Democrazia partecipata?

Questo è il “NON Statuto”/ regolamento del Movimento di Beppe Grillo, scritto da Beppe Grillo con la partecipazione di Beppe Grillo ed i consigli di Beppe Grillo:

  • Il “MoVimento 5 Stelle” è una “non Associazione”. Rappresenta una piattaforma ed un veicolo di confronto e di consultazione che trae origine e trova il suo epicentro nel blog www.beppegrillo.it
  • La “Sede” del “MoVimento 5 Stelle” coincide con l’indirizzo web www.beppegrillo.it. I contatti con il MoVimento sono assicurati esclusivamente attraverso posta elettronica all’indirizzo MoVimento5stelle@beppegrillo.it.
  • (…)

  • Il nome del MoVimento 5 Stelle viene abbinato a un contrassegno registrato a nome di Beppe Grillo, unico titolare dei diritti d’uso dello stesso.

Altre 5 domande a Beppe Grillo

Marcello fa 5 domande interessanti a Grillo. Io ne avrei altre 5.

0) Dove investe i suoi soldi?

1) Perché sempre lei? Non ha nessuno di cui si fida, nel Mondo, a parte sè stesso? In ogni cosa deve essere sempre e solo lei il protagonista?

2) Perché il PD per pulire il Parlamento dai condannati dovrebbe eleggere come segretario uno impossibilitato a candidarsi per il Parlamento perché condannato per omicidio colposo?

3) Perché ha fatto la tessera del PD, dichiarando così di condividerne statuto, manifesto dei valori, ed il codice etico?

4) Perché non permette elezioni interne per il suo partito delle liste a 5 stelle, e l’elezione di un organo che discuta di programmi e di scelte politiche e di un portavoce nazionale, prima di fare scenate sulla democraticità altrui?

Approvato in consiglio il nuovo regolamento ed il nuovo statuto comunale

Sala Consiglio Comunale di ForlìIl consiglio oggi ha approvato il nuovo statuto ed il nuovo regolamento comunale. Chi ha seguito la vicenda sa che sono stato fortemente critico sulla decisione di modificarlo a poche settimane dallo scioglimento dell’attuale amministrazione. Ero contrario, inoltre, a diverse modifiche che erano state presentate. Però grazie anche ad un impegno importante, ed a fronte di intere giornate spese in commissione per discutere dei vari punti (alle quali gran parte dei consiglieri ha ritenuto poco importante partecipare), sono state fatte numerose modifiche positive ed il mio voto è stato infine favorevole.

Con questo articolo voglio elencare le conquiste che, anche grazie al nostro lavoro, sono state ottenute:
– L’abbassamento del numero di firme necessarie per presentare un referendum, dalle precedenti 5000 a 3000, favorendo così la reale partecipazione dei cittadini.
– Il mantenimento delle sedute delle commissioni pubbliche, che era stato minacciato dalle prime versioni
– La possibilità per chiunque di riprendere il consiglio e l’impegno da parte dell’amministrazione per pubblicare le riprese video complete di tutte le sedute sul sito del Comune.
– Il mantenimento dei gruppi consiliari composti da un solo consigliere, per garantire la scelta dei cittadini che hanno votato la lista che elegge un solo candidato.
– La presenza dei consiglieri comunali verrà conteggiata attraverso il calcolo del tempo e non dei voti (cosa che avrebbe creato diverse storture, visto che molte giornate di perdono su un solo punto ed i rimanenti vengono votati in pochi minuti
– Il mantenimento della presenza dei rappresentanti della consulta degli stranieri

Statuto Comunale: cambio delle regole ad un minuto dal fischio finale

A meno di un mese dallo scioglimento del Consiglio l’ufficio di presidenza ci chiede una revisione dello Statuto e del Regolamento Comunale.
La proposta portata in commissione dal Presidente e dal Vice, rispettivamente PD e Forza Italia, contiene diversi aspetti controversi, come l’abolizione dei gruppi con un solo consigliere, l’ipotesi di rendere segrete le commissioni, l’eliminazione della quota di membri esperti con pari diritti dei consiglieri eletti dalle commissioni verifiche procedure amministrative e pari opportunità.
In mancanza di tempo per una discussione approfondita i Verdi hanno chiesto un rinvio della discussione a dopo le elezioni, che è stato però rigettato.
Se questo dibattito andrà avanti, quindi, occorrerà eliminare tutte gli aspetti non condivisi unanimemente, e cogliere l’occasione per introdurre novità positive.
Sulla partecipazione dei cittadini, ad esempio, si può fare molto di più.
I referendum comunali oggi si possono indire solo chiedendo la firma del 5% degli aventi diritto al voto, 5 volte maggiore alla percentuale richiesta per i referendum nazionali.
Occorre quindi abbassare questa quota almeno al 3%, per permettere la consultazione dei cittadini sulle questioni più importanti che riguardano la città.
Si possono inoltre fissare nelle regole altri strumenti di partecipazione, che riavvicinino le persone all’attività politica della nostra amministrazione, e rigettare tutte le proposte di riduzione del potere di indirizzo e di controllo degli organi elettivi, che sono uno strumento necessario per il buon governo della città.