Speriamo che viene Hitler

Quando studiavo storia a scuola mi chiedevo come fosse stato possibile arrivare all’olocausto.

Proprio non riuscivo a comprendere come facessero così tante persone a seguire un progetto di sterminio di quel tipo.

Perché la favola dello scaricabarile, delle decisioni dall’alto, dei comandi incontrastabili, è ovviamente una storiella raccontata per evitare di ammettere che certe opinioni erano diffuse e condivise. Che le piazze erano piene di persone che urlavano e sostenevano un leader (*), che il cancro era diffuso.

15-20 anni fa c’erano senza dubbio persone razziste, ma a differenza di oggi si vergognavano nell’esprimere le loro opinioni di fronte a persone che non conoscevano.

Oggi non si vergognano più, ed augurano i forni crematori con molta tranquillità, in pubblico, durante il lavoro.

Io spero che un giorno tornino a vergognarsi, perché l’altra direzione non solo è sbagliata, ma pure pericolosa.

(*) a proposito di leader. Sono l’unico che non sente il bisogno di qualcuno che agiti le folle, ragionando al posto di tutti i singoli che lo sostengono?

Il rischio per la salute dei body scanner

In questi giorni non si fa altro che parlare della proposta di sostituire i metal detector degli aeroporti con i body scanner, dei dispositivi che sbirciano sotto i vestiti alla ricerca di materiale nascosto e potenzialmente pericoloso. Si è detto tanto sulla privacy, che tutto ad un tratto è meno importante della sicurezza e poco importa, evidentemente, che le stesse voci pochi mesi fa hanno affermato l’esatto contrario sulle intercettazioni telefoniche.

Poco è stato detto, invece, sui potenziali rischi per la salute di queste macchine, e quel poco è quantomeno approssimativo. Dopo aver sentito ad un tg nazionale che sarebbero 10’000 volte meno impattanti di un cellulare, ho chiesto a Gianni, un esperto, nei commenti ad un altro thread.

Le conclusioni sono abbastanza importanti ed ho deciso di farne un articolo, che vi prego di divulgare.

Dal sito di un produttore di body scanner (http://www.xscann.com/xscann_safety.htm) scopro che una scansione sottopone ad una dose pari a 0,0053 mSv (lasciamo perdere che è un dato inverosimilmente basso, teniamocelo…)
ho cercato un po’ di statistica su quante persone viaggiano in aereo tutti i giorni nel mondo. trovato dato pari a 1,5-2 milioni in stati uniti e 4,5 milioni nel mondo. le fonti non sono autorevolissime, ma stiamo sull’idea di un ordine di grandezza di 1 milione di passeggeri al giorno, ipotizzando che i body scanner diventino una prassi mondiale.
Ricordando che il rischio di incidenza patogena letale da esposizione a raggi x è di 5/100.000 per ogni mSv, abbiamo:
0,0053 x 5/100.000 x 1.000.000 = 0,265 morti/giorno (nella vita per patologia radioindotta dalla singola scansione), ovvero (facendo l’inverso) circa un morto ogni quattro giorni, ovvero 97 morti l’anno (di più nei bisestili).

Questo è il conto che va fatto e questo è il dato che va confrontato con la mortalità dovuta a eventi terroristici.

Teniamo conto che:
1. l’ipotesi che tutti i passeggeri del mondo vadano sotto body scanner è descrittiva delle intenzioni, mi auguro non dei fatti
2. quando si parla di morti, si intende numero di persone di cui non si garantisce la sopravvivenza, ovvero il dato è cautelativo, come SI FA sempre in radioprotezione (ex legge)
3. ciò di cui non si parla mai quando si dice che danno pochissima dose è che la si darà a tantissima gente
4. la dose che assorbira un ciccione, uno smilzo, un vecchio, un bimbo o una donna incinta (e quindi il feto) sono mooolto diverse e impossibile da rappresentarsi con quello squallido 0,0053.. ah, per inciso, le radiazioni sono ovviamente impietose nei confronti di bimbi e feti.
per capirsi e per dare autorevolezza a quanto appena scritto, in pratica a questo serve il mio lavoro.

