Il ricatto del voto utile

Ne stanno scrivendo in tanti sul web, e condivido le critiche che stanno emergendo (ad esempio qui e qui).

Non è accettabile che il PD faccia oggi un ricatto elettorale, obbligando moralmente a votare la sua coalizione con la minaccia del ritorno di Berlusconi.

Anche se fosse una minaccia reale, più di disturbo che di vittoria, i voti vanno conquistati sulle proposte di governo, non in base alle minacce esterne.

L’utilizzo di questi giorni di campagna elettorale per chiedere chi non votare dimostra quanto vuota, incongruente e disastrosa sia la proposta politica del PD e della sua coalizione.

Pensino piuttosto a cosa proporre agli italiani, o a lasciare spazio a chi magari qualche idea potrebbe averla.
Perché l’obiettivo non dovrebbe essere quello di andare al Governo, ma usare l’eventuale vittoria per conseguire qualche obiettivo, no?

Un bel 150°

Il giorno dopo le amministrative è utile fare qualche ragionamento. Il primo che mi è venuto in mente, è che si tratta di un bel regalo all’Italia per il suo anniversario.

Penso che siano risultati importanti, senza esagerare nei festeggiamenti, perché smantellano un fatto che ha retto il berlusconismo tutti questi anni: B. poggia tutta la sua politica e la sua immagine sull’idea di essere un vincente. Quando ha perso, in questi anni, hanno sempre perso gli altri.

Questa volta l’anziano ha sfidato la città di Milano, chiedendo ai cittadini un referendum sulla sua persona, non sulla sua coalizione. I suoi strateghi della comunicazione elettorale hanno spinto l’acceleratore della volgarità, dello scontro più duro. Una delle campagne elettorali peggiori che io abbia mai visto, senza discussioni sui temi concreti e molti cori da peggiori ultras.
Ma come in ogni sport, quando ci cerca lo scontro duro e si perde, la caduta è più dolorosa.

Prima della sua sconfitta si rideva alle barzellette dell’anziano perché, come contraccambio, si stava sul carro del vincitore e si raccoglieva qualche briciola del suo pasto.

Tutta questa ciurma, che non si sosteneva certo per comunanza di idee, rimarrà solidamente attaccata al carro del perdente?

Un altro dato interessante è che i sondaggi non servono ad un cazzo.
Da qualche tornata elettorale il partito di Grillo viene dato ad un punto e mezzo, tanto per fare un esempio.
Si dovrebbero seguire un po’ di più cuore e ragione, perché è col cuore e con la ragione che poi la gente vota.

Inoltre oggi l’aderenza ad un partito è molto meno solida del passato. Il passaggio di voti da una lista all’altra è più frequente, per fortuna, ed un candidato credibile sposta più della base dei suoi partiti, così come un candidato incredibile riesce a sottrarre, anziché attrarre, voti all’elenco delle liste che lo sostengono.

Cosa succede oggi? Succede che oggi sappiamo che non in Politica non è già tutto deciso, come in molti credevano. Nonostante le forze immense somministrate da chi aveva disponibilità economiche enormi per le campagne elettorali, le persone hanno fatto la differenza.

Tra 15 giorni, forti della possibilità di fare la differenza, la speranza di farcela dovrebbe muovere ancora di più tutte le forze che si oppongono al berlusconismo.
I risultati dimostrano che la vittoria non si ottiene facendone una cattiva imitazione o ignorandone il problema, ma facendo qualcosa di diverso.

L’Italia merità di più e di meglio ed il tempo è quello giusto.

Sabato e Domenica tanti ecologisti si troveranno a Roma per costruire qualcosa di nuovo, di europeo, di ancora migliore, che sappia confrontarsi con quello che verrà dopo.
Finito il berlusconismo, ci sarà bisogno di riportare sul tavolo con competenza e serietà, senza strumentalizzazioni, alcuni temi che il Parlamento in questi anni ha distrutto.

La speranza di una Italia finalmente fuori dall’anomalia e vicina agli esempi del resto dell’Europa moderna si potrà allora dire soddisfatta.

Interessi

Sono stanco di chi guarda solo al proprio interesse, e sono ancora più stanco di chi lo fa in Parlamento. Chi oggi chiede le elezioni anticipate lo fa non per battere gli avversari, ma perché conta di acquisire numeri maggiori di quelli attuali, a costo di rischiare la sconfitta.

Per alcuni è addirittura meglio una brutta sconfitta della propria coalizione con un buon risultato personale, rispetto ad un sacrificio personale a nome dell’interesse comune.

E non deve stupire la compravendita di Parlamentari di questi giorni, la legge attuale è studiata appositamente per conferire al parlamentare il ruolo di dipendente del capo, che cambia casacca o mantiene la propria solo per guadagnare di più.

Chi vuole andare al voto con questa legge è contento di decidere da solo l’elenco degli eletti, privando i cittadini della scelta dei loro rappresentanti in Parlamento.

Tutto il resto è polvere negli occhi.

Forlì: Perché votare i Verdi in Comune

I Verdi a Forlì sostengono Roberto Balzani, assieme ad altre 6 liste. Ma perché scegliere i Verdi invece di una delle altre?

Intanto come garanzia di cambiamento. I Verdi sono sempre stati fermi e coerenti nelle loro proposte ed oggi sostengono con forza un Sindaco che ha saputo cogliere queste necessità per la nostra città e proporre soluzioni concrete che puntano in alto, in un programma che condividiamo completamente.

Cambiamento che non è avvenuto in Provincia, dove i Verdi sono gli unici ad avere avuto il coraggio di opporsi alla candidatura di Bulbi, principale attore di molti dei problemi di Forlì (sono della Provincia, infatti, le scelta del nuovo inceneritore e del raddoppio dell’Ipermercato).

Ma oltre al programma di coalizione di Forlì i Verdi hanno redatto e pubblicato un proprio programma, con i contenuti che riteniamo opportuno proporre come lista che si candida in Consiglio ed al governo della città.

Il programma si chiama Forlì Città del Sole ed è molto più di un sogno, è un obiettivo che possiamo raggiungere, con il sostegno dei cittadini al momento del voto.

L’energia del cambiamento: la lista del Sole

I Verdi di Forlì costituiranno nella nuova coalizione che si presenta per il governo della città di Forlì una novità che sottolinea come il profondo e radicale cambiamento messo in atto da Roberto BALZANI stia offrendo prospettive nuove per la politica forlivese.

In questi anni si è verificato anche nella ns. città una crisi profonda sia economica che di valori allontanando i cittadini dalla politica che è percepita non come servizio per la comunità ma come qualcosa di spregevole nel quale tutti sono accumunati indipendentemente da ciò che fanno.

Riteniamo che la ventata di cambiamento rappresentata da BALZANI sia stata favorita da rigoroso comportamento dei Verdi che si sono assunti pienamente le responsabilità della politica, prima nel governo della città, poi nell’impossibilità di attuare quanto promesso ai cittadini con l’uscita dalla maggioranza. Leggi tutto “L’energia del cambiamento: la lista del Sole”