti di sangue avvenuti nella nostra città nei secoli scorsi. Partendo dal duplice delitto Malmesi, che grande eco ebbe nella città di inizio Novecento e tuttora irrisolto, si narreranno altri drammi della passione e della violenza, proprio sugli esatti luoghi in cui avvennero. Sarà una passeggiata nel tempo e nello spazio, alla ricerca di una Forlì così antica da sfumare quasi nel mito.
Serate all’insegna di storia minima, infima, infera, per parlare di criminalità fra Ottocento e Novecento nel nostro territorio ed indagarne le cause sociali.
La visita sarà condotta da Paolo Cortesi scrittore e saggista che alcuni anni orsono ha pubblicato il volume “Il delitto Malmesi. Un giallo forlivese” ricostruendo attraverso diari e cronache del tempo non solo le dinamiche dell’omicidio e delle indagini che ne seguirono, ma anche l’atmofera di caccia all’assassino che la città visse in quel periodo.
Ritmerà l’itinerario la lettura teatralizzata di cronache ed articoli dell’epoca, a cura di Mercuzio con Simona Zauli, nei luoghi dove avvennero questi episodi di violenza.

Appuntamento lunedì 11 e in replica martedì 12 luglio alle 20,30 in piazza
Saffi, davanti al Muncipio.

Per informazioni: Cultura Progetto 0543/35256 – info@culturaprogetto.it –
www.culturaprogetto.it