Aranciata senza arance

Il Senato ha dato il via libera alla commercializzazione di aranciate del tutto prive del succo dell’agrume, il cui limite minimo oggi è il 12%.
Dopo il vino senza uva, il cioccolato senza cacao ed il formaggio senza latte, aspettiamo con ansia il caffé senza caffé ed i romanzi senza parole.

Distributori di latte alla spina: il Governo all’attacco.

Fin da bambini ci insegnavano a bollire il latte prima di berlo, prima dell’introduzione del latte “bionico”.
I distributori di latte alla spina, nati in tutt’Italia per ridurre i costi, ravvicinare il produttore al consumatore e diminuire i volumi degli imballaggi buttati, vendono latte crudo.
Questi distributori hanno iniziato a far concorrenza alle multinazionali del latte, perché offrono un prodotto migliore ad un prezzo inferiore. In tempi di crisi queste esperienze sono un valore da sostenere.

Il Governo invece pensa di chiuderli:

Il Ministero della Salute , Sottosegretario Martini, annuncia : “la possibilità di emanare un’ordinanza per sospendere la distribuzione di latte crudo fino a quando non ci sarà un adeguamento dell’ informazione per la salute nella quale sia chiaro che il latte crudo va consumato solo dopo la bollitura”.

Il problema, quindi, pare che sia la mancanza di un avviso ai clienti che avverta di consumare il prodotto solo se bollito. Invece di ordinare l’obbligo di affissione di questo avviso, la proposta ovviamente è quella di chiudere baracca e burattini, obbligando i piccoli imprenditori ed i piccoli allevatori che hanno fatto investimenti per loro ingenti ad un probabile fallimento.

Abbiamo visto i ridicoli cartelloni sull’alcool nei bar, mettiamone uno anche sui distributori, ma non si cerchi di dire che è questo il motivo per il quale si vogliono chiudere (quello vero, provate ad immaginarlo voi).

Nel frattempo firmiamo la petizione e facciamo girare questa informazione inviandola agli amici.

Latte cinese: sale il numero dei contaminati

Lo scandalo del latte cinese allungato e contaminato da melamina, aggiunta per superare i controlli sulle proteine contenute, continua ad espandersi. Il numero dei bambini contaminati sale a più di 50’000, e quelli attualmente ricoverati sono più di 12’000.

Il responsabile del controllo sulla qualità dell’amministrazione si è dimesso, ma ovviamente è difficile pensare che sia il solo responsabile, dal momento che di questo pericolo pare che la stessa fosse a conoscenza dalla primavera scorsa.

In tutta la vicenda la domanda che bisogna porsi è quanto in basso siamo finiti, se per aumentare le vendite mettiamo a rischio la vita della nostra fascia più debole della popolazione attraverso il primo alimento che ricevono.

La seconda domanda da porsi, a mio parere, è se davvero vogliamo continuare a prendere ad esempio per il nostro futuro sistemi economici mondiali che da un lato evidenziano le loro fondamenta d’argilla (vedi la crisi della finanza USA), e dall’altro continuano a dimostrare l’assoluta indipendenza dell’aumento continuo del PIL dal benessere delle persone.

Sono davvero USA e Cina gli obiettivi culturali ed economici da raggiungere?