Questo, tra le altre cose, smentisce la dichiarazione che confrontava con i cellulari: se fosse vera, con 3 telefonate al cellulare saremmo tutti temporaneamente sterili.

Considerazione personale: se anche prendessimo per buoni i dati dell’azienda produttrice, cosa ovviamente tutta da verificare, avremmo una incidenza di mortalità di un centinaio di persone l’anno.

Quindi la proposta dei body scanner non vale nemmeno col pretesto della tanto millantata maggiore sicurezza, dal momento che per pareggiare i conti i terroristi dovrebbero far esplodere almeno un aereo tutti gli anni.

Per non parlare, poi, delle patologie meno gravi delle quali non abbiamo nemmeno tentato un rapido calcolo.

Sulla nave dei Veleni

Sembra che la nave dei veleni, affondata con fusti e scheletri umani nel mare del cosentino, non sia quella alla quale il pentito si riferiva.
Questo però significa che se il pentito dice il vero, la nave c’è e non sappiamo dove. Inoltre non è detto che questa sia meno pericolosa

Il fatto di non vedere dove sono stati affondati i veri rifiuti radioattivi è una pessima notizia, e se vogliamo tutelare la nostra credibilità come paese produttore di specialità alimentari e patria del turismo dobbiamo affrontare subito questo problema, invece di mantenerlo in coda ai TG tra la rubrica del gossip e quella dei video buffi dal web.

Curare è meglio che prevenire

Oggi è un giorno triste, a causa della tragedia di Messina.
Per rendere giustizia alle vittime ed a chi ha perso tutto dobbiamo però ricordare.

Per esempio che a causa della manovra demagogica di pochi mesi fa che ha tolto l’ICI ai più ricchi il Governo ha tagliato milioni di euro dedicati alla protezione contro terremoti e dissesto idrogeologico.

-4,5 milioni di euro destinati da Prodi al monitoraggio antisismico, -240 milioni alla difesa del suolo , -151 milioni di euro dedicati alla prevenzione e difesa del suolo per la Calabria e la Sicilia, -22,8 milioni tolti dalla Gelmini dall’adeguamento antisismico delle scuole.

Questo per ricordare che questa tragedia è anche un po’ colpa nostra.
Noi che preferiamo curare invece che prevenire.
Cementificare in posizioni pericolose piuttosto che pianificare.
Ricostruire piangendo piuttosto che anticipare.

Influenza suina: cifre a caso

800px-Swine_Flu_Masked_Train_Passengers_in_Mexico_CityL’altro giorno, mi pare al TG1, hanno detto che la mortalità della nuova influenza H1N1 è dell’1% (fonte World Health Organization)
Sparata così, è una cifra impressionante. Ogni 100 abitanti colpiti uno non riuscirebbe a cavarsela.

In realtà, calcolando i dati europei, il tasso di mortalità registrato fino a questo momento, senza vaccini, è dello 0.16%, quindi quasi 10 volte meno di quello dichiarato alla tv del servizio pubblico.

Per avere un confronto, l’influenza stagionale ha un tasso dell’1 per mille circa (0.1%).
Immagino che i due dati si allineeranno non appena sarà migliore la diagnosi e saranno vaccinati i soggetti più a rischio.

Rimane da sapere il perché di questa leggerezza nella divulgazione di dati così importanti e sensibili per la popolazione, che rischiano di causare più danni di quelli dell’influenza (la paura può scatenare reazioni irragionevoli e pericolose).

Nella migliore delle ipotesi è un meme ricorrente, come quello dei cani aggressivi, che ogni tanto è bene rispolverare per riempire gli spazi informativi.
Nella peggiore, e forse più probabile, c’è qualcuno che ci guadagna che ha più strumenti di chi non vuole verificare le fonti.